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Arte, itinerario nel cuore di Arezzo accompagnati da un’«Arca di luce»

Nel cuore di Arezzo, ove si erge la Chiesa Cattedrale della diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, è possibile visitare – uniti da un percorso storico-artistico, oltreché religioso - il Duomo, il Museo di Arte Sacra e il palazzo vescovile, grazie alla lettura proposta da Opera Laboratori e denominata Arca di luce.

Percorsi: Diocesi di Arezzo
Arca di San Donato

Il percorso parte dall’Arca di San Donato, in Cattedrale, custode dei resti mortali del santo patrono di Arezzo, secondo vescovo della città. Si tratta di uno scrigno prezioso che, dall’oscurità della chiesa, per la luminosità dei marmi levigati e gli inserti vitrei, risplende come arca di luce, ispirata alla pagina biblica in cui Mosè, ricevuti da Dio i Comandamenti, fece costruire un’arca rivestita d’oro puro per conservarvi le Tavole della Legge, segno visibile dell’Alleanza tra Dio e il suo Popolo.
Si può definire arca di luce anche il magnifico ciclo di vetrate di Guillaume de Marcillat, eseguite tra il 1516 e il 1524, influenzate dal Manierismo della scuola di Raffaello, sempre in Cattedrale.
E Arca di luce è anche uno degli attributi della Vergine, a cui, all’interno del Duomo, è dedicata l’ampia cappella, chiamata della Madonna del Conforto, realizzata nel 1796, oggi fulcro di una forte devozione popolare, con bellissime terrecotte robbiane invetriate.
Pittore della luce fu Piero della Francesca a cui si deve l’affresco di Maria Maddalena eseguito nel 1459, mentre dipingeva, nella sottostante Basilica di San Francesco, il ciclo che rappresenta la Leggenda della vera croce.
Il percorso continua dinanzi al Duomo, nel Palazzo Vescovile, sede del vescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro. Ristrutturato nel ‘500, venne costruito nel XIII secolo per volontà di Guglielmino degli Ubertini, primo presule aretino a risiedervi, morto l’11 giugno 1289 guidando l’esercito ghibellino nella battaglia di Campaldino.
Dal 2011 ospita il Museo diocesano di arte sacra, importante collezione di sculture, dipinti, codici miniati, parati e oreficerie provenienti dal territorio della Diocesi. Tra le opere più significative tre rari crocifissi lignei, databili tra la fine del XII secolo e i primi decenni del XIII, la cui fattura testimonia l’abilità degli artigiani aretini dell’epoca nella tecnica dell’intaglio.
Splendido il San Girolamo penitente di Bartolomeo della Gatta, monaco camaldolese e fiorentino, pittore originale, che visse e operò a lungo ad Arezzo nel XV secolo.
Grande spazio è dedicato alle opere Giorgio Vasari che, ad Arezzo, ebbe i natali nel 1511. Il nucleo di opere vasariane è ben rappresentato dallo stendardo processionale eseguito dall’artista per la Compagnia dei Peducci nel 1549 e costituito da due raffinate tele raffiguranti la Predica del Battista e il Battesimo di Gesù, un grande tondo databile al 1557, in origine un cielo da baldacchino in seta rossa raffigurante la Madonna della Misericordia che ripete un’iconografia molto diffusa nell’arte aretina tra XV e XVI secolo.
Tra le particolarità la preziosa Pace di Siena, splendido esempio databile agli inizi del Quattrocento di oreficeria franco-fiamminga, già donata da Pio II alla Cattedrale di Siena, prima che il concistoro senese, a sua volta, la donasse alla Cattedrale di Arezzo nel 1799.
Al primo piano del Palazzo vescovile è, inoltre, visitabile la Quadreria vescovile e la Camera dei Papi, destinata ad accogliere i pontefici in visita ad Arezzo.

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