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Pistoia, ai «Dialoghi sull’uomo» c’è il «mestiere di con-vivere»

Ancora tre giorni, nelle piazze di Pistoia, da venerdì 24 a domenica 26 maggio, a dialogare sull’uomo. È giunta a un traguardo tondo, il decimo, la rassegna con quel titolo (Pistoia dialoghi sull’uomo) quest’anno orientata al «mestiere di con-vivere» e introdotta, venerdì, da un Enzo Bianchi impegnato a raccontare un avverbio (Insieme) che è anche un sostantivo.

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Dialoghi sull'uomo a Pistoia

Il festival della «antropologia contemporanea» vedrà alternarsi incontri, dialoghi, spettacoli: in alcune fra le piazze più belle di una città che continua a stupire per la sua bellezza. 25 gli incontri in giorni caratterizzati dalle elezioni europee: un evento istituzionale che certo non dispiace agli organizzatori perché anch’esso ha una evidente capacità di rinviare al complicato, affascinante, stimolante «mestiere» di abitare le diversità.

Dallo scetticismo iniziale - sottolinea Luca Iozzelli, presidente della Fondazione bancaria locale, l’ente che ci mette i denari - l’intera città è passata a una «sempre maggiore attenzione», perfino a un «entusiasmo» con un «indubbio successo» verso «un modo nuovo di fare approfondimento culturale».

Non mancano i numeri, nello scritto di Iozzelli: i 167 mila partecipanti nel complesso dei 9 anni, i circa 250 relatori, i 25 mila giovani che hanno partecipato, nelle scuole, agli incontri preparatori. Un numero («superiore di gran lunga a quota tremila») lo fornisce pure il sindaco Alessandro Tomasi riferendosi al fenomeno dei giovani «volontari» da sempre impegnati - con una organizzazione in questo abile a diminuire le spese utilizzando gli entusiasmi giovanili - in settori cruciali.

A scegliere tema e relatori è, con il suo staff, l’ideatrice e direttrice: una Giulia Cogoli impegnata anche su altri esempi di un fenomeno (la … festivologia culturale) su cui si discute da anni confrontando le tante luci di un fenomeno che attira folle e ha ricadute anche sulle economie locali con qualche ombra sul senso stesso di «festival» e sulla loro capacità di lasciare qualcosa, dopo i rutilanti personaggi che arrivano, raccontano a un popolo che applaude e poi giustamente ripartono.

Ottima la scelta del tema 2019 in un’Italia dove in tanti, di quel «con-vivere» con i diversi e con gli scomodi, ne farebbero volentieri a meno. E se lo slogan oggi più famoso è quel «Prima gli italiani» via via declinato nei modi sempre più locali (da «prima i lumbard» a «prima i pistoiesi»), colpisce in positivo la totale adesione riservata, al tema non certo «sovranista», da una amministrazione locale culturalmente - in teoria - assai lontana da quella «consapevolezza di essere su un’imbarcazione comune, liberi dalle zavorre del razzismo e dell’indifferenza che tanto pesano nella vita quotidiana» (parole di Giulia Cogoli).

Non mancano mostre collaterali (imperdibili le foto di Aurelio Amendola, nel Battistero di Piazza Duomo, con il «Crocifisso» di Iorio Vivarelli) né eventi per bambini. Non manca il premio internazionale (quest’anno assegnato a Vandana Schiva) né proiezioni di film: le grandi opere di Luchino Visconti. C’è pure un concerto con gli Avion Travel.

La convivenza sarà declinata su profili ambientali e religiosi, migrazioni e muri, criminalità e malattia. Fra gli ospiti Michele Serra e Telmo Pievani, Stefano Allevi e Michela Murgia, Adriano Prosperi e Ascanio Celestini. Il programma completo è scaricabile su www.dialoghisulluomo.it 

Pistoia, ai «Dialoghi sull’uomo» c’è il «mestiere di con-vivere»
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