Cultura & Società
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Editoria: settimanali Fisc, «No all'emendamento. Si apra un confronto per continuare a sostenere pluralismo informativo»

È in discussione in Parlamento un emendamento alle Legge di bilancio, presentato dal deputato siciliano Adriano Varrica (M5S), che abolirebbe la legge 70/2017 sul Fondo per il pluralismo dell'informazione. I direttori dei settimanali cattolici aderenti alla Fisc, tra cui Toscana Oggi, pubblicano questa settimana un appello perché il Parlamento non determini, con una tale misura, la chiusura di tante testate locali che garantiscono la libertà informativa in questo Paese.

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Settimanali cattolici

«In un tempo in cui pare che tutto debba essere ricondotto alla legge di mercato, il valore del pluralismo nell'informazione torna ad essere al centro del dibattito. Qui ci interessa in particolare quello che dà voce ai territori, alle comunità, alle periferie, alle realtà decentrate». Lo scrivono i direttori delle testate Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici), tra cui Andrea Fagioli di Toscana Oggi sui numeri in distribuzione in questi giorni: «Sono i giornali di carta e sul web che raccontano una comunità, un'area ben definita del nostro Paese». «Hanno una tiratura legata al territorio e svolgono una funzione indispensabile e preziosa nella crescita democratica della Nazione - proseguono - e consentono di essere consapevoli del tempo che si sta vivendo. Ancor più nell'attuale contesto comunicativo che avvolge tutti con sempre nuovi strumenti, veloci e persuasivi».

«La notizia di questi giorni è che in Parlamento sarà discusso un emendamento alla legge di Bilancio, su proposta di una porzione della maggioranza al Governo, che rimette in discussione tutto questo, liquidando un tema vitale per il Paese. Tutto si può ridiscutere e migliorare, ma, per un comparto così significativo, delicato e complesso come la libertà di stampa e il pluralismo informativo, occorre un ascolto più ampio con coloro che sono coinvolti. Evitando dogmatismi pregiudiziali, e guardando alla realtà delle cose ed al contesto democratico», sottolineano i direttori.

«Un cambio repentino della legge metterebbe a rischio anche i posti di lavoro di migliaia di giornalisti che sono radicati sul territorio. E non è immaginabile un Paese impoverito di queste voci, sarebbe privato di apporti fondamentali al dibattito sociale e civile. Verrebbe meno un'informazione credibile sempre sul campo al di là delle tante, troppe, fake news che proliferano». «Confidiamo quindi - conclude -, che non si proceda al cambiamento attraverso la legge di Bilancio, ma che si apra un confronto costruttivo e aperto per continuare a sostenere il pluralismo».

Fonte: Sir
Fisc, «No all'emendamento. Si apra un confronto per continuare a sostenere pluralismo informativo»
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