Cultura & Società

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In occasione del 60° anniversario dell'eccidio nazifascista di Sant'Anna di Stazzema, due grandi mostre di artisti di fama internazionale sono state inaugurate ed allestite in onore e memoria delle 560 vittime della strage. I due artisti sono il fotografo Oliviero Toscani con la mostra «Sant'Anna di Stazzema 12 agosto 1944. I bambini ricordano», allestita nei locali del Museo storico della Resistenza di Sant'Anna di Stazzema, e lo scultore Novello Finotti con le sue opere esposte nello spazio verde del Parco nazionale della pace attorno alla chiesa del paese e in un locale nel retro dell'edificio ecclesiastico.

Forse, sull'inquisizione, non si farà mai chiarezza. Non perché non si voglia o non si possa. I documenti ci sono e gli studiosi seri, corretti, onesti del fenomeno abbondano: e non sono affatto inclini all'indulgenza nei confronti di un'istituzione che da anni turba la Chiesa e la induce a far chiarezza nel quadro della «purificazione della memoria». Fu in tale ambito che, preparando il Giubileo del 2000, la Commissione Teologico-Storica vaticana indisse nel 1998 un grande Simposio di studi, al quale parteciparono i migliori specialisti della ricerca attorno all'Inquisizione, senza riserva né esclusione alcuna.
DI FRANCO CARDINI

Le olimpiadi delle donne, il fascino di Olimpia, una multa per... fifa, gli allenatori nudi per colpa di una donna. Ecco alcune curiosità storiche sui giochi olimpici dell'età classica.
DI ELENA GIANNARELLI

La figura di Santa Giulia è una di quelle che sfumano nella leggenda e al tempo stesso possono nascondere qualcosa di importante che la voce popolare traduce nel simbolo. Resta comunque il valore spirituale della Santa come segno che il popolo ha scelto per esprimere la propria religiosità. Santa Giulia, vergine e martire ha lasciato segni indelebili del passaggio delle sue spoglie: Corsica, Isola della Gorgona, Livorno, Brescia. La sua memoria cade il 22 maggio, ma è stata rimossa dal calendario liturgico con la riforma del 1969.
DI CARLO LAPUCCI

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Due uomini vengono arrestati per rapina a mano armata. Li rinchiudono in celle diverse e l'agente che li interroga dice a ognuno dei due che l'altro ha tradito. Di fatto, se tradisce uno solo, torna in libertà. Ma se ognuno tradisce l'altro, i due ottengono al massimo una riduzione della pena. Quindi la scelta è tra tacere e rischiare di ammuffire in carcere o tradire ottenendo uno sconto di pena se non addirittura la scarcerazione. È il «dilemma del prigioniero», che si interroga sul fatto se l'altro sarà abbastanza leale o abbastanza intelligente da capire il trucco. È un gioco di ruolo di cui la diplomazia fa largo uso e che David Edgar, voce autorevole del teatro politico britannico contemporaneo, propone come titolo e come spunto per la pièce «The prisoner's dilemma» scritta nel 2001 e andata in scena in prima italiana a San Miniato per la cinquantottesima Festa del teatro organizzata dall'Istituto del dramma popolare.
DI ANDREA FAGIOLII

«Gli spettacoli estivi? Un riempitivo alla noia delle vacanze». Giovanni Pallanti, vicepresidente della Fondazione toscana spettacolo, non smentisce la sua verve polemica. «Nella nostra regione più che altrove, l'estate – spiega Pallanti – si associa alla vacanza e basta. Ed essendo tutto ripiegato sul terziario, senza più investimenti nell'industria, lo spettacolo rappresenta una delle poche attività imprenditoriali. Ma gli spettacoli rimangono un contorno e come tali lasciano il tempo che trovano. Sono un modo per passare una serata, per stare insieme. Alla fine, insomma, rimane poco o niente».
DI ANDREA FAGIOLI