Spazio Lettori

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Manifestazione organizzata da U.S.D.Civitella in collaborazione con il Comune di Civitella Paganico con il contributo della Banca della Maremma ed il patrocinio della Provincia di Grosseto e la manodopera volontaria della popolazione di Civitella Marittima

Concerti, serate danzanti, mostre e mercatini, tutto con ingresso gratuito, stand gastronomico con i piatti della buona cucina locale

a Tavola con le specialita’ della cucina Civitellina
accompagnate dalle piu' belle canzoni dei favolosi e indimenticabili BEATLES
eseguite dai "MAGICAL MISTERY GROUP"

BEATI GLI OPERATORI DI PACE

La Pace è dono di Dio ; Gesù quando dice : “ Vi lascio la Pace , vi do la mia Pace , non come la dà il mondo , Io la do a voi “ , ci offre una profezia di Pace che è prima di tutto riconciliazione con Dio e quindi con il prossimo. Se siamo capaci di accoglierla , deve investire tutta la nostra esistenza, tutti i rapporti umani a partire da quelli familiari per arrivare a quelli che riguardano l'intera società civile . Se accogliamo la vera Pace , potremmo agire da Operatori di Pace .
Papa Francesco nella sua recente esortazione apostolica sulla chiamata alla santità : “Gaudete et Exsultate “ al capitolo III° parla delle Beatitudini ed ai paragrafi 87 – 88 – 89 in particolare di “Beati gli operatori di Pace perché saranno chiamati figli di Dio “ .Il Pontefice parte da tutto l'insieme di incomprensioni , di maldicenze che portano alla diffamazione e alla calunnia che vengono paragonate ad un atto terroristico per definire pacifici quelli che costruiscono pace ed amicizia sociale , che s'impegnano a seminarle ovunque ; a questi Gesù fa una meravigliosa promessa : “saranno chiamati figli di Dio “ ; il Papa continua ricordando che non è facile costruire la Pace evangelica , una Pace che non deve escludere nessuno , che richiede una grande apertura mentale e del cuore perché non si tratta di “ una effimera Pace per una minoranza felice ….” i conflitti non possono essere ignorati o dissimulati ma dobbiamo “ accettare di sopportare il conflitto , risolverlo e trasformarlo in un anello di collegamento di un nuovo processo ….....si tratta di essere artigiani della Pace , perché costruire la Pace è un' arte che richiede serenità , creatività, sensibilità e destrezza …..... seminare Pace intorno a noi , questo è santità “.
La Pace è indissolubilmente legata alla giustizia , se vuoi la Pace devi costruire una società più giusta , è l'esatto opposto della espressione latina : “ si vis pacem para bellum “ che è il motto dei poteri imperialistici e violenti di tutti i tempi . Un anno fa è venuto a mancare il Professor Antonio Papisca , uomo profondamente cristiano , che ho avuto la fortuna di conoscere in quanto cugino di mia moglie Giuseppina e del quale sono orgoglioso di avere goduto amicizia e stima . Antonio ha impiegato gran parte del suo insegnamento sui temi della Pace e dei Diritti dell' Uomo. Ha fondato presso l'Università di Padova un corso di studi in istituzioni e tecniche di tutela dei diritti umani e della Pace , divenuto in seguito laurea magistrale dove è stata formata una generazione di Operatori di Pace . Al suo funerale nel Duomo di Padova c'erano oltre parenti , amici un gran numero di suoi allievi e militanti per la Pace che hanno ricordato il suo impegno con parole veramente commosse , non banali o di circostanza , che esprimevano il dolore per questa grave perdita.
Operare per la Pace è un atto di Amore : recentemente ho avuto l'occasione di rileggere un bellissimo diario del tempo di guerra , scritto dal sacerdote Don Alfredo Braccagni , parroco di Ancaiano , frazione del Comune di Sovicille ; è stato pubblicato nel 1987 per le edizioni Cantagalli , dopo poco la sua morte con il significativo titolo : “ Tempo d'odio , risposta d'amore “ e con una bella e profonda introduzione del Prof. Enzo Balocchi , noto docente universitario e uomo politico senese , scomparso alcuni anni fa . Don Alfredo , appena ordinato sacerdote , fu nominato nel 1937 parroco di Ancaiano e fin dall'inizio cercò di rendere testimonianza alla verità verso il gregge a lui affidato , mettendolo in guardia dai seminatori di odio ; non esitò a condannare il nazismo e a criticare l'entrata in guerra dell'Italia , rischiando l'accusa di disfattismo ; dopo l'otto settembre 1943 scelse di stare dalla parte degli umili , dei poveri degli indifesi aiutando i perseguitati e chiunque fosse in pericolo - nascose degli ebrei e per questo è stato dichiarato Giusto tra le Nazioni - . All'odio ed alla paura Don Alfredo risponde con la sua profonda fede cristiana , senza rancore , senza rabbia , è un “ ribelle per amore “ ( come sottolinea il prof. Balocchi nell' introduzione sopra citata) , la sua speranza è di poter salvare , convertire , come davanti all'inquisitore repubblichino della “ Casermetta “ con il quale agisce con fermezza , dignità , coraggio nel sostenere le sue convinzioni ma nello stesso tempo scavando nell'anima di quella persona sperando di far emergere un briciolo di umanità. La testimonianza di Pace di Don Braccagni in quel terribile periodo è sempre di attualità ed è necessario non perderne la memoria storica .
Nel 1963 San Giovanni XXIII° nella “Pacem in terris “ definì la guerra : “ alienum est a ratione “ , in parole semplici la guerra è cosa da pazzi , nelle traduzioni ufficiali la frase risulta più edulcorata , diplomatica ma in ogni caso la condanna c'è . A distanza di 55 anni , la definizione è purtroppo sempre attuale , i venti di guerra soffiano in tante parti del mondo e gli appalli accorati alla Pace e alla giustizia risuonano quasi quotidianamente da parte degli uomini di buona volontà e buon senso . Papa Francesco non si stanca mai di ripetere che “ mai l'uso della violenza porta alla pace , guerra chiama guerra, violenza chiama violenza “ ed invita le parti in causa e tutta la comunità internazionale a far prevalere il dialogo e la ricerca della giustizia . Recentemente , di fronte ai continui orrori in Siria affermava saggiamente :”non c'è una guerra buona e una cattiva , niente giustifica l'uso di strumenti di sterminio contro persone e popolazioni inermi .Preghiamo perché i responsabili politici e militari scelgano l'altra via , quella del negoziato , la sola che può portare ad una pace che non sia quella della morte e distruzione “. Nel suo messaggio Urbi et Orbi della Santa Pasqua 2018 , invocando la Resurrezione di Cristo unica e vera speranza del mondo rinnovava la richiesta di “ frutti di Pace e di riconciliazione “ per il mondo intero ed enumerava tutti i luoghi di conflitto . Nella preghiera del Venerdì Santo , di fronte ad un mondo diviso , divorato dall'egoismo , ambizioni , guerre , potere , gridava in faccia a tutti “VERGOGNA “ e addirittura “VERGOGNA DI AVER PERSO LA VERGOGNA “ e invocava il Signore di “ darci sempre la grazia del Santo pentimento “ . La pedagogia di Papa Francesco per una “ Chiesa in uscita “ e “ ospedale da campo per l'umanità “ è quindi pedagogia di Pace e passa dalla rivalutazione e dal proporre figure profetiche . Lo scorso anno la visita alle tombe di Don Primo Mazzolari a Bozzolo e di Don Lorenzo Milani a Barbiana , quest'anno alla tomba del Vescovo Don Tonino Bello , fautore della Chiesa dal grembiule e vero martire della Pace per aver partecipato ormai stremato dalla malattia alla marcia a Sarajevo assediata e bombardata crudelmente , poi poche settimane fa a Nomadelfia visitando la tomba di Don Zeno Saltini e quindi a Loppiano per ricordare Chiara Lubisch fondatrice del movimento dei Focolari : Nomadelfia e Loppiano sono vere cittadelle dell'amore e della Pace . Da tutti questi luoghi che ricordano persone che hanno messo al primo posto oltre la fede , la giustizia , la fratellanza ,l'amore per il prossimo , la sofferenza per la Chiesa e anche da parte della Chiesa che non sempre li ha compresi , arriva un messaggio di gioia e fiducia in Dio .
Vorrei concludere riportando una preghiera di Don Tonino Bello che ho trovato recentemente in una rivista Paolina e che è un bellissimo inno alla speranza e all'amore :
“Santa Maria, donna del terzo giorno, donaci la certezza che, nonostante tutto, la morte non avrà più presa su di noi. Che le ingiustizie dei popoli hanno i giorni contati. Che i bagliori delle guerre si stanno riducendo a luci crepuscolari. Che le sofferenze dei poveri sono giunte agli ultimi rantoli. Che la fame, il razzismo, la droga sono il riporto di vecchie contabilità fallimentari. Che la noia, la solitudine, la malattia sono gli arretrati dovuti ad antiche gestioni. E che, finalmente, le lacrime di tutte le vittime delle violenze e del dolore saranno presto prosciugate come la brina dal sole della primavera” .

Rogani Carlo Giuseppe
Siena

AMORIS LAETITIA , UN DOCUMENTO RIVOLUZIONARIO.

La cosa straordinaria di questa Esortazione di Papa Francesco , che parte dalla riflessione che la Chiesa Cattolica ha elaborato con il Sinodo sulla famiglia, è che non aggiunge o toglie nulla in fatto di precetti dottrinari , ma ha rovesciato la prospettiva con cui si guarda alla famiglia , assume una visione dinamica di fronte alla complessità delle tematiche affrontate nella fedeltà alla Chiesa , ma con libertà , onestà ,realismo e creatività . Alcuni aspetti e conseguenze della dottrina possono avere modi diversi di interpretazione e soluzioni più inculturate . Ogni capitolo dell'esortazione affronta i vari aspetti dell'amore nella famiglia ; vorrei tentare di sottolineare alcune parti che mi sembrano più significative : per cominciare rilevo che i termini più ricorrenti oltre ad amore nelle sue varie declinazioni sono : misericordia , perdono , tenerezza , responsabilità , complessità ,accompagnamento , fragilità , accoglienza ed autocritica per il modo sbagliato ed astratto di presentare le convinzioni cristiane e di trattare le persone . “ Siamo chiamati a formare le coscienze , non a pretendere di sostituirle “ ( cap.II°, parag. 37 ) . La Chiesa nelle complessità e difficoltà di tante situazioni deve soprattutto comprendere , consolare , integrare , non indottrinare il Vangelo trasformandolo in “ pietre da scagliare contro gli altri “, ma mostrare il suo volto come madre che offre la misericordia di Dio ( cap.II° parag. 49 ) e ben discernere le situazioni ed il grado di responsabilità evitando giudizi che non tengano conto delle persone con le loro sofferenze ( Cap.III° parag.79) . Il capitolo IV° , sulla convivenza familiare , è un capolavoro di insegnamenti e di spunti di riflessione e trova la sua sintesi nelle espressioni di totalità ispirate all'Inno all'Amore della prima Lettera ai Corinzi di San Paolo : “ tutto scusa , tutto crede , tutto spera , tutto sopporta “ ( dal paragr.111 al 119 ) . Il capitolo V° parla degli anziani , Papa Francesco richiama la “ cultura dello scarto “ e il dovere di sfidarla ( paragr. 191 ) e poi : “ la mancanza di memoria storica è un grave difetto della nostra società . E' la mentalità immatura dell'ormai è passato. Conoscere e poter prendere posizione di fronte agli avvenimenti passati è l'unica possibilità di costruire un futuro che abbia senso ; non si può educare senza memoria ,,,,,” ( Paragr. 193 ) . Quanto sono vere queste parole e disattese nella nostra società ! Scorrendo i capitoli successivi , si trova espressa la necessità che la Chiesa di fronte alle rotture e soprattutto ai divorziati che vivono una nuova unione , faccia sentire con discernimento , rispetto , senza discriminare , che questi non sono scomunicati ma fanno sempre parte della Comunione Ecclesiale ; la comunità cristiana deve esprimere un atteggiamento di carità . Il capitolo VIII° : “ Accompagnare , discernere ed integrare la fragilità “ , già nel titolo anticipa l'importanza del contenuto , che come è noto ha suscitato perplessità se non dissenso da parte di alcuni settori ecclesiali . Vi si esprime la necessità da parte della Chiesa di rivolgersi a tutti quei suoi figli che partecipano alla vita della comunità in modo incompiuto , con amore perché la Grazia di Dio opera anche in loro , accompagnare con pazienza e delicatezza questi figli più fragili in un contesto di misericordia , donando fiducia e speranza . La strada della Chiesa è quella di Gesù : della misericordia e dell'integrazione verso tutte le persone con cuore sincero . Non condannare eternamente nessuno , la carità vera è sempre immeritata , incondizionata e gratuita , è la logica del Vangelo , attenzione ai giudizi senza discernimento ed alle sofferenze delle persone . Chi vive situazioni matrimoniali irregolari non può essere catalogato in affermazioni troppo rigide e non esistono semplici ricette, la chiave è nel loro accompagnamento e nell'integrazione che si può esprimere nella loro partecipazione a diversi servizi ecclesiali ; è necessario vedere quali delle diverse forme di esclusione attualmente praticate in ambito liturgico , pastorale , educativo possano essere superate . Non ci si può aspettare dal sinodo e da questa Esortazione una nuova normativa di tipo Canonico , è possibile un incoraggiamento ed un responsabile discernimento personale e pastorale dei casi particolari . Perché questo avvenga ci devono essere le necessarie condizioni di umiltà , riservatezza ,amore alla Chiesa , sincera ricerca della volontà di Dio e un Pastore che sappia riconoscere la serietà della questione che si sta trattando . Papa Francesco esprime comprensione per chi preferisce una pastorale più rigida , ma crede sinceramente che Gesù vuole una Chiesa attenta al bene che lo Spirito sparge in mezzo alla fragilità e che privilegi la logica della compassione contro giudizi troppo duri e impazienti ; sottolinea che la Chiesa non è una dogana ma la casa paterna dove c'è posto per tutti , la misericordia è la pienezza della giustizia e la manifestazione più luminosa della verità di Dio.
In sintesi l'Esortazione Amoris Laetitia riflette pienamente il monito Evangelico “ lo Spirito della Legge salva , la lettera uccide “ e vedo proposto il passaggio da una etica che privilegia soprattutto il precetto ad una etica che valorizza la responsabilità che si esprime nella libertà che nasce dalla Parola di Dio .

Carlo Giuseppe Rogani
Siena

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La giovane designer&blogger vola a Parigi come unica Italiana nella Discovery Jury

Siena, 9 Gennaio 2018 – Per l’edizione 2018 MAISON&OBJET, fiera di riferimento internazionale per i professionisti del design dell’Interior e dell’architettura, ha scelto Camilla Bellini come membro Italiano della Discovery Jury grazie al suo ruolo di influencer nel panorama del design.
La giovane senese, che si è fatta conoscere e apprezzare dalle righe del suo omonimo blog (www.camillabellini.com), è stata individuata per selezionare e premiare il vincitore fra i 674 nuovi espositori della fiera parigina: un riconoscimento che arriva a poco meno di due anni dalla fondazione del blog che da subito ha raccolto un seguito e un’attenzione importanti.
Dopo una rigida selezione, gli organizzatori d’oltralpe hanno individuato l’Influencer Italiana e altri cinque colleghi europei (tra Francia, Paesi Scandinavi e Inghilterra) per far parte della prestigiosa Discovery Jury; dopo la conferma arrivata da Parigi, Camilla ha commentato «Sarà per me un vero onore rappresentare l’Italia come membro della giuria, ma sarò a Parigi anche come visitatrice attenta: Maison&Objet è un’occasione irripetibile per conoscere le nuove tendenze e i progetti più importanti delle aziende e dei giovani talenti».
La presenza di Camila, designer dai gusti contemporanei e decisi, si colloca all’interno del mood scelto per la prossima edizione di M&O, in scena dal 19 al 23 gennaio 2018, che avrà un retrogusto tutto Made in Italy e accenderà i riflettori anche sui giovani talenti della sezione Rising Talent Awards: 6 enfants terribles presentati al mondo da 6 importanti mentori italiani del calibro di Piero Lissoni e Rossana Orlandi.
Info
www.camillabellini.com
Facebook
Camilla Bellini
Instagram
@Camillabellini
Hashtag
#camillabellini #thediaryofadesigner
Contact
PR | Andrea Vittoria Giovannini | Email: andreavittoriagiovannini@gmail.com | Mob: +39 392 8010290 Social Media | Paola Leo | Email: press@camillabellini.com | Mob: +39 339 8958084
M&O
Dal 1995, MAISON&OBJET è l’appuntamento internazionale dei professionisti dell’art de vivre, dell'arredamento e del design che riunisce quasi 3.000 espositori e oltre 85.000 visitatori unici, di cui il 50% internazionali.
CAMILLA BELLINI
Camilla Bellini è nata a Siena, nel cuore della Toscana, nel 1986. Dopo aver conseguito la maturità artistica presso l’Istituto d’arte Duccio di Buoninsegna di Siena, si laurea in Industrial Design a Firenze sperimentando tecniche e pratiche di product design.
La sua passione per il design trova nel web una duplice opportunità: la scoperta di nuovi scenari dell’home decor e la possibilità di entrare in contatto con realtà imprenditoriali del settore.
Partendo dai suoi profili social personali, in poco tempo, riesce a raccogliere un vasto pubblico che condivide spunti e commenta post chiedendo consigli, informazioni e pareri professionali.
Nel 2016 nasce così il blog “The Diary of a Designer” con l’intento di avvicinare il design di qualità alle persone: un luogo dove raccontare, attraverso immagini curate e oggetti ben selezionati, un mondo che per troppo tempo si è rivolto solo a se stesso.
È così che il blog acquisisce contatti e notorietà e da semplice spazio digitale, dove esprimere il suo gusto personale, diventa un patchwork ricco di scoperte e un’evoluzione professionale a tutto tondo che oggi parla a più di 72mila follower.

Situato nel parcheggio del grande parco del Velodromo in via Giotto, detto anche Parco Sandro Pertini, dove è possibile fare passeggiate lunghissime seguendo i percorsi asfaltati o camminando sull'erba, il Car Boot attira acquirenti e venditori da ogni parte della città di Grosseto e dai territori limitrofi. Nell'attualità economica oggi le persone sono alla ricerca di oggetti pratici quali beni di consumo domestico, mobili, vestiti per tutte le età, giocattoli per bambini, articoli per la scuola materna, piante e fiori, merceria, porcellane e cristalleria, telefoni e accessori per il tempo libero - articoli di pesca, biciclette, dischi in vinile, libri e strumenti. Solo alcuni dei tanti articoli troppo numerosi da menzionare che possono essere trovati presso il nostro Car Boot. Tra cui anche arte e artigianato, articoli da collezione, oggetti d'antiquariato, foto, gioielli, candele e regali e molto altro ancora. Tutte le merci sono consentite purché conformi alle nostre Linee Guida, la cosa fantastica delle nostre vendite di Car Boot non sai mai cosa potresti trovare e il grande affare può sempre accadere.

Aperto: dal 8 DICEMRE 2017 (festa dell'Immacolata) dalle ore 8 al tramonto
Prenota subito: 347.3638993

Sabato 7 ottobre 2017 ore 15:00 -

L’Associazione a.s.d.p.s. Montagne di Legami organizza presso la propria Asineria "Il Paese dei Balocchi" via Carraia Sud ,150 Marciana di Cascina (PI)

Laboratorio di 3 ore aperto a tutti i bambini 7/12 anni

Tema: Il viaggio a piedi. Come si prepara un trekking, attrezzatura, abbigliamento, alimentazione e molto altro(necessaria iscrizione entro il 5 p.v. e pagamento piccolo contributo).

Nell'occasione presentazione del campo avventura del 21/22 Ottobre p.v. sui Monti Pisani accompagnati dagli Asini . L’esperienza che vivremo in cammino sarà incentrata sui boschi di castagno e sui suoi frutti che raccoglieremo per consumarli in ostello.

Durante l’incontro di sabato 7 saranno raccolte le iscrizioni per la partecipazione all'evento.

Per informazioni e prenotazioni contattare:

Renzo Rossi coadiutore degli Asini cell.3337119472

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Desideriamo condividere con gli amici di Toscana Oggi la memoria di nostro cugino Antonio , come senesi abbiamo sottolineato le occasioni della sua presenza nella nostra città ma con la sua attività e i suoi impegni era ben conosciuto nel resto della Toscana soprattutto a Firenze , negli ambienti sia universitari che nei movimenti e associazioni di operatori di pace e per i diritti umani .

Perchè non si perda la memoria. L'ultimo viaggio di Antonio Papisca

Il sedici maggio u.s , è morto improvvisamente a Padova ( data la sua profonda fede cristiana sarebbe più giusto parlare di “ritorno alla Casa del Padre “ ), dove abitava e aveva insegnato , Antonio Papisca , professore Emerito presso quell'Ateneo . Era nato 81 anni fa nella frazione di Mariano di Pellegrino Parmense nell'appennino Emiliano , dove vivevano i genitori della madre , lì aveva frequentato le elementari , in seguito suo padre , militare di carriera , era stato trasferito a Siena ; nella nostra città Antonio aveva fatto alcuni anni del liceo classico e insieme la scuola di musica ( la musica altra sua grande passione dopo l'insegnamento) ; e' questo il motivo del profondo legame che univa lui e suo fratello Luigi ( che ha fatto la carriera militare fino al grado di Generale di Brigata) con i cugini di Siena in quanto con la sua famiglia aveva abitato nella stessa casa in Via Piccolomini ( davanti alla villa del Pavone). Successivamente il padre è stato trasferito nella città di origine Reggio di Calabria dove Antonio ha ultimato gli studi per poi laurearsi all'Università di Messina .In questo periodo Antonio ha militato nella Gioventù cattolica Internazionale dove ha ricoperto degli incarichi e dove aveva stretto amicizia con Mons. Ismaele Castellano , che non mancava di andare a trovare nelle sue visite a Siena. La sua lunga carriera universitaria inizia all'Università di Parma come assistente ordinario di Organizzazione internazionale , quindi libero docente di Diritto Internazionale ,poi professore incaricato alle Università di Parma e Catania per approdare definitivamente a Padova come professore ordinario . Tra il 1980 e il 1983 è preside della Facoltà di Scienze Politiche .Sviluppa insieme alle tematiche delle organizzazioni internazionali , delle Nazioni Unite e dell'Integrazione Europea , gli studi e l'impegno per la Pace e i Diritti dei popoli , fonda il Centro di Studi e di formazione sui diritti delle persone e dei popoli . La sua visione di “ umanesimo integrale “ aveva l'obiettivo di inserire nell'ordinamento universitario italiano l'insegnamento dei diritti umani , raggiunto nel 1988 ( 40° anniversario della Dichiarazione universale ) con la fondazione della Scuola di Specializzazione in istituzioni e tecniche di tutela dei diritti umani e della pace , diventata in seguito Laurea magistrale. Molti sono i riconoscimenti ricevuti , gli impegni svolti senza risparmiarsi fino si può dire alla vigilia della morte. La sua passione era l'insegnamento e la formazione di una nuova generazione di persone impegnate nella costruzione della pace e nella difesa dei diritti umani. Numerose le pubblicazioni , i saggi , gli articoli , la fondazione di una rivista : “ Pace ,diritti dell'uomo,diritti dei popoli “ in seguito divenuta : “ Pace ,diritti umani “.L'altra grande passione di Antonio , come già accennato ,è stata la musica , tra l'altro era un valente violinista e in questo senso aveva sviluppato iniziative come concerti anche in ambito universitario ( una volta almeno trenta anni fa anche a Siena al teatro dei Rozzi ) , la musica linguaggio universale si confaceva al suo spirito libero e cosmopolita. Il legame con la nostra città lo portava periodicamente a venire a Siena per visitare i cugini e la zia Anna Papisca , ma anche per iniziative connesse ai suoi incarichi e impegni : nel 1987 presentò un suo saggio “ Democrazia internazionale via di Pace “ al centro studi di Piazza dell'Abbadia promosso dal Circolo Giovanni XXIII° ; in occasione della marcia della Pace promossa da Pax Christi l'ultimo dell'anno 1999 a Siena , partecipò attivamente ; per i corsi della Fondazione Mons. Orlando Donati ha tenuto delle lezioni ( ricordo quella dell'ottobre 2006 su “ L'Europa , le radici cristiane e i diritti fondamentali “ ) . Come si può vedere in Internet , numerosi sono stati gli interventi di cordoglio per la sua morte , tra questi anche da parte della presidente della Camera dei Deputati On. Laura Boldrini , da parte della stampa locale di Padova e di Parma , oltre che da organizzazioni legate alla lotta per la pace e i diritti umani. Era una persona straordinaria e lo abbiamo visto alle sue esequie nel Duomo di Padova la mattina del 19 maggio 2017 , gremito di gente la Messa officiata da 13 sacerdoti ; niente di tutto quello che abbiamo ascoltato in Duomo è stato banale a partire dall'omelia di un celebrante che era stato suo allievo all'università , dalla preghiera dei fedeli espressa dai suoi tre figli piena di commozione , dagli interventi alla fine della celebrazione di suoi collaboratori e studenti .Sulla sua bara è stato posto il berretto di docente e la bandiera della Pace. Finite le esequie , il feretro è stato portato per la sepoltura , secondo le sue volontà , nel piccolo cimitero di Mariano di Pellegrino Parmense , luogo così di origine e conclusione della storia terrena di Antonio .
Cosa ci resta di Antonio oltre al profondo dolore per la sua perdita come familiari , parenti, amici estimatori …. ? Ci resta la sua lezione di umanità , semplicità, serenità , fede , ci resta il suo amore per gli altri che si esplicava nel suo insegnamento di pace e di dignità ,da uomo libero .

Giuseppina Manca ( cugina figlia di Anna Papisca e Mattia Manca ) in Rogani
Carlo Giuseppe Rogani

 

In questo tragico periodo di  " guerre a pezzi " , dominato dalla paura del terrorismo e dalle  migrazioni causate dalla fame e da ogni altra violenza ,  dalla rassegnazione alla logica degli armamenti  e dei mercanti di morte , dagli interventi militari sbandierati come operazioni di pace , dalle distruzioni e uccisioni di civili anche con armi chimiche , definite in modo asettico “ effetti collaterali”, ecco che in controtendenza Papa Francesco , nel suo messaggio del primo gennaio 2017 , per la Giornata della Pace , ci parla della " Non Violenza come stile di vita che si fa politica" , titolo che da solo è tutto un programma .
Parlare di non violenza potrebbe sembrare un esercizio di pura utopia, eppure leggendo il messaggio,riflettendo sulle parole profetiche che contiene si percepisce un lucido realismo , la convinzione che se si vuole un mondo diverso debba essere " la carità e  la non violenza a guidare il modo in cui ci trattiamo gli uni gli altri nei rapporti interpersonali, sociali e internazionali " . Quando le vittime della violenza sapranno resistere alla tentazione della vendetta, potranno essere i protagonisti più credibili dei processi di costruzione della pace. Rispondere alla violenza con la violenza porta a immani sofferenze con grandi risorse destinate alle armi e quindi sottratte alle necessità delle famiglie , dei giovani , dei poveri, dei malati ; tutto il messaggio Evangelico va in questa direzione e il discepolo di Gesù non può non aderire alla sua proposta di non violenza. Papa Francesco  sottolinea che il nucleo della " rivoluzione Cristiana " è l'amore per il nemico , è rispondere al male con il bene , non è resa , disimpegno , passività come hanno insegnato con il loro esempio  personaggi della tempra di Madre Teresa di Calcutta , di Martin Luther King , di Gandhi  ........e tante altre persone che con  l ' impegno non violento hanno saputo trovare " forme efficaci per rendere testimonianza alla verità " . Insieme alla Chiesa , questo impegno per la pace , è condiviso da altre tradizioni religiose per le quali " la compassione e la non violenza sono essenziali a indicare la via della vita " . Ancora una volta è risuonato il grido accorato del Papa : " nessuna religione è terrorista ... la violenza è una profanazione del nome di Dio ... solo la pace è santa non la guerra " .
Non poteva mancare il riferimento alla famiglia : è al suo interno che inizia l' esercizio della non violenza che dai rapporti personali  " si propaga nel mondo e s' irradia in tutta la società " . Quindi il ricordo del Giubileo della Misericordia , recentemente concluso , che è stato un invito a guardare nel nostro cuore è a lasciarvi entrare la misericordia Divina  ed a prendere coscienza dell' indifferenza , delle ingiustizie , della violenza che affliggono tanti nostri fratelli ; infine  Papa Francesco ci sottolinea che  Gesù  , la costruzione della strategia della pace , la propone attraverso le “ Beatitudini “ ;  è nello stile degli " Operatori di Pace " accettare la sfida a costruire la società , la comunità che dia prova di misericordia , che rifiuti  " di scartare le persone , danneggiare l ' ambiente e voler vincere ad ogni costo ". L' appello conclusivo , rivolto a tutti quelli che desiderano la pace , lo riporto per intero : " nel 2017 impegniamoci con la preghiera e con  l 'azione a diventare persone che hanno bandito dal loro cuore , dalle loro parole e dai loro gesti la violenza e a costruire comunità non violente che si prendono cura della casa comune. Niente è impossibile se ci rivolgiamo a Dio nella preghiera. Tutti possono essere artigiani di pace " .
Il tema della pace e della non violenza  come è espresso nelle parole di Papa Francesco dovrebbe avere piena cittadinanza nella Chiesa , ma se osserviamo la storia della Chiesa Italiana nella seconda metà del secolo scorso , vediamo che non è stato facile parlarne nonostante il Papa  San Giovanni XXIII nel 1963 con la sua enciclica "Pacem in Terris" né avesse diciamo sdoganato il dibattito e nel 1967 Papa Paolo VI nella " Populorum Progressio "  nel paragrafo " Lo sviluppo è il nome nuovo della pace"  ricorda che la pace non è semplice assenza di guerra ma " si costruisce giorno dopo giorno, nel perseguimento di un ordine voluto da Dio che comporta una giustizia più perfetta tra gli uomini" .
Quest'anno ricorrono gli anniversari della morte di alcuni protagonisti del cattolicesimo italiano e anche toscano, che hanno fatto della pedagogia della pace( e non solo) il centro della loro missione , ritengo che sia importante ricordarli :
Cinquanta anni fa , nel giugno del 1967 , moriva Don Lorenzo Milani , sacerdote , educatore , straordinaria figura di prete obbediente  alla logica del Vangelo e di cittadino- insegnante obbediente alla Costituzione della Repubblica Italiana , persona fuori dagli schemi , non inquadrabile nelle  tradizionali categorie politico - religiose e soprattutto un cristiano scomodo ; c'è voluto Papa Francesco perché fosse definitivamente riconosciuto il suo ruolo di educatore e di prete e perché al suo importante saggio " Esperienze Pastorali" fosse tolta la censura ecclesiastica.
Dunque uomo amato e ammirato ma anche odiato da chi  riteneva mettesse in crisi l' ordine costituito sia civile che religioso ; non è facile tracciarne un profilo , ritengo più corretto rimandare a due delle ultime pubblicazioni che a mio parere aiutano a capire la complessità del personaggio  :  di Mario Lancisi , edizioni Laterza " Processo all' obbedienza - La vera storia di Don Milani"  ; Il Lancisi , giornalista e biografo del Priore di Barbiana , prende in esame soprattutto la vicenda della " lettera ai cappellani militari "  che insieme alla "  lettera ai giudici  " costituirà con il titolo scelto espressamente dallo stesso don Milani   " L' obbedienza non è più una virtù " , la inquadra storicamente nella società di quel periodo ,  con i fermenti che c'erano , con le risonanze , le reazioni, le contraddizioni che  provocò nella stampa , nella Chiesa locale e nazionale , nella società civile. Il secondo libro è di Michele Gesualdi , Edizioni San Paolo dal titolo : " Don Lorenzo Milani , L' esilio di Barbiana " . È' un testo fondamentale  perché l'autore è uno dei ragazzi della scuola di Barbiana e insieme al fratello ha vissuto per molti anni nella canonica insieme al Priore ; la narrazione abbraccia tutta la vita di sacerdote di don Milani, dal seminario fino alla morte e si basa su fonti e testimonianze dirette . Gesualdi ci mostra la reale personalità di don Lorenzo , la sua spigolosita' , la sua umanità , la severità  piena di amore, la coerenza , la fede profonda  ma soprattutto l'affetto " paterno " verso i suoi ragazzi che lo porterà a  scrivere nel testamento di aver voluto più bene a loro che a Dio e di sperare che Lui non stia attento a queste sottigliezze e abbia iscritto tutto a suo favore .
Altro anniversario , nel 1977 moriva il Prof. Giorgio La Pira , altra personalità fondamentale per la storia della Chiesa Italiana e per il cattolicesimo politico ; è in corso  il processo per la sua beatificazione ed è sperabile che si concluda positivamente in tempi brevi . Fu terziario Domenicano e dal suo arrivo a Firenze fino alla morte fu ospite in una cella del Convento domenicano di San Marco . Molto legato  alla figura di Santa Caterina da Siena e a questo proposito cito con piacere un Quaderno Cateriniano  dal titolo " Caterina da Siena e Giorgio la Pira al servizio dell'uomo come operatori di Pace " dove l'autore il Padre Lorenzo Fatichi O.P ( che vive presso il Convento Domenicano di Siena ) fa  un interessante ed intelligente parallelismo tra l'impegno della Santa è quello del La Pira.  IL Prof. LA Pira è stato un cristiano integrale , proprio in questa veste  dobbiamo analizzare il suo impegno politico e di operatore di pace . Padre costituente , Sindaco di Firenze impegnato nella ricostruzione del dopo guerra, nella difesa dei posti di lavoro , per la casa , per i poveri e disagiati in genere ; è stato promotore di iniziative per la pace organizzando convegni  e incontri tra personalità di varie nazioni ( i convegni della pace e della civiltà cristiana , i colloqui del Mediterraneo , riunioni di sindaci delle capitali del mondo  ...... ) seguendo quello da lui definito il " sentiero d'Isaia " e agendo  " spes contra spem "  ;  da parte di certi avversari venne definito un ingenuo  utopista , in realtà aveva una lucida visione politica  come dimostrano le sue iniziative ,  ad esempio il viaggio  nel novembre 1965 ad Hanoi in Viet Nam per incontrare Ho Chi Minh e discutere per una proposta di cessazione della guerra in quel paese. Il piano falli' per la miopia  americana , prevalse la logica dei falchi ; quando alcuni anni dopo si aprirono le trattative per la pace , le proposte  alla base dei negoziati delle parti furono molto simili a quelle ottenute da La Pira , purtroppo con centinaia di migliaia di morti in più e immani distruzioni . La vicenda causò divisioni e reazioni nel mondo politico italiano e buona parte della stampa nazionale si scagliò contro il Prof.La Pira con toni che raggiunsero in certi casi  " i limiti dell' infamia " , mettendo a dura prova la sua grande fede e causandogli infinita sofferenza. Accompagnò La Pira  ad Hanoi , il suo , allora giovane , collaboratore Prof. Mario Primicerio che recentemente ha pubblicato per le Edizioni Polistampa  il diario di quel  viaggio : " Con La Pira in Viet Nam " ; il saggio è completato da una  approfondita introduzione a quel periodo storico. Questo libro è stato presentato anche a Siena nel gennaio del 2016 a cura della ACLI , all' auditorium  di S.Stefano ; tra i vari e qualificati oratori era presente l'autore , nel suo intervento ha parlato dello spirito che animava i giovani di allora , pensavano di cambiare il mondo , oggi purtroppo  non c'è speranza  , solo rassegnazione . Forse sarebbe il tempo di recuperare un po' di quella carica giovanile riflettendo  sulla straordinaria attualità di uomini come Don Lorenzo Milani e Giorgio La Pira  ; in una società  violenta e ingiusta , il loro insegnamento ci può aiutare a divenire veri operatori di pace . È probabile che questi anniversari siano ricordati con iniziative , celebrazioni etc ,attenzione  c'è il rischio di trasformare dei personaggi scomodi in "santini" , anestetizzando la loro testimonianza relegandola al passato , sarebbe il peggior servizio reso alla loro memoria .
Carlo Giuseppe Rogani