Arte & Mostre
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Anni in cui prende forma una nuova idea di arte che si esprime attraverso una varietà di linguaggi, materie e forme, un’esperienza che non ha eguali, unica al mondo. Un ventennio che vede il trionfo dell’Arte Informale, la sperimentazione della Pop art, i nuovi linguaggi dell’Arte Povera e dell’Arte Concettuale, tutto viene narrato attraverso ottanta opere provenienti dalle più importanti collezioni museali o private.

Renato Guttuso, Lucio Fontana, Alberto Burri, Emilio Vedova, Giulio Turcato, Enrico Castellani,  Piero Manzoni, Mario Schifano, Tanto Festa, Franco Angeli, Pino Pascali, Mario Merz, Michelangelo Pistoletto, Jannis Kunellis, Alighiero Boetti e tanti altri ancora, pionieri, anticipatori delle tendenze che col tempo si affermeranno, quasi sconosciuti all’epoca da un mercato che privilegiava la tradizione figurativa.

«Esempio originale di realismo popolare: un realismo mitologizzante, celebrativo, attivo, diretto all’azione, tutto intriso di movimento e di speranza»: così Carlo Levi introduce la sala personale che Renato Guttuso avrà alla Biennale di Venezia del 1952, è qui che è esposta La battaglia di Ponte dell’Ammiraglio, la grande tela che rievoca il Risorgimento italiano attraverso una rivisitazione della scena del vittorioso scontro che dette il via alla liberazione della Sicilia e dove alcuni personaggi portano il volto di Giancarlo Pajetta, Antonello Trombadori e dell’artista stesso; opera manifesto del realismo sociale che segna il dibattito tra realismo e astrazione nella pittura di quegli anni e che venne realizzata per l’Istituto di studi comunisti Palmiro Togliatti delle Frattocchie.

È la celebre battaglia che accoglie il visitatore all’entrata della mostra in un ambiente di grande suggestione in cui quattro proiezioni in sincrono ricostruiscono la storia del nostro Paese dall’Unità al 1968 attraverso filmati dell’epoca che ci parlano di arte, cronaca, politica, ma anche di moda e di cinema.

«Nascita di una Nazione vuole offrire una chiave di lettura ad un periodo artistico che si è intrecciato indissolubilmente con lo sviluppo dell’Italia - ha detto il curatore Luca Massimo Barbero - e che ha tratto dalla politica , dal costume e dai cambiamenti sociali linfa vitale. Le sale riassumono le tensioni sociali, politiche, culturali e sociali di quegli anni dando un quadro straordinariamente ricco ed eterogeneo di ricerche artistiche che può sorprendere vedere qui riunite per assonanze e contrasti, ma che fotografano un dialogo che risulta, a maggior ragione oggi, assolutamente vitale».

All’espressione dell’ortodossia politica dominante del periodo vengono contrapposte le nuove avanguardie, l’astrazione antirealista di Giulio Turcato nell’opera fondamentale Il Comizio del 1950 e dalle opere di Enrico Baj Generale incitante alla battaglia del 1961 e L’ultimo re dei re di Mimmo Rotella sempre del 1961, un décollage sul volto di Mussolini.

La mostra prosegue con i grandi esponenti dell’Arte Informale italiana, Lucio Fontana, Alberto Burri, Emilio Vedova, Leoncillo, Ettore Colla, Mirko Basaldella, ricerca artistiche con convivevano temporalmente al realismo nell’Italia degli anni Cinquanta.

L’arte Informale permette una libertà che fino a quel tempo non era stata sperimentata, nuovi materiali e nuove forme si affacciano nel mondo dell’arte ed ecco la sala dedicata al monocromo, dal bianco accecante, che offre un panorama unico che dai tagli bianchi di Fontana arriva agli Achrome di Piero Manzoni, passando per la monumentale Superficie bianca estroflessa di Castellani e la scultura di Pietro Consagra.

Nuovi simboli e Figure e gesti sono le sale che seguono, il linguaggio artistico si rinnova con Jannis Kunellis e Pino Pascali con le figurazioni primordiali, segue un omaggio a Domenico Gnoli tra classicità e avanguardia, fino alla nuova figurazione degli artisti romani, Tano Festa, Sergio Lombardo, Renato Mambor, Giosetta Fioroni, che ci introducono a Cronaca e politica, la sala in cui la bandiera diventa il simbolo di un’epoca.

Il rosso «garibaldino» torna protagonista nelle opere di Mario Schifano Compagni, compagni del 1966 in dialogo con Corteo di Franco Angeli del 1968.

Arriviamo all’Arte Povera e ai suoi massimi esponenti, Paolini, Boetti, Pistoletto, Merz fino alle sperimentazioni del Gruppo N con l’opera interattiva Eco, cortocircuito finale con la grande Mappa di Boetti, Tentativo di volo di Gino De Dominicis e Rovesciare i propri occhi di Giuseppe Penone del 1970 che prelude alla stagione tragica della lotta armata e delle stragi che insanguinarono l’Italia.

TITOLO: Nascita di una Nazione. Tra Guttuso, Fontana e Schifano.

DATA: Fino al 22 luglio

SEDE: Firenze, Palazzo Strozzi

ORARIO: tutti i giorni 10-20, giovedì 10-23, dalle 9 su prenotazione. Accesso fino a un’ora prima dell’orario di chiusura.

INGRESSO: biglietto intero 12 euro, ridotto 9.50, scuole 4.00

INFO: 055-2645155 www.palazzostrozzi.org

Mostre, a Palazzo Strozzi viaggio attraverso i capolavori italiani degli anni Cinquanta e Sessanta

Nell’anno in cui ricorre il 50° anniversario del '68, Palazzo Strozzi a Firenze apre le sue sale alla grande arte moderna italiana per una mostra che per la prima volta vede riunite insieme opere emblematiche di un periodo storico ricco di fermenti artistici, opere storicizzate i cui autori hanno ormai conquistato il mercato internazionale dell’arte mettendo ben in risalto la straordinaria varietà del genio artistico italiano. «Nascita di una nazione. Tra Guttuso, Fontana e Schifano» a cura di Luca Massimo Barbero, appena inaugurata a Palazzo Strozzi, dove sarà alla visione del pubblico fino al 22 luglio, è un viaggio attraverso i capolavori dei maggiori esponenti dell’arte italiana che tra gli anni ’50 e il ’68 furono in grado di scandire la grammatica della nascita del senso di una Nazione, appena uscita dalla tragedia della guerra e del fascismo e pronta a quel «miracolo economico» in grado di trasformarla nel giro di un ventennio.

Percorsi: Arte - Firenze
Renato Guttuso
Fonte: Tog
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