Cultura & Società
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Festa della Musica, Ezio Bosso dirige l'Ogi al teatro Romano di Fiesole

Giovedì 21 giugno, alle 21, al Teatro Romano di Fiesole, la Festa della musica con l'Orchestra giovanile italiana. A dirigerla Ezio Bosso, che proprio alla Scuola di Fiesole aveva iniziato la sua attività professionale come contrabbassista. Ai giovani musicisti Bosso ha chiesto di fare musica divertendosi.

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Ezio Bosso dirige le prove dell'Ogi (foto Marco Borrelli)

«La musica è un valore, ci aiuta a migliorare» dice Ezio Bosso. Per provare meglio lo Scherzo della Quinta Sinfonia di Beethoven, il maestro, questa volta in veste di direttore d'orchestra, ha chiesto ai componenti dell'OGI di «sorridere» mentre suonavano. Alla fine hanno tutti constatato che l'esecuzione è stata migliore della precedente, perché l'hanno fatta divertendosi. «Così deve essere il fare musica: divertendosi. Alla musica non ‘si va', ‘si partecipa'». Così Ezio Bosso ha salutato i giovani componenti dell'Orchestra Giovanile per la pausa, durante la prova del concerto che la compagine fiesolana eseguirà giovedi 21 giugno, alle 21, al Teatro Romano di Fiesole. In programma, per questa serata che ha il titolo di «Un inno alla gioia!» l'Ouverture del Barbiere di Siviglia di Rossini e la Quinta Sinfonia di Beethoven, a fare da cornice al brillante virtuosismo strumentale della violinista Annu Tifu, solista nell' Esoconcerto in A e G minor op. 167 per violino, archi e timpani di Ezio Bosso.

Bosso torna alla Scuola di Musica di Fiesole, dopo trent'anni, in veste di direttore, ma qui ha cominciato come contrabbassista (con il Quartetto di Torino ai corsi del maestro Farulli, con l'OGI e con il corso di musica contemporanea del maestro Garbarino) e i suoi ricordi sono tanti, molto belli. In particolare gli manca la disciplina che Piero Farulli aveva creato. Gli manca anche la personalità di Piero, del quale, ricorda Bosso, «Quando feci l'audizione avevo una paura terribile», poi mitigata e, oggi, trasformata in nostalgia anche per il rigore del Maestro. La disciplina, che per Bosso è tanto importante oggi quando ricorda che «ascoltarsi l'un l'altro in orchestra è una forma di disciplina ed è anche una forma di responsabilità verso gli altri», l'ha assorbita proprio dagli anni fiesolani e da Piero Farulli.

Come mai un programma con Rossini/Bosso/Beethoven? «Perché ci sono legami fra Rossini e Beethoven che io dirimo. Rossini amava Beethoven e ne ha tratto ispirazione anche nel suo stile, come mostra anche l'Ouverture del Barbiere. Beethoven non amava molto Rossini perché troppo vittima della notorietà, che a lui non piaceva. Io sono il riconciliatore».

Bosso considera Beethoven un «padre», un musicista che incoraggia alla libertà e trasmette speranza. «Beethoven fa bene ai ragazzi. Ho scelto la Quinta perché ha un organico completo e consente di far suonare tutti. E poi la Quinta è una forma di liberazione fatta da Beethoven, che da qui inizierà a lavorare veramente all'Inno alla gioia. È la prima sinfonia che inizia in minore e finisce in maggiore e, modulando quelle quattro note iniziali verso il maggiore, trasmette il messaggio che il destino si può ‘modulare': c'è un messaggio di maggiore speranza di questo?».

Bosso è tornato a Fiesole con gioia, con il ruolo di formatore dell'Orchestra Giovanile, verso la quale, dice, «sento la responsabilità di un padre, che deve anche portare questi ragazzi alla realizzazione di un sogno, che è quello di fare musica. Io offro la mia prestazione perché credo nella musica e desidero che la Festa Europea della Musica del 21 giugno sia un'occasione di rilancio di questa arte, che deve avere più spazio nella società».

Il Sovrintendente Cinatti sottolinea come la Giovanile di Fiesole non sia una realtà qualunque, bensì una delle eccellenze italiane della formazione musicale dei giovani e «Sarebbe opportuno, dopo 30 anni di storia, riconoscerle una certezza. Non si può, tutti gli anni, a ottobre, non sapere se ci saranno i soldi per far partire un'altra edizione dei corsi a dicembre». Cinatti ricorda che i biglietti per il concerto del 21 «sono andati esauriti in tre giorni e si tratta di 3 mila posti, di contro ai consueti 300 di media dei concerto OGI». Per Bosso questo vuol dire che «C'è fame di musica: chi la conosce ci vuol tornare, chi non la conosce ci vuole venire. Bisogna approfittare e far conoscere la musica classica, quella bella». Lui ricorda e non rinnega di aver praticato altri generi musicali e di avere anche composto musica per film. Ma ora, incoraggia «Torniamo a far bene la musica classica. Tornare a Fiesole  spero sia per mettere un punto di partenza. Per lavorare meglio».

La condivisione tra il direttore ed i giovani musicisti dell'OGI si estenderà ad una platea ben più vasta, grazie alle riprese televisive che accompagneranno ogni fase del lavoro preparatorio a Fiesole e che andranno a comporre uno speciale di TG2 Storie. I racconti della settimana a cura della giornalista (volto ben noto del TG2) Maria Concetta Mattei.

Il concerto è realizzato dal Mibact e dall'Associazione Italiana per la Promozione della Festa della Musica, in collaborazione con la Commissione Europea - rappresentanza in Italia, la Siae, il Comune di Fiesole e la Scuola di Fiesole. Speriamo si realizzino le parole di Bosso, che «la musica è un collante che migliore la nostra esistenza, il fondamento che migliora la società perché attraverso l'emozione ci spinge ad evolvere».

Festa della Musica, Ezio Bosso dirige l'Ogi al teatro Romano di Fiesole
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