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Dal gospel agli etnici: il Saint Jacob's choir

l Saint Jacob's choir (www.coralesanjacopo.it) nasce nel 1991 a Montecalvoli, in provincia di Pisa. Da semplice coro parrocchiale, oggi il coro conta 44 voci e 3 strumenti per eseguire un repertorio composto per la maggior parte di musiche inedite per l'Italia di famosi autori americani di musica sacra, oltre a un nutrito repertorio di spirituals e gospel.
DI SARA D'ORIANO

Parole chiave: bande musicali (27), musica (139), cori (30)

di Sara D'Oriano

Musica religiosa afro-americana, il Gospel è un genere nuovo, moderno, ormai entrato da una decina di anni a far parte della tradizione corale del nostro paese, e che in genere riscuote un buon successo, soprattutto tra i più giovani. Genere dinamico e estremamente vivo, affonda le sue radici nelle forme più spontanee di devozione religiosa delle Chiese dei Santi degli Stati Uniti nel XIX secolo, dove i singoli fedeli venivano incoraggiati a «dare testimonianza» della loro fede, parlando e suonando (e talvolta danzando), durante la celebrazione.

In Toscana, a rendere omaggio a questo genere sono in totale una decina di esperienze corali. Non potendo naturalmente descriverle tutte, ci limitiamo qui a dare voce a una delle più significative.

Il Saint Jacob's choir (www.coralesanjacopo.it ) nasce nel 1991 a Montecalvoli, in provincia di Pisa. Da semplice coro parrocchiale, oggi il coro conta 44 voci e 3 strumenti per eseguire un repertorio composto per la maggior parte di musiche inedite per l'Italia di famosi autori americani di musica sacra, oltre a un nutrito repertorio di spirituals e gospel. «Abbiamo passato anni duri (si parla di fine anni ottanta, primi anni novanta) – spiega Massimo Bracci, direttore del “St. Jacob's” – in cui questo genere era quasi sconosciuto. Nelle chiese era veramente problematico fare concerti, si doveva cantare con i testi in italiano, le ritmiche erano viste di malocchio. Far conoscere il Gospel e gli Spirituals al pubblico era in quegli anni difficile. Poi magari dopo il concerto la gente era talmente entusiasta che non ti mandava più via dalla richiesta continua di bis; era invece a livello organizzativo che si aveva un freno. Era veramente difficile convincere gli organizzatori a proporre un concerto gospel. Ora le cose sono notevolmente cambiate, e meno male. Si è capito che quello che conta è il messaggio religioso che si vuole inviare e non il modo in cui lo esprimi».

Nel 2007, il boom di concerti in varie regioni d'Italia ed all'estero (Francia e Austria), e soprattutto la qualità degli eventi a cui il «Saint Jacob's choir» ha partecipato, hanno fatto sì che il successo si facesse sempre più ampio, permettendo così la diffusione dei due cd, «Joyful» e «Moods», sia nel bel paese che sorprendentemente negli Usa, avvenimento più unico che raro vista la forte tradizione anglosassone nella musica corale di oltre oceano. Cardine intorno a cui ruota tutta la progettualità del «St. Jacob's», che nel 2003 ha ricevuto il prestigioso premio «Pergamo d'oro», è la poliedricità musicale che si traduce, oltre che nell'espressione del gospel, anche nel gusto e nell'attenzione per la musica moderna e contemporanea.
Numerose e continuative le collaborazioni anche con autori contemporanei e non solo di musica gospel. Fra tutti i nomi sicuramente spicca Paul Halley, uno dei compositori di musica sacra emergenti negli Usa che ha addirittura realizzato un brano appositamente per il «St. Jacob's»; Linda Wesley, voce jazz e soul di Chicago che ha collaborato in Italia con Pino Daniele, Mina, Edoardo Bennato; e non ultimo, il concerto con la cantante gospel americana Cheryl Porter (www.cherylporter.net/web/ ), la cui collaborazione ha permesso al «St. Jacob's» di organizzare alcuni importanti seminari sul genere.

Dal gospel agli etnici: il Saint Jacob's choir
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