Spazio Lettori

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BEATI GLI OPERATORI DI PACE

La Pace è dono di Dio ; Gesù quando dice : “ Vi lascio la Pace , vi do la mia Pace , non come la dà il mondo , Io la do a voi “ , ci offre una profezia di Pace che è prima di tutto riconciliazione con Dio e quindi con il prossimo. Se siamo capaci di accoglierla , deve investire tutta la nostra esistenza, tutti i rapporti umani a partire da quelli familiari per arrivare a quelli che riguardano l'intera società civile . Se accogliamo la vera Pace , potremmo agire da Operatori di Pace .
Papa Francesco nella sua recente esortazione apostolica sulla chiamata alla santità : “Gaudete et Exsultate “ al capitolo III° parla delle Beatitudini ed ai paragrafi 87 – 88 – 89 in particolare di “Beati gli operatori di Pace perché saranno chiamati figli di Dio “ .Il Pontefice parte da tutto l'insieme di incomprensioni , di maldicenze che portano alla diffamazione e alla calunnia che vengono paragonate ad un atto terroristico per definire pacifici quelli che costruiscono pace ed amicizia sociale , che s'impegnano a seminarle ovunque ; a questi Gesù fa una meravigliosa promessa : “saranno chiamati figli di Dio “ ; il Papa continua ricordando che non è facile costruire la Pace evangelica , una Pace che non deve escludere nessuno , che richiede una grande apertura mentale e del cuore perché non si tratta di “ una effimera Pace per una minoranza felice ….” i conflitti non possono essere ignorati o dissimulati ma dobbiamo “ accettare di sopportare il conflitto , risolverlo e trasformarlo in un anello di collegamento di un nuovo processo ….....si tratta di essere artigiani della Pace , perché costruire la Pace è un' arte che richiede serenità , creatività, sensibilità e destrezza …..... seminare Pace intorno a noi , questo è santità “.
La Pace è indissolubilmente legata alla giustizia , se vuoi la Pace devi costruire una società più giusta , è l'esatto opposto della espressione latina : “ si vis pacem para bellum “ che è il motto dei poteri imperialistici e violenti di tutti i tempi . Un anno fa è venuto a mancare il Professor Antonio Papisca , uomo profondamente cristiano , che ho avuto la fortuna di conoscere in quanto cugino di mia moglie Giuseppina e del quale sono orgoglioso di avere goduto amicizia e stima . Antonio ha impiegato gran parte del suo insegnamento sui temi della Pace e dei Diritti dell' Uomo. Ha fondato presso l'Università di Padova un corso di studi in istituzioni e tecniche di tutela dei diritti umani e della Pace , divenuto in seguito laurea magistrale dove è stata formata una generazione di Operatori di Pace . Al suo funerale nel Duomo di Padova c'erano oltre parenti , amici un gran numero di suoi allievi e militanti per la Pace che hanno ricordato il suo impegno con parole veramente commosse , non banali o di circostanza , che esprimevano il dolore per questa grave perdita.
Operare per la Pace è un atto di Amore : recentemente ho avuto l'occasione di rileggere un bellissimo diario del tempo di guerra , scritto dal sacerdote Don Alfredo Braccagni , parroco di Ancaiano , frazione del Comune di Sovicille ; è stato pubblicato nel 1987 per le edizioni Cantagalli , dopo poco la sua morte con il significativo titolo : “ Tempo d'odio , risposta d'amore “ e con una bella e profonda introduzione del Prof. Enzo Balocchi , noto docente universitario e uomo politico senese , scomparso alcuni anni fa . Don Alfredo , appena ordinato sacerdote , fu nominato nel 1937 parroco di Ancaiano e fin dall'inizio cercò di rendere testimonianza alla verità verso il gregge a lui affidato , mettendolo in guardia dai seminatori di odio ; non esitò a condannare il nazismo e a criticare l'entrata in guerra dell'Italia , rischiando l'accusa di disfattismo ; dopo l'otto settembre 1943 scelse di stare dalla parte degli umili , dei poveri degli indifesi aiutando i perseguitati e chiunque fosse in pericolo - nascose degli ebrei e per questo è stato dichiarato Giusto tra le Nazioni - . All'odio ed alla paura Don Alfredo risponde con la sua profonda fede cristiana , senza rancore , senza rabbia , è un “ ribelle per amore “ ( come sottolinea il prof. Balocchi nell' introduzione sopra citata) , la sua speranza è di poter salvare , convertire , come davanti all'inquisitore repubblichino della “ Casermetta “ con il quale agisce con fermezza , dignità , coraggio nel sostenere le sue convinzioni ma nello stesso tempo scavando nell'anima di quella persona sperando di far emergere un briciolo di umanità. La testimonianza di Pace di Don Braccagni in quel terribile periodo è sempre di attualità ed è necessario non perderne la memoria storica .
Nel 1963 San Giovanni XXIII° nella “Pacem in terris “ definì la guerra : “ alienum est a ratione “ , in parole semplici la guerra è cosa da pazzi , nelle traduzioni ufficiali la frase risulta più edulcorata , diplomatica ma in ogni caso la condanna c'è . A distanza di 55 anni , la definizione è purtroppo sempre attuale , i venti di guerra soffiano in tante parti del mondo e gli appalli accorati alla Pace e alla giustizia risuonano quasi quotidianamente da parte degli uomini di buona volontà e buon senso . Papa Francesco non si stanca mai di ripetere che “ mai l'uso della violenza porta alla pace , guerra chiama guerra, violenza chiama violenza “ ed invita le parti in causa e tutta la comunità internazionale a far prevalere il dialogo e la ricerca della giustizia . Recentemente , di fronte ai continui orrori in Siria affermava saggiamente :”non c'è una guerra buona e una cattiva , niente giustifica l'uso di strumenti di sterminio contro persone e popolazioni inermi .Preghiamo perché i responsabili politici e militari scelgano l'altra via , quella del negoziato , la sola che può portare ad una pace che non sia quella della morte e distruzione “. Nel suo messaggio Urbi et Orbi della Santa Pasqua 2018 , invocando la Resurrezione di Cristo unica e vera speranza del mondo rinnovava la richiesta di “ frutti di Pace e di riconciliazione “ per il mondo intero ed enumerava tutti i luoghi di conflitto . Nella preghiera del Venerdì Santo , di fronte ad un mondo diviso , divorato dall'egoismo , ambizioni , guerre , potere , gridava in faccia a tutti “VERGOGNA “ e addirittura “VERGOGNA DI AVER PERSO LA VERGOGNA “ e invocava il Signore di “ darci sempre la grazia del Santo pentimento “ . La pedagogia di Papa Francesco per una “ Chiesa in uscita “ e “ ospedale da campo per l'umanità “ è quindi pedagogia di Pace e passa dalla rivalutazione e dal proporre figure profetiche . Lo scorso anno la visita alle tombe di Don Primo Mazzolari a Bozzolo e di Don Lorenzo Milani a Barbiana , quest'anno alla tomba del Vescovo Don Tonino Bello , fautore della Chiesa dal grembiule e vero martire della Pace per aver partecipato ormai stremato dalla malattia alla marcia a Sarajevo assediata e bombardata crudelmente , poi poche settimane fa a Nomadelfia visitando la tomba di Don Zeno Saltini e quindi a Loppiano per ricordare Chiara Lubisch fondatrice del movimento dei Focolari : Nomadelfia e Loppiano sono vere cittadelle dell'amore e della Pace . Da tutti questi luoghi che ricordano persone che hanno messo al primo posto oltre la fede , la giustizia , la fratellanza ,l'amore per il prossimo , la sofferenza per la Chiesa e anche da parte della Chiesa che non sempre li ha compresi , arriva un messaggio di gioia e fiducia in Dio .
Vorrei concludere riportando una preghiera di Don Tonino Bello che ho trovato recentemente in una rivista Paolina e che è un bellissimo inno alla speranza e all'amore :
“Santa Maria, donna del terzo giorno, donaci la certezza che, nonostante tutto, la morte non avrà più presa su di noi. Che le ingiustizie dei popoli hanno i giorni contati. Che i bagliori delle guerre si stanno riducendo a luci crepuscolari. Che le sofferenze dei poveri sono giunte agli ultimi rantoli. Che la fame, il razzismo, la droga sono il riporto di vecchie contabilità fallimentari. Che la noia, la solitudine, la malattia sono gli arretrati dovuti ad antiche gestioni. E che, finalmente, le lacrime di tutte le vittime delle violenze e del dolore saranno presto prosciugate come la brina dal sole della primavera” .

Rogani Carlo Giuseppe
Siena

AMORIS LAETITIA , UN DOCUMENTO RIVOLUZIONARIO.

La cosa straordinaria di questa Esortazione di Papa Francesco , che parte dalla riflessione che la Chiesa Cattolica ha elaborato con il Sinodo sulla famiglia, è che non aggiunge o toglie nulla in fatto di precetti dottrinari , ma ha rovesciato la prospettiva con cui si guarda alla famiglia , assume una visione dinamica di fronte alla complessità delle tematiche affrontate nella fedeltà alla Chiesa , ma con libertà , onestà ,realismo e creatività . Alcuni aspetti e conseguenze della dottrina possono avere modi diversi di interpretazione e soluzioni più inculturate . Ogni capitolo dell'esortazione affronta i vari aspetti dell'amore nella famiglia ; vorrei tentare di sottolineare alcune parti che mi sembrano più significative : per cominciare rilevo che i termini più ricorrenti oltre ad amore nelle sue varie declinazioni sono : misericordia , perdono , tenerezza , responsabilità , complessità ,accompagnamento , fragilità , accoglienza ed autocritica per il modo sbagliato ed astratto di presentare le convinzioni cristiane e di trattare le persone . “ Siamo chiamati a formare le coscienze , non a pretendere di sostituirle “ ( cap.II°, parag. 37 ) . La Chiesa nelle complessità e difficoltà di tante situazioni deve soprattutto comprendere , consolare , integrare , non indottrinare il Vangelo trasformandolo in “ pietre da scagliare contro gli altri “, ma mostrare il suo volto come madre che offre la misericordia di Dio ( cap.II° parag. 49 ) e ben discernere le situazioni ed il grado di responsabilità evitando giudizi che non tengano conto delle persone con le loro sofferenze ( Cap.III° parag.79) . Il capitolo IV° , sulla convivenza familiare , è un capolavoro di insegnamenti e di spunti di riflessione e trova la sua sintesi nelle espressioni di totalità ispirate all'Inno all'Amore della prima Lettera ai Corinzi di San Paolo : “ tutto scusa , tutto crede , tutto spera , tutto sopporta “ ( dal paragr.111 al 119 ) . Il capitolo V° parla degli anziani , Papa Francesco richiama la “ cultura dello scarto “ e il dovere di sfidarla ( paragr. 191 ) e poi : “ la mancanza di memoria storica è un grave difetto della nostra società . E' la mentalità immatura dell'ormai è passato. Conoscere e poter prendere posizione di fronte agli avvenimenti passati è l'unica possibilità di costruire un futuro che abbia senso ; non si può educare senza memoria ,,,,,” ( Paragr. 193 ) . Quanto sono vere queste parole e disattese nella nostra società ! Scorrendo i capitoli successivi , si trova espressa la necessità che la Chiesa di fronte alle rotture e soprattutto ai divorziati che vivono una nuova unione , faccia sentire con discernimento , rispetto , senza discriminare , che questi non sono scomunicati ma fanno sempre parte della Comunione Ecclesiale ; la comunità cristiana deve esprimere un atteggiamento di carità . Il capitolo VIII° : “ Accompagnare , discernere ed integrare la fragilità “ , già nel titolo anticipa l'importanza del contenuto , che come è noto ha suscitato perplessità se non dissenso da parte di alcuni settori ecclesiali . Vi si esprime la necessità da parte della Chiesa di rivolgersi a tutti quei suoi figli che partecipano alla vita della comunità in modo incompiuto , con amore perché la Grazia di Dio opera anche in loro , accompagnare con pazienza e delicatezza questi figli più fragili in un contesto di misericordia , donando fiducia e speranza . La strada della Chiesa è quella di Gesù : della misericordia e dell'integrazione verso tutte le persone con cuore sincero . Non condannare eternamente nessuno , la carità vera è sempre immeritata , incondizionata e gratuita , è la logica del Vangelo , attenzione ai giudizi senza discernimento ed alle sofferenze delle persone . Chi vive situazioni matrimoniali irregolari non può essere catalogato in affermazioni troppo rigide e non esistono semplici ricette, la chiave è nel loro accompagnamento e nell'integrazione che si può esprimere nella loro partecipazione a diversi servizi ecclesiali ; è necessario vedere quali delle diverse forme di esclusione attualmente praticate in ambito liturgico , pastorale , educativo possano essere superate . Non ci si può aspettare dal sinodo e da questa Esortazione una nuova normativa di tipo Canonico , è possibile un incoraggiamento ed un responsabile discernimento personale e pastorale dei casi particolari . Perché questo avvenga ci devono essere le necessarie condizioni di umiltà , riservatezza ,amore alla Chiesa , sincera ricerca della volontà di Dio e un Pastore che sappia riconoscere la serietà della questione che si sta trattando . Papa Francesco esprime comprensione per chi preferisce una pastorale più rigida , ma crede sinceramente che Gesù vuole una Chiesa attenta al bene che lo Spirito sparge in mezzo alla fragilità e che privilegi la logica della compassione contro giudizi troppo duri e impazienti ; sottolinea che la Chiesa non è una dogana ma la casa paterna dove c'è posto per tutti , la misericordia è la pienezza della giustizia e la manifestazione più luminosa della verità di Dio.
In sintesi l'Esortazione Amoris Laetitia riflette pienamente il monito Evangelico “ lo Spirito della Legge salva , la lettera uccide “ e vedo proposto il passaggio da una etica che privilegia soprattutto il precetto ad una etica che valorizza la responsabilità che si esprime nella libertà che nasce dalla Parola di Dio .

Carlo Giuseppe Rogani
Siena

 

In questo tragico periodo di  " guerre a pezzi " , dominato dalla paura del terrorismo e dalle  migrazioni causate dalla fame e da ogni altra violenza ,  dalla rassegnazione alla logica degli armamenti  e dei mercanti di morte , dagli interventi militari sbandierati come operazioni di pace , dalle distruzioni e uccisioni di civili anche con armi chimiche , definite in modo asettico “ effetti collaterali”, ecco che in controtendenza Papa Francesco , nel suo messaggio del primo gennaio 2017 , per la Giornata della Pace , ci parla della " Non Violenza come stile di vita che si fa politica" , titolo che da solo è tutto un programma .
Parlare di non violenza potrebbe sembrare un esercizio di pura utopia, eppure leggendo il messaggio,riflettendo sulle parole profetiche che contiene si percepisce un lucido realismo , la convinzione che se si vuole un mondo diverso debba essere " la carità e  la non violenza a guidare il modo in cui ci trattiamo gli uni gli altri nei rapporti interpersonali, sociali e internazionali " . Quando le vittime della violenza sapranno resistere alla tentazione della vendetta, potranno essere i protagonisti più credibili dei processi di costruzione della pace. Rispondere alla violenza con la violenza porta a immani sofferenze con grandi risorse destinate alle armi e quindi sottratte alle necessità delle famiglie , dei giovani , dei poveri, dei malati ; tutto il messaggio Evangelico va in questa direzione e il discepolo di Gesù non può non aderire alla sua proposta di non violenza. Papa Francesco  sottolinea che il nucleo della " rivoluzione Cristiana " è l'amore per il nemico , è rispondere al male con il bene , non è resa , disimpegno , passività come hanno insegnato con il loro esempio  personaggi della tempra di Madre Teresa di Calcutta , di Martin Luther King , di Gandhi  ........e tante altre persone che con  l ' impegno non violento hanno saputo trovare " forme efficaci per rendere testimonianza alla verità " . Insieme alla Chiesa , questo impegno per la pace , è condiviso da altre tradizioni religiose per le quali " la compassione e la non violenza sono essenziali a indicare la via della vita " . Ancora una volta è risuonato il grido accorato del Papa : " nessuna religione è terrorista ... la violenza è una profanazione del nome di Dio ... solo la pace è santa non la guerra " .
Non poteva mancare il riferimento alla famiglia : è al suo interno che inizia l' esercizio della non violenza che dai rapporti personali  " si propaga nel mondo e s' irradia in tutta la società " . Quindi il ricordo del Giubileo della Misericordia , recentemente concluso , che è stato un invito a guardare nel nostro cuore è a lasciarvi entrare la misericordia Divina  ed a prendere coscienza dell' indifferenza , delle ingiustizie , della violenza che affliggono tanti nostri fratelli ; infine  Papa Francesco ci sottolinea che  Gesù  , la costruzione della strategia della pace , la propone attraverso le “ Beatitudini “ ;  è nello stile degli " Operatori di Pace " accettare la sfida a costruire la società , la comunità che dia prova di misericordia , che rifiuti  " di scartare le persone , danneggiare l ' ambiente e voler vincere ad ogni costo ". L' appello conclusivo , rivolto a tutti quelli che desiderano la pace , lo riporto per intero : " nel 2017 impegniamoci con la preghiera e con  l 'azione a diventare persone che hanno bandito dal loro cuore , dalle loro parole e dai loro gesti la violenza e a costruire comunità non violente che si prendono cura della casa comune. Niente è impossibile se ci rivolgiamo a Dio nella preghiera. Tutti possono essere artigiani di pace " .
Il tema della pace e della non violenza  come è espresso nelle parole di Papa Francesco dovrebbe avere piena cittadinanza nella Chiesa , ma se osserviamo la storia della Chiesa Italiana nella seconda metà del secolo scorso , vediamo che non è stato facile parlarne nonostante il Papa  San Giovanni XXIII nel 1963 con la sua enciclica "Pacem in Terris" né avesse diciamo sdoganato il dibattito e nel 1967 Papa Paolo VI nella " Populorum Progressio "  nel paragrafo " Lo sviluppo è il nome nuovo della pace"  ricorda che la pace non è semplice assenza di guerra ma " si costruisce giorno dopo giorno, nel perseguimento di un ordine voluto da Dio che comporta una giustizia più perfetta tra gli uomini" .
Quest'anno ricorrono gli anniversari della morte di alcuni protagonisti del cattolicesimo italiano e anche toscano, che hanno fatto della pedagogia della pace( e non solo) il centro della loro missione , ritengo che sia importante ricordarli :
Cinquanta anni fa , nel giugno del 1967 , moriva Don Lorenzo Milani , sacerdote , educatore , straordinaria figura di prete obbediente  alla logica del Vangelo e di cittadino- insegnante obbediente alla Costituzione della Repubblica Italiana , persona fuori dagli schemi , non inquadrabile nelle  tradizionali categorie politico - religiose e soprattutto un cristiano scomodo ; c'è voluto Papa Francesco perché fosse definitivamente riconosciuto il suo ruolo di educatore e di prete e perché al suo importante saggio " Esperienze Pastorali" fosse tolta la censura ecclesiastica.
Dunque uomo amato e ammirato ma anche odiato da chi  riteneva mettesse in crisi l' ordine costituito sia civile che religioso ; non è facile tracciarne un profilo , ritengo più corretto rimandare a due delle ultime pubblicazioni che a mio parere aiutano a capire la complessità del personaggio  :  di Mario Lancisi , edizioni Laterza " Processo all' obbedienza - La vera storia di Don Milani"  ; Il Lancisi , giornalista e biografo del Priore di Barbiana , prende in esame soprattutto la vicenda della " lettera ai cappellani militari "  che insieme alla "  lettera ai giudici  " costituirà con il titolo scelto espressamente dallo stesso don Milani   " L' obbedienza non è più una virtù " , la inquadra storicamente nella società di quel periodo ,  con i fermenti che c'erano , con le risonanze , le reazioni, le contraddizioni che  provocò nella stampa , nella Chiesa locale e nazionale , nella società civile. Il secondo libro è di Michele Gesualdi , Edizioni San Paolo dal titolo : " Don Lorenzo Milani , L' esilio di Barbiana " . È' un testo fondamentale  perché l'autore è uno dei ragazzi della scuola di Barbiana e insieme al fratello ha vissuto per molti anni nella canonica insieme al Priore ; la narrazione abbraccia tutta la vita di sacerdote di don Milani, dal seminario fino alla morte e si basa su fonti e testimonianze dirette . Gesualdi ci mostra la reale personalità di don Lorenzo , la sua spigolosita' , la sua umanità , la severità  piena di amore, la coerenza , la fede profonda  ma soprattutto l'affetto " paterno " verso i suoi ragazzi che lo porterà a  scrivere nel testamento di aver voluto più bene a loro che a Dio e di sperare che Lui non stia attento a queste sottigliezze e abbia iscritto tutto a suo favore .
Altro anniversario , nel 1977 moriva il Prof. Giorgio La Pira , altra personalità fondamentale per la storia della Chiesa Italiana e per il cattolicesimo politico ; è in corso  il processo per la sua beatificazione ed è sperabile che si concluda positivamente in tempi brevi . Fu terziario Domenicano e dal suo arrivo a Firenze fino alla morte fu ospite in una cella del Convento domenicano di San Marco . Molto legato  alla figura di Santa Caterina da Siena e a questo proposito cito con piacere un Quaderno Cateriniano  dal titolo " Caterina da Siena e Giorgio la Pira al servizio dell'uomo come operatori di Pace " dove l'autore il Padre Lorenzo Fatichi O.P ( che vive presso il Convento Domenicano di Siena ) fa  un interessante ed intelligente parallelismo tra l'impegno della Santa è quello del La Pira.  IL Prof. LA Pira è stato un cristiano integrale , proprio in questa veste  dobbiamo analizzare il suo impegno politico e di operatore di pace . Padre costituente , Sindaco di Firenze impegnato nella ricostruzione del dopo guerra, nella difesa dei posti di lavoro , per la casa , per i poveri e disagiati in genere ; è stato promotore di iniziative per la pace organizzando convegni  e incontri tra personalità di varie nazioni ( i convegni della pace e della civiltà cristiana , i colloqui del Mediterraneo , riunioni di sindaci delle capitali del mondo  ...... ) seguendo quello da lui definito il " sentiero d'Isaia " e agendo  " spes contra spem "  ;  da parte di certi avversari venne definito un ingenuo  utopista , in realtà aveva una lucida visione politica  come dimostrano le sue iniziative ,  ad esempio il viaggio  nel novembre 1965 ad Hanoi in Viet Nam per incontrare Ho Chi Minh e discutere per una proposta di cessazione della guerra in quel paese. Il piano falli' per la miopia  americana , prevalse la logica dei falchi ; quando alcuni anni dopo si aprirono le trattative per la pace , le proposte  alla base dei negoziati delle parti furono molto simili a quelle ottenute da La Pira , purtroppo con centinaia di migliaia di morti in più e immani distruzioni . La vicenda causò divisioni e reazioni nel mondo politico italiano e buona parte della stampa nazionale si scagliò contro il Prof.La Pira con toni che raggiunsero in certi casi  " i limiti dell' infamia " , mettendo a dura prova la sua grande fede e causandogli infinita sofferenza. Accompagnò La Pira  ad Hanoi , il suo , allora giovane , collaboratore Prof. Mario Primicerio che recentemente ha pubblicato per le Edizioni Polistampa  il diario di quel  viaggio : " Con La Pira in Viet Nam " ; il saggio è completato da una  approfondita introduzione a quel periodo storico. Questo libro è stato presentato anche a Siena nel gennaio del 2016 a cura della ACLI , all' auditorium  di S.Stefano ; tra i vari e qualificati oratori era presente l'autore , nel suo intervento ha parlato dello spirito che animava i giovani di allora , pensavano di cambiare il mondo , oggi purtroppo  non c'è speranza  , solo rassegnazione . Forse sarebbe il tempo di recuperare un po' di quella carica giovanile riflettendo  sulla straordinaria attualità di uomini come Don Lorenzo Milani e Giorgio La Pira  ; in una società  violenta e ingiusta , il loro insegnamento ci può aiutare a divenire veri operatori di pace . È probabile che questi anniversari siano ricordati con iniziative , celebrazioni etc ,attenzione  c'è il rischio di trasformare dei personaggi scomodi in "santini" , anestetizzando la loro testimonianza relegandola al passato , sarebbe il peggior servizio reso alla loro memoria .
Carlo Giuseppe Rogani

Sul quotidiano La Nazione di Domenica 31 luglio 2016 è apparsa una intervista al noto politologo statunitense Edward Luttwak , il tema è quello dei rapporti con l' Islam dopo i fatti di Nizza, della Germania e dell' assassinio del vecchio sacerdote francese. I toni di Luttwak sono molto duri ,contrari ad ogni cedevolezza e dialogo , direi che sia molto in linea con il candidato repubblicano alla presidenza Trump .
SI può essere o meno d'accordo con le sue posizioni , nella peggiore delle ipotesi si rientrerà nella categoria di quelli che il politologo definisce " anime belle " o " buonisti , definizione ormai di moda adoperata generalmente a sproposito e che serve a bollare chiunque abbia una visione aperta al dialogo e contraria ad opzioni di tipo militare. Detto questo scorrendo l'articolo sono rimasto strabiliato per il suo livore nei confronti di Papa Francesco. Avevo capito che non avesse molta simpatia per le parole e la persona del Papa ma che arrivasse ad usare epiteti e giudizi ,contrari ad ogni buonsenso ,al buon gusto , senza quel minimo rispetto che dovrebbe essere dovuto in un sistema democratico a chiunque abbia opinioni diverse e opposte . Secondo Luttwak , Papa Bergoglio " segue un determinismo marxista da due soldi " ..... " proviene dagli ambienti intellettualoidi di Buenos Aires che sostenevano la teologia della liberazione di Padre Torres" ....." Nessuno avrebbe immaginato di vedere un altro Papà che ritorna dall' America Latina con il crocefisso falce e martello regalatogli da Morales " ... concludendo con " la teologia della liberazione era un misto di cattolicesimo e leninismo praticato con il kalashnikov " . Ogni commento mi pare superfluo , si tratta di vera mistificazione . Naturalmente non ho la pretesa di fare l'avvocato difensore del Papa , vi è chi lo sa fare molto meglio di me e d'altra parte Papa Francesco si sa difendere benissimo anche da solo , volevo solo fare una annotazione conclusiva : il sig. Luttwak anche se non lo dice chiaramente rimpiange i tempi in cui la CIA faceva il bello è cattivo tempo in centro e Sud America , sosteneva i peggiori dittatori , addestrava dei criminali per torturare e far sparire gli oppositori in barba ai più elementari diritti umani e tutto in nome di una presunta civiltà occidentale fondata sui principi dell'economia liberista.
Carlo Giuseppe Rogani
Siena

Uno straordinario evento Ecumenico

In occasione della sua visita pastorale a Torino il 21 e il 22 giugno di quest'anno , per l' ostensione della Santa Sindone,Papa Francesco ha compiuto un gesto di grande significato ecumenico  cui i media a mio parere non hanno dato il giusto risalto; mi riferisco alla visita al tempio Valdese. I Valdesi , come è noto sono l' unica chiesa riformata  che si è sviluppata in Italia , la fondazione della stessa nel XII° secolo ad opera di un mercante di Lione : Pietro Valdo che si convertì alla povertà evangelica , successivamente i valdesi si stabilirono in alcune valli piemontesi ; nel 1500 aderirono alla riforma protestante , subirono crudeli persecuzioni da parte cattolica e bisogna arrivare al 1848 perché potessero godere della libertà di esercitare la loro fede per concessione di re Carlo Alberto. Durante il regime fascista ,insieme ad altre comunità protestanti , anche a causa del concordato subirono delle limitazioni alla loro libertà religiosa , nel dopo guerra fino agli anni 50 del secolo scorso continuarono ad avere dei problemi nonostante la Costituzione della Repubblica Italiana sancisca la piena libertà religiosa per ogni fede. Ricordiamoci che bisogna arrivare al Concilio Vaticano II° perché la Chiesa Cattolica accetti la libertà religiosa  passando dalle poco caritatevoli definizioni di eretici e scismatici a quella di Fratelli Separati.
Papa Francesco nel corso di questa visita ha avuto espressioni di grande sensibilità, umiltà e lucidità . Mi hanno particolarmente colpito le sue affermazioni  sulla riscoperta della fraternità come frutto principale del movimento ecumenico , fraternità che ci fa cogliere il profondo legame che ci unisce malgrado le differenze .A questo proposito ha parlato di una " Comunione  ancora in cammino " di una unità che si fa in cammino. Ha poi espresso un concetto per certi aspetti dirompente e cioè che in ogni futura attività ecumenica si dovrà tenere conto che " l' unità che è frutto dello Spirito Santo non significa uniformità " , mi viene da dire unità nella diversità e infatti aggiunge che quando i fratelli non accettano le loro diversità finiscono per farsi la guerra ,fare violenza ed allora è necessario sapersi perdonare . A questo punto altra parte forte del discorso del Papa : " da parte della Chiesa Cattolica vi chiedo perdono . Vi chiedo perdono per gli atteggiamenti e i comportamenti non cristiani persino non umani che nella storia abbiamo avuto contro di voi. In nome di Gesù Cristo , perdonateci”. " .
Ogni commento sul coraggio  e l' onestà di tale affermazione è superfluo.
Continua parlando di quello che è stato fatto insieme e delle possibilità che si aprono di collaborazione al servizio dell'umanità che soffre, dei poveri, dei migranti ,degli ultimi.... Ha concluso ribadendo che le differenze su importanti questioni antropologiche ed etiche che dividono cattolici e valdesi non impediscano di trovare forme di collaborazione in questi campi ed altri , " se camminiamo insieme ,il Signore ci aiuta a vivere quella comunione che precede ogni contrasto " .
Ritengo necessario fare un cenno al saluto , ed ai concetti in esso espressi ,  che il moderatore della Tavola Valdese Eugenio Bernardini ha rivolto al Papa quando è arrivato al tempio . Non ha nascosto una sintonia con i concetti ecumenici espressi nell'Evangelium Gaudium  ( unità come diversità riconciliata  , raccogliere quello che lo Spirito ha seminato in loro come un dono anche per noi ) , ed ha ribadito che l' ecumenismo segna la fine dell'autosufficienza della chiese " non si può essere cristiani da soli" . Ha poi posto due questioni fondamentali da affrontare insieme , la prima : nel Concilio Vaticano  II° si parla delle Chiese evangeliche come" comunità ecclesiali" e non di Chiese ,questione a suo parere da superare , la seconda ,tema molto delicato : l'ospitalità Eucaristica ,e ha aggiunto : "tra le cose che abbiamo in comune ci sono il pane e il vino della Cena e le parole che Gesù ha pronunciato in quell'occasione. Le interpretazioni di quelle parole sono diverse tra le chiese e all'interno di ciascuna di esse. Ma ciò che unisce i cristiani raccolti intorno alla mensa di Gesù sono il pane e il vino che Egli ci offre e le sue parole, non le nostre interpretazioni che non fanno parte dell'Evangelo " . Questo discorso ci interpella tutti , ci mette di fronte allo scandalo della divisione , ci dovrebbe mettere in crisi . Le parole del pastore Bernardini come quelle di Papa Francesco ci dicono che L'Unità si fa camminando insieme,collaborando nella carità, smorzando le rigidità dottrinali di fronte al comune riferimento Evangelico . Non è un processo facile , ci sono resistenze , opposizioni  proprio in ambito cattolico . Le polemiche nate dalla richiesta di perdono che secondo alcuni sarebbe stata respinta  è un sintomo di questo malessere che porta a travisare la realtà. Il moderatore valdese Bernardini ha voluto fare chiarezza dicendo che la richiesta non poteva non essere accolta ,che Papa Francesco ha compiuto quello che nessun Papa aveva fatto fino ad ora è cioè dire che ai Valdesi sono stati fatti torti non solo anticristiani ma disumani . Ha rilevato però che solo chi ha subito materialmente il torto può in senso pieno perdonare. Ciò che è accaduto rimane nella memoria ed è giusto che sia così perché la memoria se coltivata evita il ripetersi di certe situazioni. Penso che niente si possa eccepire a questa dichiarazione piena di dignità, solo chi è in mala fede può trarne conclusioni contrarie al dialogo,all'amicizia , alla collaborazione fraterna.

Carlo Giuseppe Rogani

Siena.
30.11.2015

Condivido con i lettori di Toscana Oggi on line questa riflessione che prende spunto da una lettera apparsa sull'ultimo numero di Famiglia Cristiana
Land grabbing ed altro …

Mi ha molto interessato la lettera , apparsa nell'ultimo numero del settimanale,che parla del grave problema di una popolazione africana che sta rischiando di essere espulsa dal proprio territorio che potrebbe essere trasformato in riserva di caccia per ricchi del Dubai . In effetti anche io ho letto tempo fa un caso analogo (o forse lo stesso) relativo a comunità Masai che potevano essere sfrattate dai propri villaggi perché grosse società degli Emirati arabi volevano acquisire i loro territori ,dal governo della Tanzania , da trasformare in riserve di caccia. Si era creata in favore dei Masai una mobilitazione on line che era riuscita a fermare momentaneamente lo scempio. Questi fatti sono per certi aspetti la punta dell' iceberg di un fenomeno che già da alcuni anni sta imperversando in molti paesi del terzo mondo e soprattutto dell'Africa che è conosciuto come “Land Grabbing” , letteralmente “accaparramento di terre”. Grosse multinazionali sia di paese emergenti come la China e gli Emirati Arabi, sia Americane e del vecchio continente ( sembra ci siano di mezzo anche società e banche italiane) acquistano o prendono in affitto da governi ( spesso corrotti) di nazioni del terzo mondo vasti territori agricoli e forestali per coltivazioni intensive da esportazione , soprattutto per la produzione di biocarburanti o anche del famoso olio di palma ( se ne è parlato mesi fa per la sua nocività) .Gli abitanti che coltivano quei campi per la loro alimentazione e sopravvivenza vengono espulsi e si ritrovano alla fame , probabilmente molti di questi li ritroviamo nei barconi e nelle carrette del mare che approdano a Lampedusa con tutto il corollario di tragedie che sappiamo . E' un grosso problema questo del Land Grabbing che dovrebbe riguardare la tanto sbandierata “ carta di Milano” dell'Expo . “ Nutrire il Pianeta “ è un problema e una necessità globale ha detto il premier Matteo Renzi e allora dobbiamo denunciare queste ingiustizie che violano i più elementari diritti dell'uomo . Per rimanere in tema di ingiustizie globali,ho letto in questi giorni la denuncia che parte dal noto missionario Comboniamo P. Alex Zanotelli che riguarda la Comunità Europea che sta stipulando accordi con vari paesi dell'Africa , del Pacifico e dei Caraibi per eliminare ogni barriera protezionistica sui prodotti importati dall'Europa . L'eliminazione dei dazi e la concorrenza metterà in ginocchio i contadini dei paesi più poveri che ridotti in miseria saranno costretti a vendere le loro terre e si avrà un fenomeno simile a quello prima enunciato . Papa Francesco ,che già nel suo discorso alla conferenza della FAO nel novembre 2014 aveva avuto parole dure contro la “priorità del mercato” e la “preminenza del guadagno “ , nel messaggio del 7.02.2015 in occasione della giornata per l'Expo ha ripreso il problema dicendo che è necessario : “... rinunciare all'autonomia assoluta dei mercati e della speculazione finanziaria e agire anzitutto sulle cause strutturali della inequità .” e poi : ...” la terra che è la madre di tutti , chiede rispetto e non violenza ed arroganza da padroni “; continua aggiungendo che abbiamo tutti il dovere di custodirla (la Terra) perché è come un prestito che abbiamo avuto e che dobbiamo restituire ai nostri figli migliorato . Parole chiare , da meditare , rivolte a tutti non solo ai cristiani e da trasformare, nei limiti delle nostre possibilità , da riflessione in impegno per lasciare questo mondo ai nostri “ eredi “ migliore di come ci è stato affidato dai nostri predecessori .

Carlo Giuseppe Rogani
Siena

Il Tempo , una realtà aperta alla Salvezza .
Se lo scorrere del tempo ci da un senso di oppressione ,se sembra di essere chiusi in un cerchio vita – morte senza sbocchi che avvalora il mito di Cronos divoratore dei suoi figli , una risposta per vincere questo pessimismo ce la fornisce Papa Francesco in una sua bellissima frase del 31 dicembre 2013 che riporto per intero : “ La visione biblica e cristiana del tempo e della storia non è ciclica, ma lineare : è un cammino che va verso un compimento.Un anno che è passato non ci porta a una realtà che finisce , ma a una realtà che si compie “ . Il Papa ci fa comprendere con queste parole che non possiamo soggiacere al nichilismo e ci fa intravedere una storia che ha un compimento , la definisce lineare , ma aggiungerei ,utilizzando una bella immagine ascoltata da un teologo molti anni fa , che il tempo e quindi la storia si sviluppa come una spirale , cerchi concentrici aperti verso il punto omega , il compimento. Ciò che accade può avere analogie con il passato ma mai è uguale perché presenta sempre nuove aperture , prospettive , nuove vie di progresso e quindi di Salvezza.

Carlo Giuseppe Rogani
Siena

Una fraternità da riscoprire.

Dei tre famosi principi della Rivoluzione Francese , la “fraternità” è certo quello che ha avuto meno successo . Non che la “libertà” e “l’uguaglianza”godano ottima salute ma almeno se ne parla di più anche se non sempre a proposito . Ha quindi pienamente ragione Papa Francesco a metterla al centro del suo primo messaggio per la giornata mondiale della pace , il titolo è infatti : “ Fraternità , fondamento e via per la Pace “. Cercherò di mettere in evidenza quelli che a mio parere sono i concetti fondamentali del messaggio .
La fraternità è “ una dimensione essenziale dell’uomo “ , in ognuno di noi c’è “ un anelito insopprimibile alla fraternità che ci spinge verso la comunione con gli altri nei quali troviamo non nemici o concorrenti , ma fratelli da accogliere e abbracciare “ . La sorgente primaria da cui si attinge per la fraternità è la famiglia , questa è il fondamento e la via privilegiata per la pace. Purtroppo in un mondo caratterizzato dalla “ globalizzazione dell’indifferenza “ , la vocazione alla fraternità è contrastata e smentita nei fatti ; alle tragedie , alla violenza , alle ingiustizie si risponde con l’individualismo , con l’egocentrismo , il disprezzo nei confronti dei più deboli . Il racconto biblico di Caino e Abele è paradigmatico della realtà attuale e insegna che “ l’umanità porta inscritta in se la vocazione alla fraternità , ma anche la possibilità drammatica del suo tradimento .Lo testimonia l’egoismo quotidiano che è alla base di tante guerre e tante ingiustizie …” . Le radici della fraternità sono contenute nella paternità di Dio e nel suo amore straordinario per ciascun uomo , amore rigenerato da Cristo con la sua morte e resurrezione . La Croce quindi come luogo di fondazione della fraternità e la Resurrezione che ci costituisce come “Umanità nuova “ per la sua piena realizzazione. Nella “ famiglia di Dio , dove tutti sono figli di uno stesso padre …..non vi sono vite di scarto ,tutti godono di una uguale e intangibile dignità .Tutti sono amati da Dio ,tutti sono riscattati dal sangue di Cristo….”.
Papa Francesco poi si ricollega a documenti dei suoi predecessori e cita passi da la “Populorum Progressio “di Paolo VI° ,da la “ Sollicitudo rei socialis ” di Giovanni Paolo II° e da la “ Caritas in Veritate “ di Benedetto XVI° ; - di Paolo VI° ricorda l’enunciazione che “ lo sviluppo integrale dei popoli è il nuovo nome della pace “, quindi il dovere di solidarietà delle nazioni ricche verso quelle sottosviluppate ,il dovere di giustizia sociale e il dovere di carità universale che è la promozione di un mondo più umano per tutti ; - di Giovanni Paolo II° , la pace come “opus solidaritatis”, cioè non farsi guidare dalla brama di profitto e di potere , servire l’altro e non opprimerlo per il proprio tornaconto ; la solidarietà cristiana richiede che il prossimo sia amato non solo come essere umano , ma come “ viva immagine di Dio Padre” ; - di Benedetto XVI° come la mancanza di fraternità tra i popoli sia una causa importante della povertà ; partendo da questo concetto , il Papa , richiamando la dottrina della Chiesa , ricorda la così detta” ipoteca sociale” sull’uso dei beni . I successivi paragrafi del messaggio toccano : - La riscoperta della fraternità in economia , il succedersi delle crisi economiche e soprattutto l’attuale devono portare a ripensare i modelli di sviluppo e gli stili di vita per costruire e mantenere una società a misura della dignità umana .- La fraternità spegne la guerra , Papa Francesco ricordando i numerosi conflitti che si consumano tra l’indifferenza generale rivolge un forte appello ai responsabili delle violenze , un vero grido di dolore e un richiamo a riscoprire il senso della propria umanità : “ …. Fermate la vostra mano ;rinunciate alla via delle armi ,andate incontro all’altro con il dialogo, il perdono,la riconciliazione per ricostruire la giustizia ,la fiducia intorno a voi “ , continua facendo proprio l’appello dei predecessori contro la proliferazione degli armamenti e per il disarmo ma constata amaramente che gli accordi internazionali non sono sufficienti ad arginare i conflitti armati perché manca la conversione dei cuori che fa riconoscere nell’altro un fratello. - La corruzione e il crimine organizzato avversano la fraternità , l’egoismo si sviluppa nelle varie forme di corruzione , nel dramma della droga , nei traffici e nelle speculazioni finanziarie ,nella prostituzione, nel traffico degli esseri umani e negli abusi sui minori , nelle tragedie dei migranti , nelle schiavitù di ogni tipo , tutto questo viola in profondità la legalità e la giustizia e colpisce al cuore la dignità delle persone. Solo la fraternità genera pace sociale , crea equilibrio tra la libertà e la giustizia , tra responsabilità e solidarietà .- La fraternità aiuta a custodire e a coltivare la natura , la natura è a nostra disposizione e siamo chiamati ad amministrarla responsabilmente , invece siamo spesso guidati dall’avidità nello sfruttamento , nella manipolazione e non ci preoccupiamo delle future generazioni senza contare che per il settore agricolo , vediamo che il persistere della fame nel mondo dovrebbe farci ripensare l’uso di queste risorse alla luce della dottrina sociale della Chiesa .
Nella conclusione il Papa sottolinea che solo l’amore donato da Dio consente di vivere pienamente la fraternità , la dimensione trascendente dell’uomo è necessaria perché l’impegno politico ed economico non si riduca a puro tecnicismo senza idealità. Dio ha mandato il figlio per salvare il mondo non per condannarlo e lo fa senza costrizioni invitando chi è il più grande , chi governa ad essere come colui che serve , “ il servizio è l’anima di quella fraternità che edifica la Pace “ .
Una straordinaria appendice al messaggio per la giornata della pace , Papa Francesco ce la fornisce con la sua riflessione bella e piena di commozione che è il messaggio Urbi et Orbi del giorno di Natale dove invita ognuno di noi a riscoprire la tenerezza di Dio : “ le carezze di Dio non fanno ferite,le carezze di Dio ci danno pace e forza “e poi la frase finale “ Dio è pace , chiediamogli che ci aiuti a costruirla ogni giorno ,nella nostra vita ,nelle nostre famiglie ,nelle nostre città e nazioni , nel mondo intero .Lasciamoci commuovere dalla bontà di Dio “. Sembrerebbe la ricetta , non dico della felicità ma almeno per una società migliore . Molti diranno che sono solo parole , belle parole senza dubbio , ma che la realtà è diversa , un'altra cosa e che vagheggiare una umanità pacificata può sembrare pura “Utopia”. Ricordo che Padre Ernesto Balducci , che aveva messo la Pace al centro delle sue riflessioni , la definiva “ realismo di una Utopia” e vorrei aggiungere che di realismo sono pieni i cimiteri di guerra , che il realismo ha riempito e riempie ancora il mondo di macerie materiali e morali ; in nome del realismo si convive con la malavita organizzata e il degrado ambientale ,la corruzione e l’evasione fiscale, si accettano leggi disumane nei confronti di persone che fuggono da miseria , guerre e feroci dittature ; il realismo crea i disoccupati, i cassaintegrati, gli esodati e tutti i nuovi poveri mascherati da dati statistici e percentuali ma si tratta di esseri umani ,di famiglie ,di giovani,di pensionati colpiti da una situazione di violenza ; realismo è la finanza speculativa che affama , realismo è il commercio degli strumenti di morte , il realismo aiuta a rimuovere frettolosamente dalla coscienza i suicidi per disperazione . Siamo tutti responsabili , bene ha detto Papa Francesco a Lampedusa. Si parla tanto di “ valori non negoziabili “, ma il diritto alla Pace con tutto quello che ne consegue rientra tra quei valori ? Intendiamoci la politica è il terreno della mediazione per eccellenza , non è praticabile e neanche auspicabile trasferire nel campo legislativo principi evangelici , sarebbe una contraddizione , l’amore non può essere imposto è libertà. Resta il fatto che molte scelte politiche di questi ultimi anni , umanamente e cristianamente discutibili come certe leggi sull’immigrazione , sul commercio delle armi , sulle spese militari etc , portano la firma anche di politici dichiaratamente cattolici . Forse le comunità cristiane dovrebbero essere più accorte e far sentire più spesso la loro voce .Se il mondo cattolico italiano si vuole ricompattare sui valori, lo faccia in dialogo con tutti i cittadini di buona volontà , credenti e non credenti , a partire proprio dalla difesa del bene primario della pace in ogni sua dimensione, ricercando e realizzando per quanto possibile momenti di vera fraternità .

Carlo Giuseppe Rogani
Siena