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I «nomi di famiglia» raccontano storie interessanti e divertenti come questa ed offrono la possibilità di ricostruire spaccati lontani di vita. Ognuno ha un suo cognome, che si tramanda da generazioni e che ha una sua particolare origine. Ecco allora alcuni esempi, che prendono in esame «nomi di famiglia» diffusi in Toscana, passati al setaccio dell'etimologia.
DI ELENA GIANNARELLI

«Uomini di Vangelo. Preti di Toscana del Novecento» (Edifir, pp. 136, euro 9,00) viene presentato a Firenze questo sabato 11 ottobre alle 10 presso la Sala di rappresentanza della Cassa di Risparmio di San Miniato (via dei Rondinelli, 4). Interverranno tra gli altri l'arcivescovo di Firenze, Ennio Antonelli, e quello di Pisa, Alessandro Plotti, nella veste di presidente della Conferenza episcopale toscana. La collaborazione tra Toscanaoggi, Edifir, la Fondazione e la Cassa di San Miniato permetterà di offrire in omaggio il volume agli abbonati di Toscanaoggi che rinnoveranno l'abbonamento entro dicembre 2003.

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Come ricorda nella sua introduzione il curatore del libro, Riccardo Bigi, un profilo dei preti più significativi del Novecento in Toscana pecca inevitabilmente di incompletezza. In questi casi il gioco del contare chi non c'è è sempre il più ovvio. Per esempio, si potrebbero citare almeno una mezza dozzina di vescovi, dal cardinale Dalla Costa a monsignor Simonetti di Pescia che avrebbero potuto entrare a pieno titolo nel libro. Anche il martirologio del clero toscano negli anni terribili del Novecento non si esaurisce certo in queste pagine dove pure ci sono storie che graffiano terribilmente. Da padre Gabriele Maria Costa e don Aldo Mei anche il tributo di sangue è ben più vasto. Ma la completezza enciclopedica va sempre a scapito della complessità e della freschezza del vissuto.
DI ROMANELLO CANTINI

Non è bastata una vita, la sua «vita in rosa», per avere la meglio su Serse Cosmi. Candido Cannavò, per diciannove anni direttore de «La Gazzetta dello Sport», c'è sicuramente rimasto un po' male per la sconfitta, sia pur di misura, patita nel pomeriggio di lunedì 22 settembre al Teatro della Rosa di Pontremoli in occasione del 40° Bancarella Sport, ma ha dimostrato di accettarla con grande fair play. «L'uomo del fiume» – come lo descrive il titolo del libro scritto a quattro mani con Enzo Bucchioni ed edito da Baldini & Castoldi – ha finito per avere la meglio al termine di uno spoglio dei voti combattutissimo ed emozionante che per lungo tempo ha visto in lizza per la vittoria finale anche altri due titoli, «Enzo Ferrari» di Leo Turrini e «Ho sognato l'impossibile» della velista solitaria Ellen MacArthur.
DI MARCO LAPI

Altro che «Chihuahua» e «Capitan Uncino»! Il vero motivo-tormentone di questa estate è stato «Che tempo fa». Sopraffatti da caldo, caldissimo, afa e tassi di umidità alle stelle, si parla sempre più spesso delle variazioni climatiche. Per le previsioni del tempo è davvero boom. Ne sa qualcosa il meteorologo Guido Caroselli, quel distinto signore con baffi e pizzetto imbiancati – volto ormai storico del piccolo schermo – che ogni giorno dopo il Tg delle 17 ci tiene compagnia su RaiUno con il suo meteo.
DI LORELLA PELLIS

Le terre del sud-est senese, storicamente incentrate su Montepulciano, sono caratterizzate da un'abbondanza di acque fresche, tiepide o bollenti. È un bacino termo-minerale che dal Comune di San Casciano dei Bagni, passando per Sarteano, Chianciano Terme e la località poliziana di Sant'Albino, arriva fino a Rapolano. Queste acque seguono uno schema a circolazione unitaria caratterizzato, di tanto in tanto, da varie risalite che si attuano attraverso discontinuità tettoniche. La situazione geologica strutturale incide quindi sull'idrogeologia. Il deflusso unidirezionale, dovuto sia all'assetto strutturale che all'andamento delle quote medie delle aree di alimentazione, ha notevoli proprietà benefiche. Lo sfruttamento termale di queste acque vanta lontane origini etrusche e romane e nel corso dei secoli vi sono passati personaggi illustri, papi, come Pio II, santi, come Caterina, e in tempi più recenti personaggi come Pirandello, Fellini e Chagall.
DI LUCIA TREMITI

Pieve Santo Stefano, «città del diario» – come recita il cartello stradale in loco – è pronta a vivere anche quest'anno i suoi giorni più importanti con la XIX edizione del Premio Pieve – Banca Toscana. Si comincia questo venerdì 12 settembre, con l'esposizione, fino a domenica 14 (Sala della filarmonica), del Lenzuolo di Clelia Marchi e dei manoscritti più preziosi inviati nel corso di quest'anno all'Archivio.
DI LORELLA PELLIS