Sacerdoti

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Il vescovo di Grosseto, monsignor Rodolfo Cetoloni, sabato 20 maggio ordinerà sacerdote Francisco Iniguez Padilla, attualmente diacono presso la parrocchia di Castiglione della Pescaia. La celebrazione eucaristica con il rito di ordinazione si terrà dalle 18 nella cattedrale di Grosseto e verrà trasmessa in diretta su Tv9.

Il sì dei dieci nuovi sacerdoti che con la vita hanno risposto alla chiamata di Dio è risuonato nella Basilica Vaticana, dove Papa Francesco ha presieduto la messa per la loro ordinazione. Tra di essi sette italiani, un peruviano, un messicano e un giovane proveniente dall’Azerbaijan, formatisi in vari seminari e di età compresa tra i 26 e i 38 anni. “Gli eletti dal Signore”: li ha definiti il Papa nell’omelia, chiamati “non per fare carriera” ma per compiere un servizio, partecipi così della missione di Cristo. Nelle varie aggiunte a braccio, Francesco ha chiesto di leggere e meditare la Parola di Dio, di dispensarla con gioia.

“In mezzo a tanti profeti di distruzione e condanna, voi siate una forza positiva, siate luce e sale di questa società, siate il locomotore che traina il treno in avanti”. E’ la missione che Papa Francesco ha affidato ai sacerdoti, ai consacrati e ai seminaristi della Chiesa copto-cattolica, nell’ultima tappa del suo viaggio in Egitto. In 1500 lo hanno atteso nel campo sportivo del seminario maggiore patriarcale di San Leone Magno a Maadi, nella periferia sud del Cairo, dove la maggior parte di loro si è formata o si sta formando, cuore della Chiesa cattolica in Egitto.

«Il ricorso all’inganno per attirare alla conversione, utilizzando mezzi impropri per catturare il consenso, e la falsificazione del messaggio evangelico, mitigandone le esigenze e oscurandone l’autenticità». Queste, secondo il cardinale arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori, le due «possibili derive» da cui i presbiteri devono guardarsi.

Un sacerdote ci scrive lamentandosi per la pubblicazione sul settimanale cartaceo di una lettera in cui, commentando un articolo di don Giovanni Martini, si invitava i preti a dire meno «litanie» e a fare «più chilometri a piedi».

Quando il sacerdote predica l’omelia – «breve, se possibile» – lo fa «con la gioia che tocca il cuore della sua gente mediante la Parola con cui il Signore ha toccato lui nella sua preghiera». Lo ha detto il Papa, nell’omelia della Messa Crismale, in cui si è soffermato sulle caratteristiche del «lieto annuncio», «perla preziosa del Vangelo», che «contiene qualcosa che riassume in sé tutto il resto: la gioia del Vangelo».