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PIETRASANTA, E' MORTO LO SCULTORE PIETRO CASCELLA

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Lo scultore Pietro Cascella è morto ieri mattina nella sua casa di Pietrasanta, in provincia di Lucca, dove viveva insieme alla moglie, anche lei scultrice, Cordelia Von den Steinen. Era nato a Pescara il 2 febbraio 1921. Da alcuni mesi era malato e aveva lasciato l'abitazione nel castello della Verrucola, a Fivizzano, in provincia di Massa Carrara. La camera ardente è stata allestita nel Chiostro di sant'Agostino, messo a disposizione dal sindaco di Pietrasanta Massimo Mallegni, molto legato all'artista. I funerali si svolgeranno martedì 20 maggio, alle ore 15, nel Duomo di Pietrasanta. Cordoglio è stato espresso dal presidente della regione Claudio Martini, dal presidente del consiglio regionale, Riccardo Nencini e dall'assessore  regionale alla cultura,  Paolo Cocchi. La sua ultima opera, 'Piazza dei Parchi', una fontana che simboleggia la confluenza dei tre parchi: quello regionale delle Alpi Apuane e quelli nazionali dell'Appennino Tosco-emiliano e delle Cinque Terre, era in corso di ultimazione nella frazione di Rometta, all'ingresso di Fivizzano, in Lunigiana.
Pietro Cascella si era avvicinato alla pittura fin da giovanissimo seguendo il padre Tommaso e il fratello Andrea. Aveva studiato all'Accademia di Belle Arti di Roma e dopo un periodo pittorico si era dedicato alla scultura in pietra e bronzo a partire dai primi anni Cinquanta. Sempre più le sue opere hanno visto prevalere l'utilizzo del marmo e della pietra, per sculture monumentali composte da masse pietrificate levigate, aspre o corrose con accenni di base cubista e elementi di purismo geometrico. Cascella nel 1957 partecipa al Concorso per il 'Monumento di Auschwitz' con un progetto realizzato dal fratello Andrea e dall'architetto Julio Lafuente. Dopo alterne vicende viene approvato un progetto curato da Pietro stesso e dall'architetto Giorgio Simoncini. L'opera che vedrà la luce nel 1967 sarà una delle più importanti creazioni dell'artista italiano. Negli anni '70 si applica a una serie di opere monumentali in cui si fondono impegno sociale e progetti di scultura su scala urbana.
Tra i suoi lavori pubblici si ricordano quindi l'Arco della Pace di Tel Aviv (1971), il monumento a Mazzini di Milano, quello alla Resistenza per la città di Massa Carrara (1979) e di dieci anni dopo La nave sul lungomare di Pescara. Dal 1984 inizia a lavorare sul progetto "Campo del Sole" insieme a Mauro Berrettini e Cordelia von den Steinen, che diverrà sua moglie. L'uso della pietra, da lui definita "l'ossatura della terra", il recupero dell'antica naturalità ed integrità dell'uomo, la sintesi plastica di volumi articolati, che richiamano forme archetipe, lo collocano per molti critici in una linea ideale che passa attraverso Brancusi e Lipchitz. Pietro Cascella si è distinto per la monumentalità delle sue opere, spesso improntate a una profonda sensibilità civile. Tra le sue opere più recenti, l'Agorà all'Università di Chieti, il Monumento della Via Emilia a Parma, la Porta della Sapienza a Pisa, l'Ara del Sole a Ingurtosu in Sardegna, il Teatro della Germinazione nel Parco Nazionale d'Abruzzo e la Volta Celeste ad Arcore (Milano), il mausoleo commissionato all'artista da Silvio Berlusconi nella propria villa. Il Presidente del Consiglio, nel ricordalo, lo ha definito "uno dei più grandi interpreti della scultura contemporanea" e ha salutato "lo straordinario amico che ricorderò sempre attraverso la testimonianza delle sue opere".

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