Cultura & Società
stampa

Ort, una stagione tra l'oggi e il tardo Ottocento

Nel cartellone della trentanovesima Stagione Concertistica dell’Orchestra della Toscana appena presentato, fra i sedici concerti, più uno speciale a Capodanno, al Teatro Verdi di Firenze, che costituiscono il programma annuale ideato dal direttore artistico Giorgio Battistelli, spiccano due fili conduttori nei programmi proposti:  l'oggi e il tardo Ottocento.

Percorsi: Firenze - Musica
Il direttore Rustioni che aprirà la stagione 2019-2020

Battistelli, da compositore qual è (da poco insignito del Premio Abbiati della critica musicale italiana per l'opera Riccardo III proposta alla Fenice), pone quest'anno parecchia attenzione sui compositori delle generazioni più giovani. A quattro di loro, grazie a un progetto finanziato dalla SIAE (Classici di Oggi 2018-19) è stato commissionato un pezzo. Il che segna anche il recupero di quella vocazione alla contemporaneità con cui l'ORT era nata nel 1980, che in questo progetto ORT-SIAE «Classici di oggi» coinvolge i compositori Carlo Boccadoro, Caterina Di Cecca, Marco Lena, Daniela Terranova.

L'apertura progressiva verso il repertorio del secondo Ottocento è invece una costante delle ultime stagioni: serve all'orchestra per confrontarsi con autori e opere che per tanti decenni sembravano preclusi all’ORT per via dell'organico da camera.

Fin dal primo appuntamento di stagione (25 ottobre, Teatro Verdi, Firenze) l'ORT tocca pagine da orchestra sinfonica, anche se in questo caso ha bisogno che le sue file si arricchiscono con i ragazzi dell'Orchestra Giovanile Italiana (compagine della Scuola di Musica di Fiesole, fondata dal pioniere di allora Piero Farulli), con cui ritorna a collaborare dopo diverso tempo. Daniele Rustioni, sul podio, dirige Stravinskij, Ravel, il poema sinfonico Così parlò Zarathustra di Richard Strauss e, in prima assoluta, il Concerto per tromba di Caterina Di Cecca, con solista Donato De Sena, prima parte dell’ORT dal 1991.

Evgeny Bushkov salirà sul podio per il concerto del 12 novembre, per la Sinfonia Pastorale di Beethoven, e il Concerto op.35 di Čajkovskij con solista Ilya Gringolts, premio «Paganini» a Genova nel 1998 (ne è stato il più giovane vincitore di sempre), che imbraccerà il suo prezioso Stradivari. Il 30 novembre, giorno della Festa della Toscana, all’ORT si riascolta Anna Fusek, polistrumentista tedesca (ma anche studiosa di filosofia e musicologia, oltreché attrice) in grado di superare ogni confine musicale. Qui suona il flauto diritto in un programma che alterna pagine barocche e novecentesche, italiane, statunitensi, cinesi, tedesche.

Il direttore cileno Paolo Bortolameolli, assistente di Gustavo Dudamel alla Los Angeles Philharmonic, dirigerà il Concerto per pianoforte n.1 di Čajkovskij per il Concerto di Natale, il 24 dicembre, che vede solista il siberiano Dmitry Masleev, trionfatore quattro anni fa al «Čajkovskij» di Mosca, il concorso più prestigioso del globo. A completare il programma la Sinfonia n.7 di Dvořák.

Con l’anno nuovo, il 10 gennaio 2020, portando Brahms, Čajkovskij e Prokof’ev, torna a trovare l’ORT il violinista-direttore russo Dmitry Sitkovetsky, mentre il 22 gennaio si avrà uno specialista della musica del Novecento e del Duemila, il direttore Tito Ceccherini, che unisce la Sinfonia K.504, che Mozart scrisse per Praga, la Suite ceca di Dvořák, e la prima esecuzione del Concerto per violino di Marco Lena, solista Daniele Giorgi, storica spalla dell’ORT.

Tripudio di musica a febbraio, il 12, con il ritorno di Giovanni Sollima e del suo prodigioso violoncello. che insieme all’ORT si misura in due capisaldi del repertorio, il Concerto n.2 di Haydn e la Variazioni su un tema rococò di  Čajkovskij. Ma poi, come spesso Sollima usa, largo alla creatività con improvvisazioni e arrangiamenti di brani rock.  

Il percussionista Simone Rubino, il più famoso del momento, il 20 febbraio presenta in prima assoluta il Concerto L’elettricità dei sogni che gli ha scritto Carlo Boccadoro. Daniele Rustioni, che lo dirige, affronta poi la Quarta di Bruckner, il cui sottotitolo, Romantica, richiama un fiabesco mondo medievale.  

La violinista Lorenza Borrani fa musica in pubblico da quando era bambina. È cresciuta alla Scuola di Fiesole ben guidata da Piero Farulli e nel tempo è stata primo violino di tante altre orchestre e ne ha perfino fondata una sua: la «Spira Mirabilis», che tiene concerti senza direttore dopo giorni e giorni di preparazione durante i quali i componenti discutono sulla rotta da seguire per l’interpretazione. Con l’ORT, il 27 febbraio, si esibirà nel Concerto n.1 di Prokof’ev e dirigerà per la Quarta di Beethoven,  dedicando questo concerto alla memoria di Farulli, nel centenario della nascita.  

Torna Richard Galliano il 18 marzo, in un autoritratto musicale incentrato su pagine proprie e di Astor Piazzolla, mentre il 26 marzo  si presenta per la prima volta a Firenze Dalia Stasevska, con un monumento della storia della musica, la Quinta sinfonia di Beethoven e il Concerto op.47 di Sibelius, con Francesca Dego solista.

Ancora una giovane donna sul podio dell’ORT, il 1° aprile: Valentina Peleggi, fiorentina di nascita, prima italiana a entrare nel programma internazionale di direzione d’orchestra della Royal Academy of Music di Londra. Spetta a lei battezzare il Concerto per clarinetto e orchestra di Daniela Terranova; solista Marco Ortolani, altra prima parte storica dell’ORT.

Anche Alexander Lonquich è una presenza frequente all’ORT e il 10 aprile, presenterà un tutto-Beethoven.

Di Alexander Mayer, sul podio il 21 aprile, i media svizzeri dicono che è un «direttore moderno» perché a lui interessano programmi che esaltino i contrasti e che intersechino i generi. La serata dell’ORT accosta la sinfonia più drammatica di Mozart, K.550, a uno Schubert che pare Rossini e al Novecento acido del Concerto op.107 di Šostakovič, solista Julian Steckel, violoncellista cui piace investigare le connessioni profonde che rendono unitaria una composizione.

Solista e direttore del concerto del 14 maggio è Enrico Bronzi, musicista dai tanti interessi che suonerà Richard Strauss e il Concerto n. 1 di Saint-Saëns; da direttore presenta la Sinfonia in re maggiore del fiorentino Luigi Cherubini.

Nell’ultimo programma di stagione, il 21 maggio, direttore Daniele Rustioni verrà eseguita la Sinfonia Grande di Franz Schubert e il Concerto per pianoforte op.83, una delle opere più ampie e imponenti concepite da Brahms, con solista  Francesco Piemontesi.

Molto originali le formule di abbonamento proposte: dal «fai da te» da 8, da 16 da 5 a 12, quello aperto, fino alla possibilità di scegliere  cicli per tema: «Dr. Jekyll/Mr. Hyde» per concerti dove i direttori sono anche solisti; «Lo stile classico» per sentire solo Haydn, Mozart e Beethoven e «Classici di oggi» cioé gli autori del nostro tempo. È già possibile acquistare abbonamenti e biglietti per la Stagione 2019/20 presso la biglietteria del Teatro Verdi.

Informazioni per la biglietteria online: www.teatroverdifirenze.it |www.classictic.com

Prenotazione: 055212320 teatro@orchestradellatoscana.it

Ort, una stagione tra l'oggi e il tardo Ottocento
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento