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Volterra, restauri allla Cattedrale nel nono centenario dalla dedicazione

Poiché nel 2020 ricorre il IX centenario dalla dedicazione della Cattedrale di Volterra, la Diocesi ne ha promosso un accurato progetto di restauro, in stretta collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra. Venerdì 3 marzo, presso l’Episcopio di Volterra, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del progetto.

La Cattedrale di Volterra

Il 7 giugno 2014, presso il centro studi Santa Maria Maddalena, si era tenuto un importante convegno di presentazione di questa iniziativa, alla presenza delle autorità cittadine e del vescovo di Livorno, mons. Simone Giusti, delegato dalla Conferenza episcopale toscana per i Beni culturali ecclesiastici.

Il progetto di restauro della Cattedrale di Volterra prevede una serie di interventi suddivisi in lotti funzionali per l’importo complessivo inizialmente previsto di circa 3 milioni di euro. Preso atto della difficoltà nel reperire al momento tale somma, è stato ritenuto opportuno dare la priorità ai lavori più urgenti per un totale di 2 milioni compreso il rifacimento degli impianti, gli oneri fiscali ed altre spese tecniche.

La Cei, tramite i fondi dell’8 per mille ha assicurato la somma di 600 mila euro, mentre la diocesi di Volterra e la parrocchia contribuiscono nell’immediato con 100 mila.

La Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra, vista la necessità di procedere con gli interventi urgenti e anche come stimolo per lo sviluppo del territorio, ha deliberato di contribuire in maniera determinante mettendo a disposizione la somma di 500 mila euro da erogarsi in cinque annualità. Al momento le risorse disponibili raggiungono 1.200.000 euro e consentono di realizzare i primi interventi.

L’auspicio è che altri Enti ed Associazioni possano aderire a questo importante progetto affinché si possa giungere a reperire i rimanenti fondi necessari al completamento di tutto il restauro.

La scheda

Nel 1120, l’anno successivo alla sua elezione pontificia, il papa Callisto II (Guido di Borgogna) attraversava la Toscana recandosi dalla Francia a Roma. Arrivato a Pisa fu raggiunto dal vescovo di Volterra, Ruggero Ghisalbertini, che lo invitò a trasferirsi nella città, patria di San Lino. Così, accompagnato da alcuni cardinali, numerosi vescovi e prelati, Callisto II si diresse verso Volterra. Accolto ai confini della Diocesi dal Senato della città, scortato da milizie a piedi e a cavallo, entrò in città il giorno 13 maggio, trovando accoglienza con tutta la sua corte nel palazzo vescovile. Il successivo 20 maggio consacrò la nuova Cattedrale - grossomodo corrispondente, sotto il profilo strutturale, a quella ancor oggi visibile - e lo stesso Pontefice volle dedicarne la magnificenza a Maria Santissima Assunta in Cielo. In tale occasione donò alla Cattedrale il prezioso reliquiario in argento che custodisce il cranio di San Vittore Martire, oggi conservato nel Museo Diocesano d’Arte Sacra. Dopo dodici giorni di permanenza a Volterra, nel corso dei quali ebbe modo di consacrare anche la Chiesa di Sant’Alessandro e quella di San Pietro (poi distrutta dalle milizie fiorentine nel rovinoso saccheggio del 1472), il Papa riprese il viaggio verso Roma.

La Cattedrale di Volterra è un imponente edificio con pianta a croce latina, in stile romanico, a tre navate, più volte rimaneggiata ed arricchita nel corso del tempo, particolarmente alla fine del secolo XVI, a seguito della nuova sensibilità suscitata dal Concilio di Trento. Essa si affaccia sulla Piazza San Giovanni, dove sorge anche l’antico ospedale cittadino e il Battistero duecentesco (caratteristica, questa di un Battistero come chiesa strutturalmente indipendente, che, oltre a Volterra, in Toscana hanno solo Pisa, Firenze e Pistoia).

La Cattedrale è uno degli edifici-simbolo della Volterra medievale, costruito addirittura prima del bellissimo Palazzo dei Priori (ancora oggi sede dell’amministrazione civica) che fu il più antico palazzo comunale della Toscana, ispiratore e modello anche del Palazzo Vecchio di Firenze.

All’interno della Cattedrale si conservano preziose opere d’arte, sia antiche (come la straordinaria deposizione lignea policroma del 1228 e molti dipinti dei più rinomati pittori del rinascimento, o come lo stupendo soffitto a cassettoni, intagliato e dorato con i Santi protettori della città), sia moderne e contemporanee (come il rosone in vetro istoriato e dipinto, realizzato dal prof. Mino Rosi nel 1989, in occasione della visita di san Giovanni Paolo II).

Nel 1857 il beato papa Pio IX, che aveva studiato a Volterra dal 1803 al 1809, volle tornarvi in visita, per ammirare proprio quella Cattedrale dove era maturata la sua vocazione al sacerdozio. In quegli stessi anni, mentre per una politica di equilibrismo tra Diocesi, Volterra perse l’immediata soggezione alla Santa Sede divenendo suffraganea dell’Arcidiocesi di Pisa, il vescovo di Volterra fu insignito dallo stesso Pio IX del privilegio del pallio «in perpetuum».

Nel 1957 inoltre, con bolla di papa Pio XII, che ne riconobbe la particolare importanza, la Cattedrale di Santa Maria Assunta venne elevata al titolo di «Basilica minore».

Essa è ancor oggi la Chiesa Madre della Diocesi di Volterra, una delle più antiche d’Italia, il cui territorio di circa 1800 kmq, tocca la giurisdizione di ben 5 province civili (Pisa, Siena, Firenze, Livorno e Grosseto) nel cuore della Toscana. La Cattedrale volterrana, infine, sotto il profilo turistico, è ogni anno meta di centinaia di migliaia di visitatori.

*responsabile dell’Archivio storico  della diocesi di Volterra

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