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Romania, nasce la prima tv cattolica del Paese

Il Covid-19 ha costretto anche i romeni al lockdown. In una situazione di minoranza rispetto agli ortodossi, i cattolici hanno avviato collaborazioni con le autorità e sul versante ecumenico per poter celebrare la messa e accompagnare spiritualmente i fedeli. Nei mesi della pandemia è nata la prima tv cattolica del Paese. Apprezzato anche il programma "Ora cattolica”. Le testimonianze di don Doru Popovici e Adriana Racasan.

Percorsi: Liturgia - Mass media
Un'immagine della trasmissione "Ora cattolica"

“Caritas Christi urget nos” dice san Paolo nella seconda lettera ai Corinzi, e la Chiesa cattolica in Romania si è vista veramente spinta dall’amore di Cristo a trovare soluzioni, durante la pandemia, per venire incontro ai bisogni, soprattutto spirituali, dei fedeli, per restare vicina alla gente e mantenere viva l’unità della comunità ecclesiale. Così sono nati un’emittente televisiva cattolica e un programma video sui social, la messa domenicale è approdata sulla tv nazionale, i sacerdoti hanno imparato strada facendo a utilizzare le nuove tecnologie, i vescovi sono stati più presenti sui social e qualcuno ha celebrato la messa Crismale online. Inoltre la catechesi, gli incontri e i corsi di formazione si sono spostati su internet.

Neanche ai tempi di Ceausescu… Il lockdown istituito dalle autorità civili della Romania, così come è successo negli altri Paesi, ha proibito per più di due mesi ai fedeli di partecipare all’Eucaristia nei luoghi di culto: un’esperienza dolorosa, che i romeni non avevano vissuto neanche durante la dittatura di Ceausescu. Questo ha portando la Chiesa in una situazione drammatica: senza una tv cattolica e senza la messa domenicale sulla tv nazionale, la partecipazione dei fedeli alla messa era possibile solo attraverso l’unica radio cattolica, Radio Maria, con ricezione limitata nel territorio, e via internet. Del resto in Romania, benché il 70% delle abitazioni siano collegate alla rete, solo metà della popolazione con 55 anni e oltre utilizza internet.La televisione pubblica Tvr ha però subito accettato di trasmettere la messa dalla cattedrale romano-cattolica San Giuseppe della capitale,nei giorni di festa e la domenica, utilizzando lo studio tv dell’arcidiocesi di Bucarest. E adesso, su Tvr3 c’è anche la possibilità di seguire la messa domenicale in rito bizantino, dalla cattedrale greco-cattolica di Blaj, sede dell’arcivescovado maggiore della Chiesa greco-cattolica in Romania.

Inaugurazione per Pasqua. Nonostante la collaborazione della televisione pubblica, una tv cattolica era diventata più necessaria che mai. Così, l’11 di aprile, vigilia di Pasqua,inizia  a trasmettere via cavo la prima televisione cattolica della Romania, Maria Tv, ’iniziativa dell’Associazione Radio Maria Romania. “Il progetto della televisione cattolica c’era già da qualche tempo, però all’inizio della pandemia le cose si sono mosse in un modo direi provvidenziale, così che siamo riusciti a cominciare le trasmissioni con la vigilia di Pasqua nel rito latino, dalla cattedrale romano-cattolica di Iasi”, spiega al Sir don Doru Popovici, presidente dell’associazione. Con la collaborazione di varie diocesi ed eparchie della Romania, Maria Tv riesce ora a trasmettere ogni giorno la messa in rito latino e bizantino da diverse cattedrali e chiese del Paese. Inoltre ha trasmesso in diretta, con traduzione simultanea, i momenti speciali di preghiera che Papa Francesco ha guidato e che sono arrivati in tutto il mondo attraverso mondovisione. “Siamo ancora agli inizi e nel futuro desideriamo sviluppare produzioni proprie e collaborare con altre televisioni cattoliche”, spiega don Popovici, aggiungendo che Maria Tv e Radio Maria Romania funzionano solo in base alle donazioni degli ascoltatori e dei telespettatori.

Catechesi, pellegrinaggi virtuali. Un’altra iniziativa nel settore dei media nata come risposta all’isolamento al quale si è stati costretti, all’inizio della pandemia, è l’“Ora cattolica”: un programma video ispirato all’“Ora” del venerabile Fulton Sheen e sviluppato sui social dall’Associazione Signis Romania, arrivato adesso a tre “Ore” al giorno.Catechesi, pellegrinaggi virtuali, collegamenti con le missioni romene in Africa e con le comunità della “diaspora” romena, dialoghi con i vescovi, testimonianze e storie di fede di famiglie, giovani, religiosi e sacerdoti, informazioni dal mondo della cultura, dell’arte e dello spettacolo:tutto impostato come un’accompagnamento in tempo di isolamento, svolto con il motto “con voi a casa”. “Durante la sua visita in Romania, un anno fa, Papa Francesco aveva incoraggiato i credenti del Paese a camminare insieme, e l’Ora cattolica ci fa proprio camminare insieme: alla sua realizzazione partecipano cattolici ed ortodossi, laici, sacerdoti, consacrati, vescovi, romeni e cattolici di varie etnie e lingue, persone di tutte le età”, spiega Adriana Racasan, produttrice del programma “l’Ora cattolica” e coordinatrice della visita di Papa Francesco a Bucarest nel maggio del 2019.

Celebrazioni e preghiere. La Chiesa cattolica in Romania ha vissuto anche momenti forti di preghiera e di comunione: su richiesta della Conferenza episcopale romena, la Romania è stata consacrata al santuario di Fatima, insieme ad altri Paesi, un evento storico trasmesso in diretta da varie tv, con la collaborazione dell’arcidiocesi di Bucarest; alla vigilia della festa dell’Annunciazione, in tutta la Chiesa romena è stato promosso un triduo di preghiera dell’intero rosario, con la partecipazione dei vescovi romano e greco-cattolici di Bucarest, Iasi e Cluj-Napoca; rispondendo poi all’invito del Santo Padre, durante il mese di maggio i vescovi e i sacerdoti della cattedrale San Giuseppe di Bucarest hanno guidato ogni giorno la preghiera del rosario, trasmessa sul sito internet della cattedrale. In più, dall’inizio della pandemia, l’arcivescovo di Bucarest, mons. Aurel Perca celebra ogni venerdì, a mezzogiorno, una messa nella cattedrale per tutte le persone impegnate in prima linea contro Covid-19, e si prega inoltre per coloro che hanno perso la vita a causa del coronavirus.

La vita riprende. Da quasi un mese, in Romania sono fra l’altro riprese le celebrazioni con il popolo, in spazi aperti, e i fedeli partecipano sempre più numerosi alle messe e ai sacramenti, con tutte le precauzioni richieste dalle misure sanitarie. Tra qualche giorno finirà lo stato di allerta e non si sa ancora se verrà prolungato o meno dalle autorità civili, ma la Chiesa cattolica riprende, pian piano, la vita:i vescovi visitano le comunità, a Bucarest l’arcivescovo Perca ha amministrato la Cresima nella comunità cattolica di lingua spagnola, e la Chiesa greco-cattolica ha annunciato la consacrazione, il 21 giugno prossimo, dei due vescovi eletti dal sinodo e confermati da Papa Francesco: mons. Calin Ioan Bot, vescovo ausiliare dell’Eparchia greco-cattolica di Lugoj, e mons. Cristian Dumitru Crisan, vescovo ausiliare dell’Arcieparchia di Alba-Iulia e Fagaras.

Fonte: Sir
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