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Una giornata a Casole tra natura e cultura: tra i paesaggi mozzafiato anche un’opera degli Uffizi

Fino a ottobre Casole d'Elsa ospita la mostra dal titolo “Francesco Rustici detto il Rustichino e la famiglia", nell'ambito del progetto Uffizi diffusi

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Casole

Nel mezzo della campagna senese, tra le verdi sfumature delle colline svetta l’antico castello medievale di Casole d’Elsa, documentato fin dall’XI secolo come feudo del vescovo di Volterra. A poco meno di mezz’ora di macchina da Siena, Casole è il luogo ideale per passare una giornata alla scoperta di paesaggi suggestivi e di opere d’arte fondamentali per la storia del territorio. Già all’interno delle mura, passeggiando per le vie del centro si possono osservare installazioni di sculture contemporanee di artisti casolesi; ma è all’interno del Museo civico archeologico e della collegiata che le opere dialogano attivamente con il passato per rievocarlo, intatto, davanti agli occhi del visitatore. E così dai reperti di origine etrusca, importanti per ricostruire la preistoria di Casole, si risale oltre le soglie della modernità con Augusto Bastianini (1875-1938), artista post-macchiaiolo le cui opere delicatissime sono velate spesso da una soffice malinconia.

L’evento principale da mettere in risalto è però la mostra, prorogata fino al 30 di ottobre, dal titolo “Francesco Rustici detto il Rustichino (Siena, 1592-1626) e la famiglia. Due generazioni di artisti attivi a Casole d’Elsa”. La realizzazione della mostra, promossa dal Comune di Casole, dall’assessore alla cultura Vittoria Panichi e curata dalla direttrice del museo Patrizia La Porta, è nata dalla proficua collaborazione con le Gallerie degli Uffizi: l’importante progetto di Uffizi diffusi, infatti, rilanciato dopo la pandemia dal direttore Eike Schmidt, permette di far dialogare le collezioni delle gallerie fiorentine con le realtà culturali del territorio toscano. In questo caso il prestito riguarda il capolavoro di Francesco Rustici, “L’allegoria della Pittura e dell’Architettura” (1621-22 circa), opera documentata nelle collezioni medicee dal 1663: segno, questo, dell’interesse e dell’attenzione della famiglia Medici all’arte a loro contemporanea, e soprattutto della qualità pittorica del Rustici. Per confrontare due diverse fasi artistiche del pittore, l’opera degli Uffizi è affiancata ad un’altra tela, appartenente al museo di Casole, raffigurante una dolcissima “Santa Caterina che scambia il cuore con Gesù”, del 1615. Oltre alle opere sono esposti dei documenti inediti che chiariscono i rapporti di Francesco Rustici con la realtà locale e con un altro importantissimo pittore senese di fine ‘500, nonché zio del Rustici stesso, Alessandro Casolani. Questi legami, lavorativi e familiari, gettano una luce nuova sul fervore artistico e intellettuale che si respirava nel piccolo castello di Casole oltre quattrocento anni fa, nel momento in cui il Rustici dipingeva le sue opere, che lo resero così uno dei grandi pittori del Seicento italiano.
Lorenzo Carpitelli

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