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Firenze, una nuova applicazione multisensoriale per il Museo dell’Opera del duomo

L’Opera di Santa Maria del Fiore ha realizzato una nuova applicazione multisensoriale, «Access to Opera», per rendere più accessibile la visita al Museo dell’Opera del Duomo a Firenze.

Progetto Alzheimer (Foto Francesco Nigi per Opera S. M. del Fiore)

 

L’app è rivolta principalmente alle persone sorde per le quali fino ad adesso non esisteva un servizio di questo tipo. Nel corso del 2018, «Access to Opera» sarà ampliata a tutto il complesso monumentale del duomo di Firenze. L’applicazione creata dall’Opera di Santa Maria del Fiore è costituita da 15 video con spiegazioni delle opere e delle sale più rappresentative del museo, realizzati in collaborazione con le associazioni culturali Prisma e Comunico.

I contenuti sono stati creati in collaborazione con persone sorde e narratori in Lis (Lingua dei segni italiana), che hanno partecipato al progetto fin dall’inizio. Il risultato finale è un servizio che facilita l’accesso alle persone con questa disabilità ma anche con altri tipi di deficit (cognitivo, culturale, linguistico), nonché strumento anche per sviluppare laboratori didattici nelle scuole e workshop laboratoriali. L’applicazione è scaricabile sui propri dispositivi mobili come integrazione a quella già esistente e gratuita de» Il Grande Museo del duomo», oppure è possibile usufruirne grazie a degli iPad messi a disposizione dall’Opera su cui l’applicazione è già stata installata (su richiesta alla biglietteria del Museo).

Access to Opera è l’ultima delle iniziative, in ordine di tempo, messe in campo dall’Opera di Santa Maria del Fiore per rendere più accessibili tutti i suoi monumenti. «Abbiamo pensato tutte queste attività – spiega Barbara Fedeli, responsabile dell’Accessibilità dell’Opera – non solo in funzione delle persone che hanno delle disabilità ma di tutti, in una logica di inclusione». «Per l’Opera di Santa Maria del Fiore – afferma il presidente Luca Bagnoli – queste iniziative rappresentano un cammino volto a condividere il nostro patrimonio, attraverso un’inclusione sempre maggiore e attenta alle opportunità fornite dalle nuove tecnologie. «La bellezza, vitale e misteriosa, è anche guaritrice – afferma Timothy Verdon, direttore del Museo dell’Opera del duomo -, penetra oltre il velo per toccare l’essere umano, anche se sofferente, nel profondo».

In Italia sono ancora pochi, solo 28, i musei dotati di applicazioni multisensoriali come Access to Opera. Info: https://operaduomo.firenze.it/ 

Fonte: Sir
Firenze, una nuova applicazione multisensoriale per il Museo dell’Opera del duomo
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