Cultura & Società

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Quello del matrimonio è fra i giorni più belli, più importanti nell'esistenza di una persona: si inizia un progetto di famiglia e di vita, si prende un impegno solenne davanti alla comunità religiosa e alla società civile: gli sposi cristiani sono addirittura ministri di un sacramento che su scala umana riproduce il «mistero grande» dell'unione di Cristo con la Chiesa. Al di là però della fede religiosa, in tutte le epoche le nozze sono state occasione di festa e di gioia ed hanno avuto un loro cerimoniale da rispettare e da seguire con scrupolo fin dall'antichità.
DI ELENA GIANNARELLI

Il Granduca Cosimo I era alto un metro e 78 centimetri ed aveva un corpo molto vigoroso, muscolatura da far paura: insomma, un gigante del suo tempo. Da ragazzo si era sovraccaricato la colonna con pesanti armature, causa delle sue ernie di Schmorl. Presenta ancor oggi i segni di deformazioni ossee tipiche dei cavalieri. Persino tracce dell'intervento del chirurgo in fase di autopsia. Cosimo I è il primo grande personaggio della dinastia dei Medici su cui si è concentrata l'attenzione del professor Gino Fornaciari, 59 anni, di Viareggio, professore straordinario di storia della medicina a Pisa. 49 individui, di cui 20 mummie, 2 mummie scheletrizzate, 22 scheletri in connessione e 5 con ossa non in connessione: così si presenta il materiale reperibile nelle Cappelle Medicee di Firenze.
DI ANDREA BERNARDINI

La danza è l'espressione più piena della preghiera e della gestualità. Non viviamo più in epoche in cui la danza era parte integrante della vita quotidiana e in cui il sentimento del sacro era mescolato alle attività comuni. La danza è un raro momento di concentrazione, interiore e sacra, una preghiera completa e corporea, una meditazione semplice che coinvolge tutto il nostro essere. Mi riferisco in particolare alla danza ebraica, ma non in maniera esclusiva. La danza stessa è un'energia vitale e come tale è risanante. I Chassidim sono quelli che più hanno valorizzato e apprezzato la danza, come preghiera ed espressione vitale. Un principio della tradizione e della vita ebraica è che la tristezza è cattiva, la gioia è buona.
DI MANUELA SADUN PAGGI

Il primo riferimento alla musica nella Bibbia si trova poco dopo il racconto della creazione: insieme alla pastorizia e all'artigianato essa riveste un ruolo di primo piano come primordiale manifestazione di civiltà. In Genesi 4,21, infatti, Iubal, uno dei discendenti di Caino, ci viene presentato come «il padre di tutti i suonatori di cetra e di flauto», mentre i suoi fratelli Iabal e Tubalkàin incarnano rispettivamente «il padre di quanti abitano sotto le tende accanto al bestiame» e «il fabbro, padre di quanti lavorano il rame e il ferro».
DI VALERIA NOVEMBRI