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Terremoti, una mostra a Firenze spiega cosa sono e come difendersi

Fa tappa a Firenze, fino al 3 novembre, la mostra itinerante sui terremoti d'Italia. Documenti, foto, strumenti, filmati per capire cos’è il terremoto e cosa si può fare per ridurne gli effetti.

In questa cartolina d'epoca gli effetti del terremoto del Mugello (1909) sulla chiesa di San Cassiano in Padule

La mostra itinerante Terremoti d’Italia, realizzata dal Dipartimento della Protezione Civile, fa tappa a Firenze (nel tendone allestito in piazza Vittorio Veneto, all'inizio del parco delle Cascine) in occasione del centenario del terremoto del Mugello. È l'occasione per conoscere da vicino uno dei rischi naturali che più interessa il nostro Paese in termini di diffusione: il rischio sismico.

Solo nel secolo scorso, in Italia, sono stati ben 60 i terremoti che hanno provocato danni gravi. Venti di questi hanno avuto effetti distruttivi tali da causare la morte di 120 mila persone, oltre che la devastazione di interi centri urbani e la paralisi delle attività produttive nelle aree colpite. Tra questi il terremoto di Vicchio del 1919 che causò un centinaio di morti e provocò distruzioni in tutto il Mugello. Oggi sappiamo che quasi la metà del nostro Paese è soggetta a elevata pericolosità sismica e che in questa vasta porzione di territorio vive il 40 per cento della popolazione.

Negli ultimi cento anni abbiamo imparato che dai terremoti possiamo difenderci: attraverso la conoscenza del fenomeno fisico, la memoria storica dei terremoti del passato, la consapevolezza dei comportamenti da adottare per ridurre il rischio e grazie al progresso tecnologico, che rende disponibili soluzioni e materiali sempre più efficaci per ridurre la vulnerabilità delle costruzioni.

E se ancora non siamo in grado di prevedere quando, dove e con quale intensità accadrà il prossimo terremoto, sappiamo con certezza che la gravità dei suoi effetti dipende dall’uomo.

Terremoti d’Italia punta a stimolare i cittadini, in particolare i più giovani, a un ruolo attivo nel campo della prevenzione. Il percorso di visita della mostra, guidato dai volontari dell’associazione LARES  Italia, si articola in più aree: si parte dalla conoscenza del fenomeno fisico, e dagli strumenti utilizzati per misurarne la forza, per passare poi alla storia e alla pericolosità sismica del nostro Paese, per affrontare i temi della vulnerabilità delle città e delle costruzioni, degli accorgimenti per rendere più sicura la propria abitazione, dei comportamenti da adottare prima, durante e dopo situazioni di rischio, arrivando poi ai due spettacolari simulatori sismici, appositamente progettati per riprodurre il movimento sismico.

Sulla stanza sismica i visitatori possono vivere in sicurezza l’esperienza del terremoto, osservandone direttamente e da vicino gli effetti.

Semplicità di linguaggio, approccio multidisciplinare e metodo partecipativo sono le caratteristiche che rendono Terremoti d’Italia una mostra adatta a ogni tipo di pubblico. Perché ridurre il rischio sismico nel nostro Paese è un obiettivo che può essere raggiunto solo con la partecipazione e l’impegno di tutti.

Le sezioni della mostra

1. Il terremoto: cos’è e come si misura. Il percorso espositivo muove dalle origini del fenomeno fisico per indagarne le diverse modalità di osservazione e misura. Il cuore della sezione è dedicato all’evoluzione storica degli strumenti di misura del terremoto, dal sismoscopio cinese di Zhang Heng del 132 d. C. ai sismografi elettro-meccanici degli inizi del XX secolo, presenti in esposizione. Sono illustrate caratteristiche e funzioni delle attuali reti di monitoraggio del territorio italiano. Di una di queste in particolare – la Ran, Rete accelerometrica nazionale – è possibile sperimentare il funzionamento in diretta. Uno schermo visualizza il segnale inviato da un sensore, attivato calpestando una pedana a terra. I visitatori possono quindi osservare in tempo reale la registrazione del “terremoto” da loro stessi generato.

2. I maggiori terremoti italiani dal secolo scorso a oggi. I visitatori ripercorrono i più importanti terremoti italiani dal secolo scorso a oggi attraverso testi brevi, fotografie, prime pagine di quotidiani e sismogrammi. Completano il racconto contributi audiovisivi di repertorio dell’Istituto Luce e delle Teche Rai.

3. La prevenzione del rischio sismico. Una sezione dedicata alle tecniche per le costruzioni antisismiche e alle moderne tecnologie di difesa dagli effetti del terremoto. Sono illustrati gli interventi di miglioramento e di adeguamento sismico che consentono di realizzare nuove costruzioni antisismiche o di rendere antisismiche quelle esistenti e caratteristiche e modalità di funzionamento dei dispositivi antisismici esposti.

4. La protezione civile e il rischio sismico. Sono approfonditi compiti e funzioni del Servizio Nazionale della Protezione Civile, del Dipartimento della Protezione Civile e del Meccanismo Europeo di Protezione Civile, in particolare, le attività svolte dal sistema di protezione civile in relazione al rischio sismico, in ordinario e in emergenza.

5. I simulatori sismici. La Stanza sismica e la Città sismica permettono ai visitatori di capire cos’è un terremoto attraverso la percezione dei suoi effetti sulle persone, le cose e le strutture. La Stanza sismica riproduce un ambiente domestico e consente di vivere in prima persona l’esperienza del terremoto. La Città sismica riproduce un ambiente urbano e consente di osservare dall’esterno gli effetti del terremoto su strutture comuni e dotate di sistemi di protezione sismica.

La tappa di Firenze

La mostra, a ingresso libero, è allestita a Firenze (10 ottobre- 3 novembre) in un tendone posto in piazza Vittorio Veneto (all'inizio del parco delle Cascine). Si tratta di un'edizione speciale realizzata in occasione della Settimana nazionale della protezione civile.

In occasione della tappa fiorentina, la sezione della mostra dedicata alla misurazione del fenomeno sarà arricchita da due preziosi sismografi storici: il Galli-Brassart del 1885) e l’Agamennone del 1899, per gentile concessione del Museo dei Mezzi di Comunicazione (MUMEC) di Arezzo.

La Mostra è completata da una serie di contenuti afferenti al sistema locale e regionale di protezione civile e si inserisce in un lotto più ampio di iniziative promosse dalla Città Metropolitana e dal Sistema Regionale di Protezione Civile aventi l'obiettivo di sensibilizzare i cittadini rispetto al rischio sismico stimolandoli a un ruo­lo attivo nel campo della prevenzione.

Orari mostra: 9-13 e 14-18 (Ingresso gratuito)

Per informazioni e prenotazioni: dalle 9 alle 13 al numero 055414110 o all'indirizzo e-mail: protezionecivile@cittametropolitana.fi.it

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