Cultura & Società
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Incontro su Don Cuba, il prete che portò i film della mostra di Venezia dentro Sollicciano

Negli anni '50 con l'aiuto di un giovane che distribuiva le pellicole ai cinema della città, Don Cuba riuscì a intercettare i film in prima visione e a farli vedere gratis ai ragazzi di San Frediano che non potevano permettersi di comprare l’ingresso in sala. 

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Don Cubattoli e il cardinale Piovanelli

Quando gli esercenti cinematografici se ne accorsero, capirono il valore educativo dietro la sua scelta, e fecero un accordo per distribuire le bobine anche nei cinema di parrocchia, nei centri ricreativi o in carcere, per i poveri e i detenuti. 

E' uno degli episodi che raccontano don Danilo Cubattoli, per tutti “don Cuba”, prete fiorentino rimasto nel cuore della città e soprattutto dell'Oltrarno, e che verranno raccontati durante l'iniziativa “Don Cuba e Il Cinema - Un amore al servizio degli altri”, in programma il primo dicembre al cinema La Compagnia di Firenze (via Cavour 50/r) alle ore 16.

L'evento è uno dei progetti messi in campo dall'Associazione Don Cuba per celebrare il centenario della nascita di Don Cubattoli, mettendo in evidenza la sua capacità di capire le debolezze e le ricchezze di ogni persona e la sua grande impronta come educatore.

Dopo la pubblicazione, lo scorso settembre, del libro “Kilimanjaro ’54 – Diario di una scommessa d’amore” di Lorenzo Bojola curatore dell’Archivio don Cuba, edito da Nencini Editore, le celebrazioni riprenderanno a dicembre, per proseguire anche nel 2023.

“Il Cuba ne ha compreso subito, prima di altri, la potenza del cinema come strumento formativo, comunicativo ed educativo” spiega Franco Lucchesi, presidente dell'Associazione Don Cuba. “E' stato il primo a organizzare proiezioni cinematografiche in carcere, scegliendo pellicole che potessero coinvolgere ma anche far nascere riflessioni e discussioni, e promosse per 15 anni il premio Speciale Ragazzi&Cinema alla mostra del Cinema di Venezia, dove entrò in contatto con il gotha cinematografico mondiale”.

L’incontro del primo dicembre (ingresso gratuito) inizierà con la visione del video “Una piega allegra – un telone per don Cuba” con la voce narrante affidata a Francesco Grifoni, attore formato al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, impegnato nel teatro, nel cinema e nella televisione con partecipazioni in fiction Rai e Mediaset, tra cui “Preferisco il paradiso- Il sorteggio” di Giacomo Campiotti, e il video messaggio di Cinzia Th Torrini. Dopo la proiezione si parlerà del rapporto tra il Cuba e il cinema.

Giovanni Bogani, autore, scrittore e noto critico cinematografico, spiegherà il contributo di don Cuba nel cinema, inteso come strumento educativo e spina dorsale della comunicazione sociale attraverso i suoi famosi cineforum. Lorenzo Bojola, biografo di don Cuba, racconterà gli esordi dell’opera del sacerdote in San Frediano con il cinema proiettato gratis ai ragazzi del rione nell’immediato dopoguerra. Gloria Germani, filosofa e scrittrice, proprietaria del cinema Odeon, narrerà del rapporto speciale fra il Cuba e suo nonno Giovanni e le iniziative al cinema Odeon con i più grandi registi e attori, mentre Gaetano Martino, presidente della Cineteca Lucana, illustrerà il Fondo Cubattoli e delle sue quattromila pellicola cinematografiche (e una collezione di proiettori) in un costante impegno per la conservazione e la memoria del cinema. Infine Vito Rosso, presidente di AcecToscana, già collaboratore del Cuba, ci parlerà dell'impegno del prete fiorentino con Acec e gli esercenti cinema cattolici.

Fonte: Comunicato stampa
Incontro su Don Cuba, il prete che portò i film della mostra di Venezia dentro Sollicciano
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