Cultura & Società

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Il vocabolario non è una cisterna dove dorme nel tempo un'acqua ferma che non ha vita né movimento. È piuttosto un laghetto d'acqua viva nel quale confluiscono col passare degli anni parole nuove che si chiamano nuove accezioni, e defluiscono, quasi alla stessa velocità, parole che non vengono più usate, o siano perdute per l'uso comune. Un esempio può essere il lessico che riguarda il cavallo e le cavalcature in genere: prima dell'avvento dell'automobile e della motocicletta c'erano numerosissime parole che designavano il tipo di cavallo, la sua età, l'impiego che ne veniva fatto, il colore del mantello, gli elementi della bardatura e dei finimenti, le sue malattie e tanti altri aspetti.
DI CARLO LAPUCCI

Mezzo secolo di tv, fra intrattenimento, cultura, informazione e crescenti banalità. Nei giorni scorsi la Rai ha celebrato i cinquant'anni del servizio pubblico televisivo che - nel bene e nel male - ha accompagnato l'Italia dal dopoguerra a oggi. Ne parliamo con Giorgio Vecchio, docente di Storia contemporanea all'Università di Parma, studioso del mondo cattolico, il quale ha dedicato diversi studi all'impatto dei mass media sulla società italiana.
DI GIANNI BORSA

Il 3 gennaio 1954 iniziavano in Italia le trasmissioni «regolari e ufficiali» della Rai. 21 anni dopo, il 14 aprile 1975, i canali si dividevano, distinguendo tra spettacolo e informazione: nascevano le Reti (Rete Uno e Rete Due) e le testate giornalistiche dei Tg (Tg1 e Tg2), mentre si annunciava la terza rete (Rete Tre) e il relativo telegiornale (Tg3). Le tv private si affacciano alla ribalta a partire dal 1971 con i primi pionieristici tentativi a livello locale. Poi, con gli anni Ottanta arrivano i grandi network. La nascita di Canale 5 porta la data 11 novembre 1980.
DI ANDREA FAGIOLI

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