Cultura & Società

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Si dice che sorte più triste d'essere geni incompresi è quella di essere presi per geni e non esserlo. Peggio ancora crederci. È quello che è accaduto a Giovanni Rosini, colui che pronunciò quella un tempo nota affermazione «La mia Monaca di Monza ha ucciso i Promessi sposi». Sono scaduti 150 anni dalla sua morte (1855), ora scadono 230 anni dalla sua nascita (1776), ma il ricordo di Giovanni Rosini, nato a Lucignano della Chiana e morto a Pisa, non è rinverdito.
DI CARLO LAPUCCI

Vogliamo proporre all'attenzione dei lettori, nell'occasione della solennità di Tutti i Santi, un testo del poeta Marco Cipollini che ci è sembrato già una realizzazione, quanto meno una strada aperta per una nuova espressione di poesia religiosa. Prendiamo dalla sua opera inedita Inni trinitari questa poesia che ci è sembrata molto adatta a una meditazione sulla festa del primo novembre. Gli Inni trinitari non sono una semplice raccolta di liriche a tema religioso, ma un libro organico che, dal «Primo inno all'essere eterno» al grandioso, distesamente lirico «Inno all'essere transitorio», racchiudono tutto l'ambito ontologico secondo una visione cristiana.
DI CARLO LAPUCCI

Per aver vissuto da adulti i fatti del 1956 bisogna avere 70 anni. I meno vecchi hanno il diritto di ignorarli oppure li hanno scoperti nelle fredde pagine di un libro senza quel grumo massiccio di emozioni forti e ravvicinate che allora coinvolse più o meno tutti fra chi vinse seppure con rimorso e chi diventò entusiasta di una sconfitta. Negli anni che seguirono, i «fatti di Ungheria» furono il ritornello della propaganda anticomunista e il tarlo della solidarietà internazionale verso l'Unione Sovietica.
DI ROMANELLO CANTINI