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Settimanali cattolici: mons. Russo (Cei), «prezioso contributo contro le logiche dominanti»

«Presidi non contrapposti ai media nazionali, ma portatori di una ricchezza propria che qualifica e impreziosisce l’informazione di tutto ciò che, purtroppo, il più delle volte rimane ai margini». È la definizione dei settimanali cattolici nelle parole di mons. Stefano Russo, segretario generale della Cei, in apertura della XIX Assemblea nazionale elettiva della Federazione italiana settimanali cattolici, in programma a Roma fino al 23 novembre.

L'intervento di mons. Russo all'Assemblea della Fisc (Foto Sir)

Mons. Russo ha ricordato «quanto è prezioso contro queste logiche dominanti il contributo di quella stampa che, a torto, viene considerata minore! Nella ricchezza di significati del termine ‘presidio’ c’è proprio quello di ausilio in una terapia o nell’assistenza di un paziente. Piace pensare che la vostra informazione – la nostra informazione – possa contribuire a curare le ‘malattie’, spesso infettive, che alle volte privano di quei tratti indispensabili di libertà. È questione di democrazia!». «Oggi viviamo in un contesto di continue trasformazioni, determinate in particolare dalle nuove tecnologie, eppure – ha osservato il segretario generale – il contributo dei settimanali resta determinante per far riecheggiare, in modo singolare, le mille voci provenienti dal territorio». Per mons. Russo, «gli approfondimenti tematici, l’attenzione alle periferie geografiche ed esistenziali, la professionalità, la qualità dell’informazione, la vicinanza alla gente, sono gli ingredienti che rendono ciascuna testata unica, perché portatrice di una originalità propria».

Non «semplici fogli o bollettini» ma «giornali veri e propri, chiamati a integrare alla funzione informativa anche quella formativa», così mons. Stefano Russo, ha definito i settimanali cattolici. «Queste testate hanno una prospettiva propria e originale attraverso cui assolvere la missione di organo informativo. Ciò non significa che, in quanto strumento di comunicazione, non abbiano obiettivi comuni e caratteristiche analoghe a tutti gli altri media; vuol dire piuttosto che si distinguono da essi per lo ‘spirito’ che le anima», ha spiegato mons. Russo: «Ed è questo stesso spirito che oggi è chiamato al confronto con le forme di un’evoluzione digitale che sembra fagocitare tutto. Quali saranno gli scenari del futuro? Sopravvivrà il cartaceo? Cosa sarà di noi? Sono domande che colgo nella loro sofferenza, a volte sfiducia, e che, comunque, presentano un’incertezza diffusa».

Per il segreterio generale, «le difficoltà sono tantissime; a rischio c’è la sopravvivenza dell’esperienza come per altre realtà editoriali; inutile negare una certa fatica nel trovare ricette utili. E, d’altronde, questi presidi territoriali stanno diminuendo sempre più. Non si tratta di un dato ascrivibile alle sole nostre realtà. C’è un elemento, però, che non va trascurato: l’informazione è innovazione». «I settimanali, in sé e per sé, sono innovazione. E la storia ne è testimone. Ma non bisogna fermarsi al passato. Avremo futuro se saremo innovativi dentro! Anche nell’ambiente comunicativo – ha ribadito mons. Russo – vale il principio educativo: il soggetto è colui che dev’essere formato e insieme il più grande formatore di se stesso».

«La vita, anche per i media cattolici, è fatta di stagioni che sono unite dal filo rosso della speranza - ha fatto notare il Segretario della Cei -. Alcune si sono chiuse, altre si stanno aprendo. E certamente, nonostante le difficoltà del momento presente, non si può rinunciare alle caratteristiche essenziali del vostro essere: passione, perseveranza, professionalità, qualità».  La strada della qualità, in particolare, «è stata da sempre segnalata da due indicazioni principali: essenzialità e fondatezza di ciò che si scrive. Quella della qualità non è una pagina già scritta, ma un impegno che continua quotidianamente!».

«Da parte nostra – ha assicurato mons. Russo – l’attenzione verso i media diocesani è stata costante nei Consigli episcopali permanenti, con un particolare riferimento, in quest’ultimo frangente, alla questione dei tagli all’editoria. Attenzione portata avanti anche nel dialogo con le Istituzioni. I vescovi italiani non possono non sostenere e supportare la voce di coloro che, con la Fisc, chiedono che venga mantenuto il sostegno a favore di questi presidi. È in gioco il pluralismo dell’informazione!». E, citando le parole del presidente Mattarella, si è soffermato anche sulla «preoccupazione per le consegne postali». Infine, l’esortazione a «continuare a lavorare insieme per la comunità, raccontando il bene, valorizzando le opportunità offerte da questo nostro tempo, in condivisione di valori e di esperienze».

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