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Beni culturali: accordo Bce/Icbsa per censimento, tutela e valorizzazione risorse sonore e audiovisive ecclesiastiche

L'Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi del ministero per i Beni e le attività culturali e il turismo (Icbsa) e l'Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l'edilizia di culto della Cei (Bce) hanno siglato un accordo per il censimento, la tutela e la valorizzazione delle risorse sonore e audiovisive, pubblicate e non pubblicate, conservate presso enti di proprietà ecclesiastica sul territorio italiano.

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La condivisione di un tracciato di primo censimento delle risorse sonore e audiovisive, pubblicate e non pubblicate, conservate presso enti di proprietà ecclesiastica sul territorio italiano, e l'individuazione di possibili iniziative di sensibilizzazione e formazione specializzata. Sono i contenuti dell'accordo appena sottoscritto tra l'Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi del ministero per i Beni e le attività culturali e il turismo (Icbsa) e l'Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l'edilizia di culto della Cei (Bce). A firmare l'accordo, presso l'Icbsa, il direttore dell'Ufficio Cei don Valerio Pennasso, e il direttore dell'Icsba Massimo Pistacchi.

Le due istituzioni, si legge nel testo dell'intesa, ritengono i beni sonori ed audiovisivi «testimonianza di percorsi di storia, cultura e fede del territorio italiano e concordano pertanto sull'opportunità di individuare buone pratiche» per la loro salvaguardia, conoscenza e valorizzazione. Allegato all'accordo è il tracciato di rilevamento dei dati, concordato da Bce ed Icbsa che si impegnano a individuare «periodiche iniziative di sensibilizzazione circa la corretta conservazione e descrizione delle risorse sonore e audiovisive oltre che appuntamenti dedicati alla formazione di operatori impegnati in enti ecclesiastici per favorire la migliore conservazione, conoscenza e valorizzazione del patrimonio interessato». Il questionario sarà distribuito agli enti ecclesiastici e liberamente compilato dagli stessi.

Le risorse censite potranno arricchire la banca dati del Portale BeWeB - Beni ecclesiastici in web (beweb.chiesacattolica.it), «garantendo l'integrazione dei beni sonori e audiovisivi con i beni di altra natura» e «il collegamento con gli istituti culturali di conservazione per favorirne la consultazione in situ», si legge ancora nell'accordo. Per condividere gli obiettivi della convenzione e favorire accordi territoriali, Bce e Icbsa «convengono sull'opportunità di promuovere contatti con la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome». L'accordo sarà pubblicato nei siti web delle due istituzioni.

«La materia dell'accordo appena siglato è di interesse comune perché l'Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi del Mibact (Icbsa) ha come sua finalità la salvaguardia, la conoscenza e la valorizzazione dei beni sonori e audiovisivi, nonché la formazione degli addetti alle relative banche dati». Così don Valerio Pennasso, direttore dell'Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l'edilizia di culto della Cei (Bce), illustra al Sir motivazioni e obiettivi dell'intesa appena firmata. «L'Ufficio nazionale Cei - spiega il direttore - da sempre lavora anche in questi campi e tutti i sistemi di censimento a catalogazione tengono presenti anche queste categorie». «Siamo arrivati a sottoscrivere l'accordo - prosegue - perché il territorio ci ha sollecitati affinché quanto avviene già a livello locale abbia una veste istituzionale, sia riconosciuto e abbia un suo peso e una sua forza nel proporsi come buone pratiche e non semplicemente come situazioni occasionali». Il tracciato di rilevamento stilato «delinea in modo preciso le tipologie dei beni sonori ed audiovisivi, qualcosa che già appartiene alla prassi ma che viene concretizzato come un'attività anche di progetto vero e proprio e non soltanto occasionale».

I passi successivi saranno anzitutto «un questionario per rilevare la situazione a livello nazionale: quali fondi; dove sono; quale la loro entità, costituzione e articolazione. Quindi - prosegue don Pennasso - la formazione per l'approccio e la conservazione di questi beni. Un conto è conservare un libro, materiale cartaceo; un conto è conservare materiali sonori o audiovisivi molto più deperibili e che vanno a interferire con supporti che ne garantiscano la riproduzione».

Per Francesca D'Agnelli, del medesimo Ufficio Cei, si tratta di risorse che testimoniano in modo pressoché esclusivo «gli ultimi 60-70 anni della Chiesa e delle sue figure più eminenti» e che inoltre rivelano «quanto la Chiesa ha fatto per radio e televisione». Materiali che, conclude don Pennasso, «confluiranno nel portale BeWeb integrandosi con le altre risorse architettoniche, artistiche e librarie già presenti».

Fonte: Sir
Beni culturali: accordo Bce/Icbsa per censimento, tutela e valorizzazione risorse sonore e audiovisive ecclesiastiche
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