Riforma del Senato

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Il 31 marzo il Consiglio dei ministri ha approvato un disegno di legge costituzionale per trasformare il Senato in una camera di rappresentanza delle autonomie territoriali formato dai Presidenti delle Giunte regionali e delle Province autonome di Trento e Bolzano, dai sindaci dei Comuni capoluogo di Regione e di Provincia autonoma, nonché, per ciascuna Regione, da due membri eletti, con voto limitato, dal Consiglio regionale tra i propri componenti e da due sindaci eletti, con voto limitato, da un collegio elettorale costituito dai sindaci della Regione. Si prevede dunque una composizione paritaria tra rappresentanti delle Regioni e rappresentanti dei Comuni. A questa componente di natura territoriale si affiancano ventuno cittadini che abbiano illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario (i requisiti sono i medesimi attualmente previsti per la nomina a senatori a vita), nominati dal Presidente della Repubblica per un periodo di sette anni. Il nuovo Senato non esprime più la fiducia al governo e non concorre più all'approvazione delle leggi.

Come dovrebbe cambiare il Senato della Repubblica?:

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