Vita consacrata

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Il 21 novembre ricorda ogni anno a tutta la Chiesa le claustrali, queste donne la cui risposta al dono della vita si concretizza in un luogo preciso e definito: il monastero. Tuttavia non in un modo uniforme: svariati sono i toni e le sfumature che caratterizzano le diverse spiritualità, differente l’intensità dei colori attinti all’unica tavolozza, quella del Vangelo.

Alla Certosa del Galluzzo arriva la Comunità di San Leolino: i monaci Cistercensi hanno lasciato, dopo sessant’anni di presenza, lo storico edificio e la Comunità (che manterrà comunque la sua sede a Panzano in Chianti) ha accolto la proposta del cardinale Betori per assicurare una presenza religiosa e l'animazione spirituale e culturale,

Non seguire «la tentazione di isolarsi nei propri ambiti comodi e sicuri», ma «agire» e «stare dentro» il mondo come «presenza trasformante in senso evangelico». È il mandato di Papa Francesco nel messaggio ai partecipanti al convegno in corso, oggi e domani a Roma, presso l’Istituto Patristico Augustinianum, sul tema «Oltre e in mezzo. Istituti secolari: storie di passione e profezia per Dio e per il mondo».

State lontani dalla superficialità e dalla ricerca vana di onori, rifugiate gli interessi materiali e la brama di guadagno; alimentatevi, invece, con la preghiera per essere "messaggeri della fede, felici di portare Gesù in ogni strada, in ogni piazza, in ogni angolo della terra". È la raccomandazione che Papa Francesco ha rivolto ai sacerdoti, consacrati e consacrate e seminaristi incontrati nel centro "La Macarena", ultimo evento della giornata a Medellin. Anche in una società piena di contraddizioni come quella contemporanea, il Signore continua a chiamare per portare con entusiasmo la testimonianza del suo amore.

«I giovani sono naturalmente inquieti». Lo ha detto, a braccio, il Papa, nell’incontro con il clero (testo integrale) nel Centro eventi «La Macarena» di Medellín. «Inquietudine – ha denunciato Francesco subito dopo, sempre fuori testo – che molte volte viene distrutta dai sicari della droga». A clero e religiosi il papa ha parlato soprattutto di vocazioni.

La nostra regione ha un’offerta ricchissima di luoghi in cui viene proposto un soggiorno fatto di tranquillità, unito a momenti di preghiera e riflessione con le comunità religiose. Dalle rassegne di musica d’organo ai corsi biblici o liturgici, dai corsi di esercizi spirituali a quelli di fitoterapia, secondo l’antica esperienza dei benedettini: sono tante le proposte da santuari, eremi e monasteri toscani. Oltre alla consueta accoglienza nelle foresterie.