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Prolusione del card. Ruini (19 gennaio 2004)

Situazione in Iraq e potenziamento dell'Onu, ma anche riforma delle pensioni e legge Gasparri. Il presidente della Cei (Conferenza episcopale italiana), nella sua prolusione al Consiglio permanente (Roma 19-22 gennaio), ha spaziato come al solito sui grandi temi presenti nel dibattito di questi giorni. Ecco il testo integrale.

Situazione in Iraq e potenziamento dell'Onu, ma anche riforma delle pensioni e legge Gasparri. Il presidente della Cei (Conferenza episcopale italiana), nella sua prolusione al Consiglio permanente (Roma 19-22 gennaio), ha spaziato come al solito sui grandi temi presenti nel dibattito di questi giorni. A partire dalla questione del diritto internazionale e del ruolo dell'Onu, riproposta da Giovanni Paolo II nel messaggio per la Giornata mondiale della pace.
Per quanto riguarda il Medio Oriente, Ruini ha ammonito che si potrà uscire dal conflitto «solo con il rispetto delle legittime aspirazioni degli uni e degli altri, mediante la via dei negoziati e l'impegno concreto e perseverante della comunità internazionale». Menzionando poi la «nuova orribile strage» di domenica scorsa, Ruini ha fatto notare che «in Iraq la cattura di Saddam Hussein non ha posto fine alla violenza terroristica». Di qui la necessità dell'«aiuto della comunità internazionale», affinché gli iracheni stessi «siano messi in condizione di riprendere le redini del loro Paese».

Sul fronte interno, quello del presidente della Cei è un invito a non «spegnere la fiducia», attraverso uno «sforzo comune» che rafforzi l'unità del Paese e consenta di affrontare il «banco di prova» delle riforme. Per quanto riguarda le «tensioni tra il Governo e la magistratura», secondo Ruini costituiscono «un punto dolente della nostra vita civile». Un altro «nodo» da sciogliere è quello delle pensioni, per «giungere a modifiche largamente condivise, evitando lacerazioni dannose per tutti». Anche gli scioperi attuati nel settore dei trasporti pubblici rappresentano «un indicatore fin troppo chiaro degli esiti perniciosi a cui possono condurre la conflittualità sociale e la rivendicazione degli interessi delle singole categorie condotta avanti a prescindere da ogni norma». Il presidente della Cei ha chiesto, inoltre, «massima vigilanza» sia nella lotta al «terrorismo politico», sia verso il «terrorismo internazionale di matrice islamica». Altra priorità, sostenere «anche a livello pubblico» il «ruolo cardine della famiglia fondata sul matrimonio», riscoprendo «ciò che rappresentano i figli nella vita di una famiglia e di una nazione».

A proposito del caso Parmalat, «esploso in maniera improvvisa» e che ha «messo a nudo una inaspettata vulnerabilità del nostro sistema imprenditoriale e finanziario», per Ruini occorre «Salvare un'industria alimentare di grande rilievo, con i relativi posti di lavoro», ma anche «mettere a punto gli strumenti meglio idonei per garantire l'affidabilità degli investimenti nel nostro Paese e per tutelare i risparmiatori». E ammonisce: «amare sorprese di questo genere spingono con forza a riscoprire il valore dell'etica».
Per aprire «prospettive migliori» alla ripresa economica bisogna «aumentare gli investimenti in alcuni settori nevralgici» e rendere «più consistente l'aumento dell'occupazione», soprattutto al Sud. Altro fenomeno con cui fare i conti, ha ammonito il presidente della Cei, quello dell'«aumento del costo della vita», che «porta a un ulteriore impoverimento di larghe fasce della popolazione».
Lo «stop» di Ciampi alla legge Gasparri, ha proseguito Ruini, «può rappresentare una fonte di difficoltà nella vita politica e nei rapporti istituzionali». Comunque sia, «il decreto-legge del Governo potrebbe però aprire la strada a una nuova formulazione della legge, per un miglioramento complessivo dell'offerta televisiva». A questo proposito, Ruini ha citato il 50° anniversario dell'inizio delle trasmissioni televisive in Italia, che hanno reso il nostro Paese «più omogeneo e più informato», ma hanno anche contribuito «a erodere valori portanti e non sostituibili». Di qui la necessità di ricuperare nel contesto di oggi le «funzioni culturali» della comunicazione televisiva, che «non possono essere disgiunte da una precisa ed effettiva sensibilità ai valori morali». Va in questa direzione il «Direttorio sulle comunicazioni sociali» al centro dei lavori del Consiglio permanente.

Il testo della Prolusione Ruini

Prolusione del card. Ruini (19 gennaio 2004)
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