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PALOMBARI MARINA RECUPERANO TESORO DEL «POLLUCE» NAUFRAGATO NEL 1814 ALL'ELBA

Percorsi: Cultura

Era il 17 giugno 1814 quando il Polluce, piroscafo a ruote della compagnia di navigazione De Luchi Rubattino, venne abbordato da un vapore della Compagnia napoletana di Mongibello. Un abbordaggio che fece andare a picco la grande nave, a cinque miglia dalla costa dell' Isola d' Elba davanti a Porto Azzurro. 'Polluce' si adagiò sul fondo con il suo favoloso carico: 100 mila monete spagnole, gioielli, e - si dice - la mitica carrozza aurea dei Borboni. Dopo tanti tentativi, tante cacce al tesoro, tanti saccheggi (nel 2000 subacquei inglesi e italiani depredarono ancora il relitto), tornano ora a galla quattro chili di monete d' argento. A trovarle sono stati due palombari del Gruppo operativo subacqueo del Comsubin della Marina militare che con la Soprintendenza sta conducendo da tempo indagini specifiche sul relitto. Quattro chili di monete d' argento spagnole, risalenti al XIX secolo, ormai 'legate' tra loro dalle concrezioni di madrepora sono state così recuperate e consegnate dal contrammiraglio Donato Marzano alla Soprintendenza a bordo di Nave Anteo. E' stato uno dei due palombari del Gos che stavano perlustrando il fondo a 103 metri di profondità ad avvistare le monete. Il palombaro è potuto scendere a quella profondità grazie all' Ads, uno scafandro articolato compreso nelle attrezzature speciali di Nave Anteo che consente la discesa fino a -300 metri. Una specie di robot a forma umanoide dotato di pinze e collegato via radio all' unità di appoggio che consente grande mobilità mantenendo un microclima interno ottimale. Gli Ads (il Gos ne ha a disposizione due) vengono custoditi nei grandi capannoni del Varignano, alle Grazie (La Spezia), la cittadella fortificata a picco sul mare dove ha sede il Comsubin, acronimo di Comando subacquei e incursori della Marina. I sommozzatori e i palombari del Gos per conseguire i brevetti (sommozzatore appunto e operatore a grandi profondità) devono superare uno dei corsi più difficili di questi che possono essere definiti 'corpi speciali'. Il loro lavoro li porterà a saper disattivare ordigni o restare anche 15 giorni in spazi ridottissimi: all' interno dell' Ads, per esempio, si possono muovere solo le mani per l' utilizzazione del computer interno e l' attivazione delle pinze dello scafandro. Proprio con queste pinze, uno dei palombari ha recuperato i 4 chili di monete del 'Polluce'. (ANSA).

PALOMBARI MARINA RECUPERANO TESORO DEL «POLLUCE» NAUFRAGATO NEL 1814 ALL'ELBA
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