Cultura & Società

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Sono scritti provocati per lo più da un tema di attualità o da una discussione scaturita da fatti di cronaca di questi ultimi anni quelli raccolti ora da Pietro De Marco in Apparizioni quotidiane. Il nostro conflitto con i segni degli altri. In realtà De Marco, docente di Sociologia della religione e Sistemi religiosi comparati sia presso l'Università degli studi sia alla Facoltà teologica dell'Italia centrale di Firenze, ha in parte rielaborato e riunito in questo volume gran parte degli interventi apparsi dal 2003 su alcuni importanti siti internet sul Foglio e su Avvenire, insieme ad alcuni inediti. Lo abbiamo intervistato.
DI LORELLA PELLIS

Si ricorda in questi giorni il novantesimo anniversario dell'inizio del genocidio armeno da parte dei turchi. In passato, c'è stato chi preferiva ignorarlo: anche perché la repubblica turca era una dei più fedeli alleati asiatici e musulmani dell'Occidente nella «Guerra Fredda». Sappiamo che ancor oggi i turchi hanno difficoltà a riconoscere le loro passate responsabilità, per quanto molto sia cambiato anche dopo il convegno tenuto a Istanbul proprio su questo tema qualche settimana fa: del resto, l'ammissione delle responsabilità nei confronti delle etnìe armena e curda è uno dei prezzi che noi chiediamo alla società turca per esser ammessa nella Comunità Europea.
DI FRANCO CARDINI

Shampoo, forbici, pettine, spazzola, rasoio, bigodini e phon. Se fino a ieri ad utilizzare gli attrezzi del mestiere erano il barbiere – per l'uomo – e la parrucchiera o il parrucchiere – per il gentil sesso – da oggi (udite udite) si cambia musica. A prescindere dal cliente di turno infatti (uomo, donna, bambino che sia), il mago del taglio cambia nome, diventa «acconciatore» e basta e, per essere insignito di tale «titolo», deve seguire un corso vero e proprio con tanto di diploma. A stabilirlo è una nuova legge (la numero 174). Cala dunque il sipario su parrucchieri e barbieri che diventano «fuorilegge» a tutti gli effetti.

Organizzato dalla Comunità di San Leolino, in collaborazione con la Comunità dei Figli di Dio, si tiene l'11 e 12 novembre ul convegno di studi che vuole mettere a fuoco l'esperienza di Divo Barsotti nella sua tensione tra mistica e scrittura, tra la scoperta del mistero ineffabile di Dio – «quel silenzio oltre la parola» evocato nel titolo del convegno – e lo sforzo di comunicarlo con parole umane.
DI CARMELO MEZZASALMA

Oggi Chiesa e società non coincidono più: questa è la sostanza dell'attuale processo di laicizzazione. Per questo c'è bisogno come non mai di santi. E anche di mistici perché sono solo i mistici – e non i furbi – che davvero muovono la terra. Niente aureole, niente ali fruscianti e altari addobbati. Santità è sempre stato, fin dalle origini del cristianesimo, una cosa sola: esercizio eroico delle virtù cristiane, quindi conformazione al modello cristico.
DI FRANCO CARDINI

Il culto dei morti, comunemente considerato la forma più antica di rapporto dei viventi con la trascendenza, cambia sotto i nostri occhi sia nella ritualità che nella sostanza, né poteva essere altrimenti, vista la generale trasformazione della vita. La cosa più vistosa che si nota entrando in un cimitero è la scomparsa delle iscrizioni sopra le lapidi: le lunghe lamentose sequele di meriti dello scomparso, le attestazioni di lode e d'affetto non ci sono più. La lastra di marmo ha tutt'al più una fotografia, un nome con date di nascita e di morte.
DI CARLO LAPUCCI