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Quasi sessant'anni dopo i fatti descritti, un libro scritto da un giornalista famoso (Giampaolo Pansa, «Il sangue dei vinti») suscita scalpore su una tragedia finora in gran parte rimossa ed è esaurito nelle librerie in pochi giorni.
Si tratta in sostanza più che dell'ultimo capitolo della guerra di liberazione in Italia, di una sorta di appendice superflua e feroce, quando, dopo il 25 aprile 1945 e fino agli ultimi mesi del 1946 si continuò ad uccidere, torturare, seviziare repubblichini, fascisti, collaborazionisti e spie più o meno presunte, ma anche anticomunisti qualsiasi, proprietari terrieri, capi di fabbrica o soltanto mogli e sorelle che avevano visto.
DI ROMANELLO CANTINI

Il nostro viaggio tra le "grandi sante sugli altari" si sofferma questa volta su Perpetua e Felicita, martirizzate durante la persecuzione di Settimio Severo, a Cartagine, nel 203 d.C. La caratteristica fondametnale di queste due sante è la maternità: Perpetua, 22 anni, era madre di un bambino ancora lattante quando fu uccisa; Felicita, che era una schiava e forse viveva nella stessa casa di Perpetua, era invece incinta di 8 mesi.
DI CARLO LAPUCCI

I «nomi di famiglia» raccontano storie interessanti e divertenti come questa ed offrono la possibilità di ricostruire spaccati lontani di vita. Ognuno ha un suo cognome, che si tramanda da generazioni e che ha una sua particolare origine. Ecco allora alcuni esempi, che prendono in esame «nomi di famiglia» diffusi in Toscana, passati al setaccio dell'etimologia.
DI ELENA GIANNARELLI

«Uomini di Vangelo. Preti di Toscana del Novecento» (Edifir, pp. 136, euro 9,00) viene presentato a Firenze questo sabato 11 ottobre alle 10 presso la Sala di rappresentanza della Cassa di Risparmio di San Miniato (via dei Rondinelli, 4). Interverranno tra gli altri l'arcivescovo di Firenze, Ennio Antonelli, e quello di Pisa, Alessandro Plotti, nella veste di presidente della Conferenza episcopale toscana. La collaborazione tra Toscanaoggi, Edifir, la Fondazione e la Cassa di San Miniato permetterà di offrire in omaggio il volume agli abbonati di Toscanaoggi che rinnoveranno l'abbonamento entro dicembre 2003.

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Come ricorda nella sua introduzione il curatore del libro, Riccardo Bigi, un profilo dei preti più significativi del Novecento in Toscana pecca inevitabilmente di incompletezza. In questi casi il gioco del contare chi non c'è è sempre il più ovvio. Per esempio, si potrebbero citare almeno una mezza dozzina di vescovi, dal cardinale Dalla Costa a monsignor Simonetti di Pescia che avrebbero potuto entrare a pieno titolo nel libro. Anche il martirologio del clero toscano negli anni terribili del Novecento non si esaurisce certo in queste pagine dove pure ci sono storie che graffiano terribilmente. Da padre Gabriele Maria Costa e don Aldo Mei anche il tributo di sangue è ben più vasto. Ma la completezza enciclopedica va sempre a scapito della complessità e della freschezza del vissuto.
DI ROMANELLO CANTINI

Non è bastata una vita, la sua «vita in rosa», per avere la meglio su Serse Cosmi. Candido Cannavò, per diciannove anni direttore de «La Gazzetta dello Sport», c'è sicuramente rimasto un po' male per la sconfitta, sia pur di misura, patita nel pomeriggio di lunedì 22 settembre al Teatro della Rosa di Pontremoli in occasione del 40° Bancarella Sport, ma ha dimostrato di accettarla con grande fair play. «L'uomo del fiume» – come lo descrive il titolo del libro scritto a quattro mani con Enzo Bucchioni ed edito da Baldini & Castoldi – ha finito per avere la meglio al termine di uno spoglio dei voti combattutissimo ed emozionante che per lungo tempo ha visto in lizza per la vittoria finale anche altri due titoli, «Enzo Ferrari» di Leo Turrini e «Ho sognato l'impossibile» della velista solitaria Ellen MacArthur.
DI MARCO LAPI