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Dal n. 43 del 3 dicembre 2006

Spiritualità e «impegno»: le intuizioni di Pino Arpioni

«Ci sono delle intuizioni ricorrenti, su come i laici devono vivere la loro testimonianza cristiana nel mondo, che legano i discorsi di Giorgio La Pira e quelli di Pino Arpioni con il discorso pronunciato da Benedetto XVI al convegno di Verona». Monsignor Paolo Tarchi, direttore dell'Ufficio nazionale per i problemi sociali ed il lavoro della Conferenza Episcopale Italiana, ha lavorato a fianco di Pino Arpioni, fondatore dell'Opera per la Gioventù «Giorgio La Pira», per quasi vent'anni: anche lui sarà presente, domenica 3 dicembre (ore 15), a Firenze (Scuole Pie Fiorentine) alla conferenza che l'Opera organizza nel terzo anniversario della morte.

«Ci sono delle intuizioni ricorrenti, su come i laici devono vivere la loro testimonianza cristiana nel mondo, che legano i discorsi di Giorgio La Pira e quelli di Pino Arpioni con il discorso pronunciato da Benedetto XVI al convegno di Verona». Monsignor Paolo Tarchi, direttore dell'Ufficio nazionale per i problemi sociali ed il lavoro della Conferenza Episcopale Italiana, ha lavorato a fianco di Pino Arpioni, fondatore dell'Opera per la Gioventù «Giorgio La Pira», per quasi vent'anni: anche lui sarà presente, domenica 3 dicembre, alla conferenza che l'Opera organizza nel terzo anniversario della morte (3 dicembre 2003).

Secondo monsignor Tarchi, uno degli aspetti che segnano l'esperienza di Pino Arpioni (così come quella del «sindaco santo» Giorgio La Pira, di cui Arpioni fu amico e collaboratore), è il primato della vita spirituale: «la perseveranza nella preghiera, che diventa lettura del tempo presente e sorgente di azione capace di trasformare il presente». La «lezione» di Pino Arpioni, dunque, è secondo Tarchi quell'unione di azione e contemplazione per cui ogni gesto ha radici ben salde nella preghiera, nella meditazione, nello studio; e, viceversa, la lettura del Vangelo si trasforma quotidianamente nel desiderio bruciante di fare qualcosa per accelerare il corso della storia. Un'intuizione che si traduce nel famoso motto lapiriano, tenere «in una mano la Bibbia e nell'altra il giornale»; un'intuizione che, afferma mons. Tarchi, riecheggia nelle esortazioni che il Papa ha rivolto ai laici cristiani durante il recente Convegno di Verona.

Il convegno, dal titolo «Pino Arpioni, attualità di un laico. Dalla sua testimonianza una prospettiva per l'oggi» si svolge domenica 3 dicembre alle 15 nell'auditorium delle Scuole Pie Fiorentine, via Cavour 94, Firenze. Partendo da alcuni aspetti qualificanti della testimonianza di vita di Pino Arpioni, l'incontro intende portare un contributo alla riflessione in atto nella comunità ecclesiale sul ruolo dei laici, rilanciata anche dal recente Convegno ecclesiale di Verona.

Il programma prevede alcune riflessioni sull'impegno dei laici cristiani oggi, proposte da testimoni qualificati ed amici di Pino Arpioni: oltre a mons. Paolo Tarchi, intervengono Enzo Cacioli, Delegato regionale per la Toscana dell'Azione Cattolica (sul tema «Educare integralmente oggi, una sfida al conformismo»), Padre Peter Hughes, Sacerdote della Chiesa Anglicana, monaco Camaldolese (sul tema «Il dialogo ecumenico ed interreligioso, un impegno per tutti i cristiani») e Angelo Passaleva, Presidente del Movimento per la Vita di Firenze (sul tema «Il servizio nella comunità degli uomini, una prospettiva necessaria»).

A conclusione dell'iniziativa, alle 18 nella basilica della Santissima Annunziata, ci sarà la Concelebrazione Eucaristica nel terzo anniversario della morte di Pino Arpioni, presieduta dal Vescovo di Prato Gastone Simoni.

Collaboratore di La Pira, prima come consigliere delegato ai cantieri di lavoro e poi come Assessore al personale, Pino Arpioni ha dedicato la sua vita al servizio educativo nei confronti dei giovani, iniziato fin dal termine della Seconda Guerra Mondiale: una vera e propria vocazione maturata nei campi di lavoro in Germania, in cui era stato deportato, che lo porterà, prima come dirigente nazionale dell'Azione Cattolica, poi con l'iniziativa del tutto rivoluzionaria per l'epoca dei «campi scuola» estivi, a spendere tutta la vita per i giovani e per la loro crescita «integrale»: un'azione educativa in cui la formazione spirituale non viene mai scissa dall'impegno sociale.

Da qui anche il suo personale impegno nelle amministrazioni La Pira e, successivamente, l'assunzione di incarichi di rilievo negli organismi pastorali della Chiesa fiorentina e toscana. Nei centri di Castiglione della Pescaia (villaggio «La Vela», fondata nel 1955) e di Pian degli Ontani (villaggio «Il Cimone», fondato nel 1954), fulcro essenziale dell'attività educativa dell'Opera, sono stati alcune decine di migliaia i giovani che hanno partecipato ai campi estivi, sempre in una prospettiva di apertura al mondo che ha portato, ormai da diversi anni, ad intraprendere anche una convinta azione di dialogo ecumenico ed interreligioso.
Riccardo Bigi

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