Spazio Lettori

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BEATI GLI OPERATORI DI PACE
La Pace è dono di Dio ; Gesù quando dice : “ Vi lascio la Pace , vi do la mia Pace , non come la dà il mondo , Io la do a voi “ , ci offre una profezia di Pace che è prima di tutto riconciliazione con Dio e quindi con il prossimo. Se siamo capaci di accoglierla , deve investire tutta la nostra esistenza, tutti i rapporti umani a partire da quelli familiari per arrivare a quelli che riguardano l'intera società civile . Se accogliamo la vera Pace , potremmo agire da Operatori di Pace .
Papa Francesco nella sua recente esortazione apostolica sulla chiamata alla santità : “Gaudete et Exsultate “ al capitolo III° parla delle Beatitudini ed ai paragrafi 87 – 88 – 89 in particolare di “Beati gli operatori di Pace perché saranno chiamati figli di Dio “ .Il Pontefice parte da tutto l'insieme di incomprensioni , di maldicenze che portano alla diffamazione e alla calunnia che vengono paragonate ad un atto terroristico per definire pacifici quelli che costruiscono pace ed amicizia sociale , che s'impegnano a seminarle ovunque ; a questi Gesù fa una meravigliosa promessa : “saranno chiamati figli di Dio “ ; il Papa continua ricordando che non è facile costruire la Pace evangelica , una Pace che non deve escludere nessuno , che richiede una grande apertura mentale e del cuore perché non si tratta di “ una effimera Pace per una minoranza felice ….” i conflitti non possono essere ignorati o dissimulati ma dobbiamo “ accettare di sopportare il conflitto , risolverlo e trasformarlo in un anello di collegamento di un nuovo processo ….....si tratta di essere artigiani della Pace , perché costruire la Pace è un' arte che richiede serenità , creatività, sensibilità e destrezza …..... seminare Pace intorno a noi , questo è santità “.
La Pace è indissolubilmente legata alla giustizia , se vuoi la Pace devi costruire una società più giusta , è l'esatto opposto della espressione latina : “ si vis pacem para bellum “ che è il motto dei poteri imperialistici e violenti di tutti i tempi . Un anno fa è venuto a mancare il Professor Antonio Papisca , uomo profondamente cristiano , che ho avuto la fortuna di conoscere in quanto cugino di mia moglie Giuseppina e del quale sono orgoglioso di avere goduto amicizia e stima . Antonio ha impiegato gran parte del suo insegnamento sui temi della Pace e dei Diritti dell' Uomo. Ha fondato presso l'Università di Padova un corso di studi in istituzioni e tecniche di tutela dei diritti umani e della Pace , divenuto in seguito laurea magistrale dove è stata formata una generazione di Operatori di Pace . Al suo funerale nel Duomo di Padova c'erano oltre parenti , amici un gran numero di suoi allievi e militanti per la Pace che hanno ricordato il suo impegno con parole veramente commosse , non banali o di circostanza , che esprimevano il dolore per questa grave perdita.
Operare per la Pace è un atto di Amore : recentemente ho avuto l'occasione di rileggere un bellissimo diario del tempo di guerra , scritto dal sacerdote Don Alfredo Braccagni , parroco di Ancaiano , frazione del Comune di Sovicille ; è stato pubblicato nel 1987 per le edizioni Cantagalli , dopo poco la sua morte con il significativo titolo : “ Tempo d'odio , risposta d'amore “ e con una bella e profonda introduzione del Prof. Enzo Balocchi , noto docente universitario e uomo politico senese , scomparso alcuni anni fa . Don Alfredo , appena ordinato sacerdote , fu nominato nel 1937 parroco di Ancaiano e fin dall'inizio cercò di rendere testimonianza alla verità verso il gregge a lui affidato , mettendolo in guardia dai seminatori di odio ; non esitò a condannare il nazismo e a criticare l'entrata in guerra dell'Italia , rischiando l'accusa di disfattismo ; dopo l'otto settembre 1943 scelse di stare dalla parte degli umili , dei poveri degli indifesi aiutando i perseguitati e chiunque fosse in pericolo - nascose degli ebrei e per questo è stato dichiarato Giusto tra le Nazioni - . All'odio ed alla paura Don Alfredo risponde con la sua profonda fede cristiana , senza rancore , senza rabbia , è un “ ribelle per amore “ ( come sottolinea il prof. Balocchi nell' introduzione sopra citata) , la sua speranza è di poter salvare , convertire , come davanti all'inquisitore repubblichino della “ Casermetta “ con il quale agisce con fermezza , dignità , coraggio nel sostenere le sue convinzioni ma nello stesso tempo scavando nell'anima di quella persona sperando di far emergere un briciolo di umanità. La testimonianza di Pace di Don Braccagni in quel terribile periodo è sempre di attualità ed è necessario non perderne la memoria storica .
Nel 1963 San Giovanni XXIII° nella “Pacem in terris “ definì la guerra : “ alienum est a ratione “ , in parole semplici la guerra è cosa da pazzi , nelle traduzioni ufficiali la frase risulta più edulcorata , diplomatica ma in ogni caso la condanna c'è . A distanza di 55 anni , la definizione è purtroppo sempre attuale , i venti di guerra soffiano in tante parti del mondo e gli appalli accorati alla Pace e alla giustizia risuonano quasi quotidianamente da parte degli uomini di buona volontà e buon senso . Papa Francesco non si stanca mai di ripetere che “ mai l'uso della violenza porta alla pace , guerra chiama guerra, violenza chiama violenza “ ed invita le parti in causa e tutta la comunità internazionale a far prevalere il dialogo e la ricerca della giustizia . Recentemente , di fronte ai continui orrori in Siria affermava saggiamente :”non c'è una guerra buona e una cattiva , niente giustifica l'uso di strumenti di sterminio contro persone e popolazioni inermi .Preghiamo perché i responsabili politici e militari scelgano l'altra via , quella del negoziato , la sola che può portare ad una pace che non sia quella della morte e distruzione “. Nel suo messaggio Urbi et Orbi della Santa Pasqua 2018 , invocando la Resurrezione di Cristo unica e vera speranza del mondo rinnovava la richiesta di “ frutti di Pace e di riconciliazione “ per il mondo intero ed enumerava tutti i luoghi di conflitto . Nella preghiera del Venerdì Santo , di fronte ad un mondo diviso , divorato dall'egoismo , ambizioni , guerre , potere , gridava in faccia a tutti “VERGOGNA “ e addirittura “VERGOGNA DI AVER PERSO LA VERGOGNA “ e invocava il Signore di “ darci sempre la grazia del Santo pentimento “ . La pedagogia di Papa Francesco per una “ Chiesa in uscita “ e “ ospedale da campo per l'umanità “ è quindi pedagogia di Pace e passa dalla rivalutazione e dal proporre figure profetiche . Lo scorso anno la visita alle tombe di Don Primo Mazzolari a Bozzolo e di Don Lorenzo Milani a Barbiana , quest'anno alla tomba del Vescovo Don Tonino Bello , fautore della Chiesa dal grembiule e vero martire della Pace per aver partecipato ormai stremato dalla malattia alla marcia a Sarajevo assediata e bombardata crudelmente , poi poche settimane fa a Nomadelfia visitando la tomba di Don Zeno Saltini e quindi a Loppiano per ricordare Chiara Lubisch fondatrice del movimento dei Focolari : Nomadelfia e Loppiano sono vere cittadelle dell'amore e della Pace . Da tutti questi luoghi che ricordano persone che hanno messo al primo posto oltre la fede , la giustizia , la fratellanza ,l'amore per il prossimo , la sofferenza per la Chiesa e anche da parte della Chiesa che non sempre li ha compresi , arriva un messaggio di gioia e fiducia in Dio .
Vorrei concludere riportando una preghiera di Don Tonino Bello che ho trovato recentemente in una rivista Paolina e che è un bellissimo inno alla speranza e all'amore :
“Santa Maria, donna del terzo giorno, donaci la certezza che, nonostante tutto, la morte non avrà più presa su di noi. Che le ingiustizie dei popoli hanno i giorni contati. Che i bagliori delle guerre si stanno riducendo a luci crepuscolari. Che le sofferenze dei poveri sono giunte agli ultimi rantoli. Che la fame, il razzismo, la droga sono il riporto di vecchie contabilità fallimentari. Che la noia, la solitudine, la malattia sono gli arretrati dovuti ad antiche gestioni. E che, finalmente, le lacrime di tutte le vittime delle violenze e del dolore saranno presto prosciugate come la brina dal sole della primavera” .
Rogani Carlo Giuseppe
Siena

AMORIS LAETITIA , UN DOCUMENTO RIVOLUZIONARIO.

La cosa straordinaria di questa Esortazione di Papa Francesco , che parte dalla riflessione che la Chiesa Cattolica ha elaborato con il Sinodo sulla famiglia, è che non aggiunge o toglie nulla in fatto di precetti dottrinari , ma ha rovesciato la prospettiva con cui si guarda alla famiglia , assume una visione dinamica di fronte alla complessità delle tematiche affrontate nella fedeltà alla Chiesa , ma con libertà , onestà ,realismo e creatività . Alcuni aspetti e conseguenze della dottrina possono avere modi diversi di interpretazione e soluzioni più inculturate . Ogni capitolo dell'esortazione affronta i vari aspetti dell'amore nella famiglia ; vorrei tentare di sottolineare alcune parti che mi sembrano più significative : per cominciare rilevo che i termini più ricorrenti oltre ad amore nelle sue varie declinazioni sono : misericordia , perdono , tenerezza , responsabilità , complessità ,accompagnamento , fragilità , accoglienza ed autocritica per il modo sbagliato ed astratto di presentare le convinzioni cristiane e di trattare le persone . “ Siamo chiamati a formare le coscienze , non a pretendere di sostituirle “ ( cap.II°, parag. 37 ) . La Chiesa nelle complessità e difficoltà di tante situazioni deve soprattutto comprendere , consolare , integrare , non indottrinare il Vangelo trasformandolo in “ pietre da scagliare contro gli altri “, ma mostrare il suo volto come madre che offre la misericordia di Dio ( cap.II° parag. 49 ) e ben discernere le situazioni ed il grado di responsabilità evitando giudizi che non tengano conto delle persone con le loro sofferenze ( Cap.III° parag.79) . Il capitolo IV° , sulla convivenza familiare , è un capolavoro di insegnamenti e di spunti di riflessione e trova la sua sintesi nelle espressioni di totalità ispirate all'Inno all'Amore della prima Lettera ai Corinzi di San Paolo : “ tutto scusa , tutto crede , tutto spera , tutto sopporta “ ( dal paragr.111 al 119 ) . Il capitolo V° parla degli anziani , Papa Francesco richiama la “ cultura dello scarto “ e il dovere di sfidarla ( paragr. 191 ) e poi : “ la mancanza di memoria storica è un grave difetto della nostra società . E' la mentalità immatura dell'ormai è passato. Conoscere e poter prendere posizione di fronte agli avvenimenti passati è l'unica possibilità di costruire un futuro che abbia senso ; non si può educare senza memoria ,,,,,” ( Paragr. 193 ) . Quanto sono vere queste parole e disattese nella nostra società ! Scorrendo i capitoli successivi , si trova espressa la necessità che la Chiesa di fronte alle rotture e soprattutto ai divorziati che vivono una nuova unione , faccia sentire con discernimento , rispetto , senza discriminare , che questi non sono scomunicati ma fanno sempre parte della Comunione Ecclesiale ; la comunità cristiana deve esprimere un atteggiamento di carità . Il capitolo VIII° : “ Accompagnare , discernere ed integrare la fragilità “ , già nel titolo anticipa l'importanza del contenuto , che come è noto ha suscitato perplessità se non dissenso da parte di alcuni settori ecclesiali . Vi si esprime la necessità da parte della Chiesa di rivolgersi a tutti quei suoi figli che partecipano alla vita della comunità in modo incompiuto , con amore perché la Grazia di Dio opera anche in loro , accompagnare con pazienza e delicatezza questi figli più fragili in un contesto di misericordia , donando fiducia e speranza . La strada della Chiesa è quella di Gesù : della misericordia e dell'integrazione verso tutte le persone con cuore sincero . Non condannare eternamente nessuno , la carità vera è sempre immeritata , incondizionata e gratuita , è la logica del Vangelo , attenzione ai giudizi senza discernimento ed alle sofferenze delle persone . Chi vive situazioni matrimoniali irregolari non può essere catalogato in affermazioni troppo rigide e non esistono semplici ricette, la chiave è nel loro accompagnamento e nell'integrazione che si può esprimere nella loro partecipazione a diversi servizi ecclesiali ; è necessario vedere quali delle diverse forme di esclusione attualmente praticate in ambito liturgico , pastorale , educativo possano essere superate . Non ci si può aspettare dal sinodo e da questa Esortazione una nuova normativa di tipo Canonico , è possibile un incoraggiamento ed un responsabile discernimento personale e pastorale dei casi particolari . Perché questo avvenga ci devono essere le necessarie condizioni di umiltà , riservatezza ,amore alla Chiesa , sincera ricerca della volontà di Dio e un Pastore che sappia riconoscere la serietà della questione che si sta trattando . Papa Francesco esprime comprensione per chi preferisce una pastorale più rigida , ma crede sinceramente che Gesù vuole una Chiesa attenta al bene che lo Spirito sparge in mezzo alla fragilità e che privilegi la logica della compassione contro giudizi troppo duri e impazienti ; sottolinea che la Chiesa non è una dogana ma la casa paterna dove c'è posto per tutti , la misericordia è la pienezza della giustizia e la manifestazione più luminosa della verità di Dio.
In sintesi l'Esortazione Amoris Laetitia riflette pienamente il monito Evangelico “ lo Spirito della Legge salva , la lettera uccide “ e vedo proposto il passaggio da una etica che privilegia soprattutto il precetto ad una etica che valorizza la responsabilità che si esprime nella libertà che nasce dalla Parola di Dio .

Carlo Giuseppe Rogani