Sinodo dei vescovi

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«Il cammino della sinodalità è il cammino che Dio si aspetta dalla Chiesa del terzo millennio». Lo ha detto Papa Francesco, che nel discorso pronunciato in occasione del 50° del Sinodo, in Aula Paolo VI, ha ricordato che «fin dall’inizio del mio ministero come vescovo di Roma ho inteso valorizzare il Sinodo, che costituisce una delle eredità più preziose dell’ultima assise conciliare».

Il Sinodo sulla famiglia ha sospeso stamani i lavori per la celebrazione dei 50 anni del Sinodo. Papa Francesco ha fatto il suo ingresso puntuale, alle 9, in Aula Paolo VI, dove lo attendevano i 270 padri sinodali e numerosissimi fedeli. Gli interventi dei card. Baldisseri, Schönborn, Nichols e di mons. Lebouakehan.

estimonianze e contributi per ricordare l’istituzione, 50 anni fa, del Sinodo dei vescovi da parte di Paolo VI. Quel “camminare insieme”, sottolineato da Papa Francesco, è la strada sulla quale proseguire perché è la sinodalità il futuro della Chiesa del terzo millennio. Il Pontefice ricorda che anche il popolo di Dio ha il proprio “fiuto” per discernere le nuove strade che il Signore indica alla Chiesa e per questo il Sinodo, nelle ultime due sessioni, ha voluto ascoltare le famiglie anche attraverso un questionario. 

Un evento che "apre lo sguardo". Così Franco Miano e Pina De Simone, coppia di sposi entrambi impegnati nella pastorale, hanno definito il cammino di preparazione al Sinodo della famiglia, al quale sono stati invitati a partecipare. Intervenendo alla conferenza stampa svoltasi oggi presso la sala stampa della Santa Sede, i coniugi hanno evidenziato tra gli elementi caratterizzanti questo percorso "la volontà di avere gli occhi aperti, e di riuscire a raccontare le belle esperienze possibili di vita di famiglia, recuperando un linguaggio nuovo". "Le famiglie - ha detto Miano, già presidente dell'Azione Cattolica - hanno bisogno di nuovi racconti, nuovi linguaggi, di sapersi dire a partire dalla concretezza della vita". Per sua moglie, il Sinodo "apre lo sguardo non solo alle problematiche della famiglia, ma anche a ciò che è da scorgere nelle pieghe dell'esistenza, in quella profonda esperienza di amore, condivisione che la famiglia reca in sé, pur tra mille difficoltà". Una domanda, questa, che "va fatta emergere", per dare voce "a quell'ansia di relazione, a quel bisogno di comunione che abita il cuore dell'uomo"

La Chiesa non è fatta di "angeli": anche nella Chiesa ci possono essere "mele marce", ma l'importante è essere determinati "in modo forte e deciso" a riconoscere "i propri peccati", i propri errori. Rispondendo alle domande dei giornalisti, a margine della conferenza stampa di presentazione dell'Instrumentum laboris del Sinodo sulla famiglia, il cardinale Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo dei vescovi, non si è sottratto agli interrogativi sugli scandali nella Chiesa, di cui si parla al n. 75 del documento, dove si enumerano le "contro-testimonianze" della Chiesa. Gli scandali, la pedofilia, i "lussi": tutti avvenimenti, questi, ha ammesso il card. Baldisseri, che "hanno colpito la credibilità della Chiesa". "C'è stata molta complicità - ha proseguito il cardinale - dovuta al fatto che c'è stata molta pubblicità. Ma i fatti sono stati conosciuti, la Chiesa è intervenuta in modo forte e deciso. Si è messo in evidenza che il numero è grande in sé, ma non è così grande", se confrontato con altri contesti ed altre situazioni. "Nella Chiesa fa male che possano succedere queste cose - ha affermato il porporato - ma non dobbiamo pensare che preti e vescovi siano angeli". "L'importante - ha aggiunto - è riconoscere gli errori: in altri ambienti succede meno".

In occasione del «dies annualis» del Tribunale ecclesiastico regionale, mons. Enrico Solmi ha parlato a Firenze delle sfide in vista del prossimo Sinodo dei vescovi. Se tra i giovani resiste la voglia di famiglia e di figli, le statistiche ci parlano di un forte diminuzione di nozze mentre i tassi di separazioni e divorzi sono in continua crescita. «La culla vuota è la tomba dell’Italia».