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In attesa che qualcuno possa vantare, in futuro, un'omonimia nei nostri confronti (quando saremo famosi…), siamo noi a fregiarci, da qualche anno, di includere nel nostro staff un personaggio «illustre». Si tratta nientepopodimenoché di Marco Masini, stesso nome e stesso cognome del cantante fiorentino scivolato ormai un po' nell'oblìo dopo anni di successo.

Torquato Tasso? Era un sarto, poi divenne modellista. Vittorio Alfieri faceva il funzionario all'Ufficio del Registro. Michelangiolo Buonarroti lavorava di coltello perché era proprio... un macellaio! Se un qualsiasi studente desse queste risposte, non dovrebbe certo passare l'esame o prendere un buon voto. Eppure nessuno potrebbe dargli torto. Così come nessuno potrebbe negare che Claudia Cardinale si occupa di scommesse. Non perché il mondo del cinema sia, o sia stato, anche per lei come giocarsi un terno al lotto, ma semplicemente perché è impiegata alla Snai di Firenze.
DI LORELLA PELLIS

Anche i genitori toscani sono in qualche modo vittime della tentazione di riprodurre, nei loro figli, nome e cognome di personaggi illustri. Ecco le sorprese uscite da una ricerca sull'elenco del telefono.
DI ELENA GIANNARELLI

Ma erano proprio così, nella realtà, i personaggi antichi che noi adesso vediamo immortalati nei monumenti di marmo o di bronzo? Le loro facce erano proprio quelle tramandateci dall'arte e dalla storia? Parla il professor Mallegni che ricostruisce in modo scientifico le fisionomie dei grandi personaggi del passato.
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Facce di marmo raccontano...

Ventidue sculture di età classica sono in mostra fino al 31 marzo in Palazzo Medici Riccardi a Firenze. Tra queste anche quella di Carneade, il filosofo ricordato da don Abbondio nei Promessi Sposi e diventato simbolo di personaggio sconosciuto.
DI LORELLA PELLIS%%

Ma che volto avevano gli antichi?

Accadde centoquarantuno anni fa. I toscani nel 1860 cambiarono le loro vecchie monete granducali con la nuova valuta che già si disse «italiana» ma allora i calcoli furono molto più difficili di quelli imposti dall'arrivo dell'«Euro».
DI NEREO LIVERANI

Ricordo del parroco di Villamagna, scomparso nella sua amata parrocchia di San Donnino a Villamagna, il primo dicembre 1801. Scelse di rimanere un semplice parroco di campagna, malgrado godesse dell'amicizia e della stima del principe Pietro Leopoldo, il quale avrebbe preferito vederlo vescovo.
DI SARA PAGNINI

I drammi e le speranze dell'umanità. Parla l'autore della «Città della gioia» che ha dedicato il suo ultimo libro alla tragedia di Bhopal, in India, dove a causa dell'incidente alla fabbrica della chinmica Union Carbide sono morte migliaia di persone.
DI ELISABETTA CASELLI