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Quanta strada ha fatto Bartali»... Nessun titolo, come questo verso tratto dalla celebre canzone di Paolo Conte, poteva meglio presentare lo spettacolo teatrale con cui l'Associazione per la solidarietà Giglio Amico, presieduta da Marco Viani, intende celebrare – assieme a Regione Toscana e Comune e Provincia di Firenze, e in collaborazione con diverse realtà del mondo dello sport – il campione di Ponte a Ema a cinque anni dalla scomparsa, avvenuta il 5 maggio 2000. «Quanta strada ha fatto Bartali», che ha come sottotitolo «L'uomo, il campione, Firenze» sarà quindi proposto al Teatro Comunale del campoluogo toscano giovedì 12 maggio alle ore 21 dalla Compagnia Teatri d'Imbarco, per la regia di Nicola Zavagli con Beatrice Visibelli.

Ciclismo, la Toscana rientra nel Giro

Cominciamo col dire che un film si giudica a molti livelli. Io non faccio il critico cinematografico: al massimo sono un cinefilo, se ne avessi il tempo darei sfogo al mio intimo essere e passerei al cinema giornate intere perché sono addirittura un cinomane: però resto, criticamente parlando, un analfabeta. Se un film mi piace, mi piace, punto e basta; e non sono nemmeno troppo bravo a ricordar il nome dei registi (figuriamoci i soggettisti e gli scenografi). Quindi, se volete conoscere il valore cinematografico di Kingdom af Heaven – bel titolo, banalizzato nella versione italiana dal tristanzuolo Le crociate – rivolgetevi altrove. Io non c'entro. Posso dire semmai che, sotto il profilo spettacolare, il superkolossal diretto e prodotto da Ridley Scott non è male.
DI FRANCO CARDINI

I toni della polemica, che solo circa un mese fa erano molto alti e sembravano non potersi abbassare, ora si sono del tutto affievoliti. Anzi di politica linguistica europea, sui giornali italiani, non si parla di nuovo più. Eppure il tema è di grande importanza. La scintilla che aveva fatto scoppiare un dibattito molto vivace, con tanto di proteste ufficiali da parte sia del nostro governo sia di quello spagnolo, era stata l'esclusione dell'italiano dalle conferenze stampa dei commissari europei, salvo quelle del mercoledì, unico giorno della settimana in cui è garantita a Bruxelles la traduzione delle principali lingue dell'Ue.
DI NICOLETTA MARASCHIO

Carretti, chioschi, friggitorie, i luoghi per mangiare fuori casa erano numerosi, molto diversi da quelli d'oggi. Pizzerie e spaghetterie erano di là da venire; i caffè riservati alla gente bene. C'era invece una fitta rete di botteghe o ambulanti, che spesso vendevano un solo prodotto.
La Toscana è ricca di tradizioni legate al cibo di strada, considerato una volta un «mangiare da poveri», vincolato in modo stretto al salario.
DI ENNIO CICALI

Difficile che un convegno dimostri subito i propri effetti pratici: eppure è accaduto a Pisa, nel corso della giornata nazionale di studi «Vivere il patrimonio culturale», venerdì 15 aprile, indetta dalla locale sezione della Fidapa e dagli Amici dei musei e monumenti pisani. Perché quella chiesa – la millenaria San Pietro in Vinculis, nel cuore della città murata – solitamente (e necessariamente) è chiusa. Ma non lo è stata per la circostanza, quale sede dell'incontro, richiamando così pubblico, visitatori e anche curiosi. Tutta gente che, probabilmente, non si sarebbe mai resa altrimenti conto di uno dei più belli e suggestivi edifici sacri della città.
DI MAURO DEL CORSO

Nell'agosto 827, morto Eugenio II, la scelta del successore avvenne in modo molto singolare. Allora non esistevano né il conclave, né tutto il cerimoniale visto in questi giorni. L'assembea dei fedeli, riunita, udì una voce dall'alto, che le indicava con chiarezza chi doveva essere l'eletto al soglio di Pietro. Clero ed aristocrazia, all'epoca in fiero contrasto, una volta tanto d'accordo, si portarono a Santa Maria Maggiore e dichiararono papa Valentino, ancor giovane diacono che aveva tenuto contatti e mediato fra i due opposti schieramenti. Lo insediarono sul trono pontificale, dove purtroppo rimase poco: morì nel settembre dello stesso anno.
DI ELENA GIANNARELLI

La musica? È terapeutica per tutti, figuriamoci per i soggetti meno fortunati. Ne è convinto Roberto Vecchioni, impegnato in un tour primaverile che nei giorni scorsi ha fatto sosta anche a Pisa e Prato. Pisa, in particolare, ospite del teatro Verdi, Vecchioni ha incontrato i giovani diversamente abili della Bottega della musica. Qui due diversamente abili, insieme al maestro liutaio Luca Gherardi e alle operatrici Chiara Rossi ed Alessandra Manfredonia, si occuperanno di restauro e costruzione di strumenti musicali. Abbiamo chiesto a Roberto Vecchioni di parlarci di questa sua esperienza.
DI ANDREA BERNARDINI