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«Codice da Vinci», calunnie, offese ed errori

Arriva nelle sale cinematografiche il «Codice da Vinci» di Ron Howard, tratto dall'omonimo romanzo di Dan Brown ed esplodono le polemiche. Il libro, ha affermato mons. Angelo Amato, segretario della Congregazione per la dottrina della fede, è "pieno di calunnie, offese ed errori storici e teologici nei confronti di Gesù, dei Vangeli, della Chiesa. Calunnie, offese ed errori che se fossero stati indirizzati al Corano o alla Shoah avrebbero provocato giustamente una sollevazione mondiale; rivolti, invece, alla Chiesa e ai cristiani rimangono impuniti”.

“Bisogna considerare l'estrema povertà culturale di buona parte dei fedeli cristiani, che spesso non sanno dare le ragioni della propria speranza. Non si può spiegare diversamente lo strano successo di un romanzo pervicacemente anticristiano, come Il Codice da Vinci, pieno di calunnie, offese ed errori storici e teologici nei confronti di Gesù, dei Vangeli, della Chiesa. Calunnie, offese ed errori che se fossero stati indirizzati al Corano o alla Shoah avrebbero provocato giustamente una sollevazione mondiale; rivolti, invece, alla Chiesa e ai cristiani rimangono impuniti”. È quanto ha affermato mons. ANGELO AMATO, segretario della Congregazione per la dottrina della fede, a proposito del bestseller di Dan Brown e dell'omonimo film di Ron Howard, intervenendo nei giorni scorsi a un convegno sulla comunicazione nella Chiesa.

“In questi casi – ha proseguito mons. Amato - i cristiani dovrebbero essere più sensibili al rifiuto della menzogna e della diffamazione gratuita. Ricordo che, nel 1988, trovandomi in quel tempo a Washington D.C., ci fu la proiezione del film L'ultima tentazione di Cristo, di Martin Scorsese. Il film, estremamente noioso e improbabile, non solo fu contestato vivacemente perché storicamente falso, ma fu anche boicottato ai botteghini, ricevendo una meritata bocciatura economica. Per venire incontro a questa perdita di identità cattolica, il Santo Padre ha donato alla Chiesa il Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica, il libro dei due Papi, perché voluto da Giovanni Paolo II e realizzato da Benedetto XVI. Il Compendio – di cui è stata appena pubblicata l'edizione inglese – offre in sintesi il quadro completo ed essenziale della fede, professata, celebrata, vissuta e pregata”.

Più duro, invece, il card. FRANCIS ARINZE, prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei Sacramenti, che in un documentario di 25 minuti re alizzato dall'agenzia televisiva internazionale “Romereports”, afferma: “I cristiani non possono restare con le braccia incrociate e dire: Dobbiamo perdonare e dimenticare. Non sarò io a dire a tutti i cristiani quello che devono fare, ma esistono mezzi legali per ottenere che alcuni rispettino i diritti di altri. Questo è uno dei diritti umani fondamentali: devono rispettarci, rispettare il nostro credo religioso e devono rispettare il nostro fondatore, Gesù Cristo. La figura di Cristo non può essere usata liberamente...”.

Parole dure anche quelle del predicatore della Casa pontificia, padre RANIERO CANTALAMESSA, che durante la celebrazione per la Passione del Signore (Venerdì Santo, 14 aprile 2006), ha tra l'altro affermato: “Cristo viene ancora venduto, non più ai capi del sinedrio per trenta denari, ma a editori e librai per miliardi di denari. Nessuno riuscirà a fermare quest'ondata speculativa, che anzi registrerà un'impennata con l'uscita imminente di un certo film”.

Per il card. TARCISIO BERTONE, arcivescovo di Genova, intervenuto sul film a margine di una conferenza stampa, “il boicottaggio economico è il minimo che si possa fare. Certamente i produttori puntano al guadagno perché altrimenti, se puntassero alla dissacrazione del cristianesimo sarebbe diabolico e terribile. Se, come penso, puntano solo al guadagno, il boicottaggio è la forma migliore per dare una lezione ai produttori del film per questa operazione commerciale”.

Di boicottaggio del film parla anche l'AVVENIRE. In uno speciale su www.avvenire.it si legge: “Diritto all'obiezione ma anche occasione per riscoprire la verità sulla Chiesa e sulla sua storia. È questo il suggerimento di Avvenire di fronte all'enorme campagna pubblicitaria per il lancio del film tratto dal romanzo di Dan Brown. Una colossale mistificazione che merita di essere boicottata”.

L'OPUS DEI, chiamata in causa nel libro di Brown e, ora, nel film di Howard, ha lanciato una campagna sul proprio sito (www.opusdei.org ) per spiegare “Gesù e la Chiesa”: un equipe di docenti di storia e di teologia dell'Università di Navarra (Spagna) risponde alle 52 domande più frequenti (provvisoriamente le risposte sono in spagnolo). Tra queste: “Cosa sappiamo realmente di Gesù?”; “Gesù ha voluto veramente fondare una Chiesa?”; “Si può negare l'esistenza storica di Gesù?”; “Quale credibilità storica ha la Bibbia?”; “Cosa sono i Vangeli canonici e i vangeli apocrifi? Quali e quanti sono?”; “Chi fu Maria Maddalena?”; “Che rapporti ebbe Gesù con Maria Maddalena?”; “Cosa è il Sacro Graal? Che rapporti ci sono con il Santo Calice?”.

Una opportunità di evangelizzazione per far conoscere al pubblico britannico la vera storia del cristianesimo e della Chiesa, purché venga chiarito che si tratta di una opera di fantasia che stravolge in molti punti la realtà. La Chiesa Cattolica di Inghilterra e Galles interviene sul film "Il codice Da Vinci" che arriverà nelle sale britanniche il prossimo 19 maggio. Un gruppo di teologi e accademici guidati da Austen Ivereigh, il portavoce del Primate cattolico di Inghilterra e Galles Cardinale Murphy O'Connor, sarà a disposizione di stampa e cittadini britannici per chiarire tutti i punti nei quali il film e il libro tradiscono la realtà. La Chiesa Cattolica ha fatto propria la richiesta dell'Opus Dei alla Sony Corporation che il film venga accompagnato da una premessa che chiarisca che si tratta di una opera di finzione. Ma fino ad oggi la Sony ha ignorato la richiesta. Anche gli anglicani si sono attrezzati in vista del lancio del film: una sezione speciale del sito della "Church of England" è dedicato alle domande chiave sollevate dal libro e dal film di Dan Brown e contiene suggerimenti per organizzare dibattiti sul film.

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anti-max 16/05/2006 00:00
ma xchè esistono ancora ingenui prersonaggi come questo max, animati da ignoranza crassa e petulante?!
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max 10/05/2006 00:00
A dire il vero io non sapevo neanche che fosse in uscita un film sul Codice da Vinci. Ho letto il libro e non l'ho trovato diverso da molti altri libri in circolazione. Forse se la Chiesa avesse lasciato stare tutto questo successo non si sarebbe stato. Quando hanno fatto "The Passion" non mi sembra che i testimoni di geova hanno protestato sulla falsità di certe scene (loro sostengono che Gesù sia morto impalato mi sembra). Sono assolutamente consapevole che il Codice da Vinci sia falso dall'inizio alla fine ma invece di boicottare il film non sarebbe meglio far intervistare uno storico, magari laico e non credente, e mandarlo in prima serata? Almeno così la gente si convincerebbe che và a vedere un film come tutti gli altri, e la storia finirebbe lì. La libertà di espressione è la base della nostra civiltà (e se sostenete che le radici della nostra civiltà sono cristiane dovreste essere i primi a difenderla), l'importante secondo me è che il pubblico sia informato di quel che và a vedere.

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