Cultura & Società
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Dal n. 6 dell'8 febbraio 2004

Livorno, restaurata l'iconostasi dell'Annunziata dei Greci

L'iconostasi della chiesa della Santissima Annunziata dei Greci a Livorno ha più di 400 anni eppure non li dimostra. Oggi più che mai, dopo l'ultimo restauro, realizzato dall'Arciconfraternita della Purificazione, proprietaria di questo gioiello. Quello che è possibile ammirare, entrando nella chiesa di via della Madonna, è un ambiente affascinante, che intreccia i colori dell'oro e del legno con il blu ed il rosso sfavillante dei manti delle figure sacre su esso rappresentate.
DI CHIARA DOMENICI

Livorno, restaurata l'iconostasi dell'Annunziata dei Greci

di Chiara Domenici
L'iconostasi della chiesa della Santissima Annunziata dei Greci a Livorno ha più di 400 anni eppure non li dimostra. Oggi più che mai, dopo l'ultimo restauro, realizzato dall'Arciconfraternita della Purificazione, proprietaria di questo gioiello. Quello che è possibile ammirare, entrando nella chiesa di via della Madonna, è un ambiente affascinante, che intreccia i colori dell'oro e del legno con il blu ed il rosso sfavillante dei manti delle figure sacre su esso rappresentate. La struttura particolare, con l'altare intravisto dietro il grande pannello costellato di icone piccole e grandi, incuriosisce il visitatore e lo rende partecipe, attraverso le immagini, del grande messaggio divino.

Anche il vescovo di Livorno, monsignor Diego Coletti, durante la celebrazione eucaristica che ha inaugurato la riapertura della chiesa dopo l'avvenuto restauro, ha ricordato il valore sacro delle icone. Rifacendosi alla festa della presentazione al tempio, in cui il vecchio Simeone, guardando il bambino Gesù, poteva esclamare: «questi occhi hanno visto Dio», il pastore della Chiesa labronica ha invitato a fare tesoro di queste immagini, perché esse possono rappresentare una strada per giungere a Dio, che si mostra attraverso l'incarnazione di Cristo.

La chiesa dei Greci Uniti è una delle più antiche della città; fu acquisita dall'Arciconfraternita labronica nel dopoguerra, e venne in gran parte ricostruita perché danneggiata dai bombardamenti del 1943.
L'iconostasi (dipinta su un grande pannello di legno) divide il presbiterio dal resto della chiesa e le immagini ivi raffigurate, seguendo lo stile bizantino, risalgono al 1600/1700. Si tratta di un esempio rarissimo in Italia, perché raccoglie il ciclo completo delle festività cristiane e in futuro potrebbe diventare il patrimonio di base per la realizzazione di un vero e proprio museo di icone a Livorno.
Questa inaugurazione rappresenta una fase importante per la vita dell'Arciconfraternita, un ente che sta rinnovando il suo ruolo in città, come ha sottolineato il governatore Paolo Lugetti, ringraziando i numerosi presenti all'inaugurazione. La chiesa resterà aperta al pubblico e solo in occasioni particolari ospiterà le celebrazioni eucaristiche.

Iconostasi deriva dal vocabolo greco eikonòstasis, composto da eikòn («icona») e stásis («azione di porre»), derivante dal termine histánai cioè «collocare». Nelle chiese bizantine e russe, tramezzo di divisione fra celebranti e fedeli, variamente ornato con icone e con statue.

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