Cultura & Società

Cultura & Società stampa

La passione per la buona tavola, si sa, contagia moltissimi palati. E non c'è periodo migliore di questo per parlarne: digeriti gli eccessi delle festività natalizie, ci riportano volentieri a gustare altri manicaretti la stagione ancora rigida e il Carnevale, periodo tradizionalmente «grasso» e dedicato, nella cultura contadina, all'uccisione del maiale. Ma se per la gran parte delle buone forchette ciò che conta è solo il piatto che hanno davanti, c'è anche chi, pur non essendo chef di chissà quale ristorante, trova addirittura più piacevole cucinare che mangiare. È il caso di Gian Marco Mazzanti, di professione rappresentante di abbigliamento e per diletto – suo e dei suoi numerosi amici – cuoco nonché autore di libri di ricette.
DI MARCO LAPI

A pochi mesi dai mondiali di calcio di Berlino, parlare di Nazionale italiana fa subito pensare ai vari Buffon, Cannavaro, Totti, Gilardino e Toni. Ma i Campionati europei di cui stiamo parlando hanno avuto come protagonisti, tra gli italiani, calciatori un po' più particolari: i preti don Leonardo Biancalani e don Luca Fedi (diocesi di Massa Marittima-Piombino), e i frati cappuccini fra' Giampaolo Levi (Barletta), fra' Enrico Dessi (Novara), fra' Lorenzo Tarletti (Torino), fra' Francesco Rutigliano (Catanzaro), fra' Giampaolo Lacerenza (Campobasso), fra' Giulio Manera (Milano).
DI GIACOMO PANTANI

Con un'imponente la cerimonia d'apertura, trasmessa in mondovisione e alla quale hanno assistito due miliardi di persone, ha preso il via a Torino, venerdì 10 febbraio, la XX edizione dei Giochi olimpici invernali. Ma nella folta rappresentativa degli atleti azzurri non sono presenti questa volta atleti della Toscana, che pure può vantare uno dei primi campioni olimpici invernali, Zeno Colò che nel 1952 vinse nella discesa libera ai giochi di Oslo.

Non più di 6 anni. Questa l'età di una bambina che presta il volto angelico a una pubblicità di una griffe per abbigliamento comparsa per diversi giorni sulle ultime pagine di importanti quotidiani e chissà su quanti poster giganti a giro per l'Italia. A rischio di fare propaganda è essenziale dire il nome della griffe, Nolita, perché quel nome è tutto un programma lasciando intravedere inquietanti richiami ad atteggiamenti ancora (ma per quando, se questa è l'aria che tira?) considerati inaccettabili.
DI MAURO BANCHINI
Roberto Volpi: nei giornali, grandi sciocchezze sui piccoli