Giovanni Paolo II
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Giovanni Paolo II: «Salviamo i bambini»

Il testo integrale del messaggio del Papa per la benedizione «Urbi et Orbi». Un forte appello in difesa di ogni bambino, dal palestinese all'israeliano, dall'afghano allo statunitense, dall'hutu al tutsi...

Alle ore 12 del 25 dicembre, il Santo Padre Giovanni Paolo II, dalla Loggia centrale della Basilica Vaticana, ha rivolto il tradizionale messaggio natalizio ai fedeli presenti in Piazza San Pietro e a quanti lo ascoltano attraverso la radio e la televisione.

1. "Christus est pax nostra",
"Cristo è la nostra pace,
colui che ha fatto dei due un popolo solo" (Ef 2,14).
All'alba del nuovo millennio
iniziato con tante speranze,
ma ora minacciato da nubi tenebrose
di violenza e di guerra,
la parola dell'apostolo Paolo,
che ascoltiamo in questo Natale,
è un raggio di luce possente,
un grido di fiducia e di ottimismo.
Il Bimbo divino nato a Betlemme
reca in dono nelle sue piccole mani
il segreto della pace per l'umanità.
Egli è il Principe della pace!
Ecco il lieto annuncio, risonato quella notte a Betlemme,
e che voglio ripetere al mondo
in questo giorno benedetto.
"Vi annuncio una grande gioia,
che sarà di tutto il popolo:
oggi vi è nato nella città di Davide
un salvatore, che è il Cristo Signore" (Lc 2,10-11).
Quest'oggi la Chiesa fa eco agli angeli,
e rilancia il loro straordinario messaggio,
che sorprese per primi i pastori
sulle alture di Betlemme.

2. "Christus est pax nostra!"
Cristo, "il bambino avvolto in fasce,
che giace in una mangiatoia" (Lc 2,12),
proprio Lui è la nostra pace.
Un inerme Neonato nell'umiltà di una grotta
restituisce dignità a ogni vita che nasce,
dona speranza a chi giace nel dubbio e nello sconforto.
Egli è venuto per guarire i feriti della vita
e per ridare senso persino alla morte.
In quel Bambino, mite e indifeso,
che vagisce in una grotta fredda e nuda,
Dio ha distrutto il peccato,
e ha posto il germoglio di un'umanità nuova,
chiamata a portare a compimento
l'originario progetto della creazione
e a trascenderlo con la grazia della redenzione.

3. "Christus est pax nostra!"
Uomini e donne del terzo millennio,
voi che avete fame di giustizia e di pace,
accogliete il messaggio di Natale,
che si diffonde oggi nel mondo!
Gesù è nato per rinsaldare i legami
tra gli uomini e i popoli,
per renderli tutti, in se stesso, fratelli.

E' venuto per abbattere "il muro di separazione
che era frammezzo, cioè l'inimicizia" (Ef 2,14),
e per fare dell'umanità un'unica famiglia.
Sì, con certezza possiamo ripetere:
Oggi col Verbo incarnato è nata la pace!
Pace da implorare,
perché Dio solo ne è autore e garante.
Pace da costruire
in un mondo dove popoli e nazioni,
provati da tante e diverse difficoltà,
sperano in un'umanità
non solo globalizzata da interessi economici,
ma dallo sforzo costante
di una più giusta e solidale convivenza.

4. Accorriamo come i pastori a Betlemme,
sostiamo adoranti nella grotta,
fissando lo sguardo sul neonato Redentore.
In Lui possiamo riconoscere i tratti
di ogni piccolo essere umano che viene alla luce,
a qualunque razza e nazione appartenga:
è il piccolo palestinese e il piccolo israeliano;
è il bimbo statunitense ed è quello afghano;
è il figlio dell'hutu e il figlio del tutsi...
è il bimbo qualunque, che per Cristo è qualcuno.
Oggi il mio pensiero va a tutti i bambini del mondo:
tanti, troppi sono i bambini
che nascono condannati a patire senza colpa
le conseguenze di disumani conflitti.
Salviamo i bambini,
per salvare la speranza dell'umanità!
Ce lo chiede oggi con forza
quel Bimbo nato a Betlemme,
il Dio che si è fatto uomo,
per restituirci il diritto a sperare.

5. Imploriamo dal Cristo il dono della pace
per quanti sono provati da antichi e nuovi conflitti.
Ogni giorno porto nel cuore
i drammatici problemi della Terra Santa;
ogni giorno penso con apprensione
a quanti muoiono di freddo e di fame;
ogni giorno mi giunge accorato
il grido di chi, in tante parti del mondo,
invoca una più equa distribuzione delle risorse
e un'occupazione dignitosamente retribuita per tutti.
Che nessuno cessi di sperare
nella potenza dell'amore di Dio!
Cristo sia luce e sostegno
di chi crede ed opera, talora controcorrente,
per l'incontro, il dialogo, la cooperazione
tra le culture e le religioni.
Cristo guidi nella pace i passi
di chi instancabilmente si adopera
per il progresso della scienza e della tecnica.
Non si usino mai questi grandi doni di Dio
contro il rispetto e la promozione della dignità umana.
Mai si ponga il nome santo di Dio
a suggello dell'odio!
Mai se ne faccia ragione di intolleranza e di violenza!
Il volto dolce del Bambino di Betlemme
ricordi a tutti che abbiamo un unico Padre.

6. "Christus est pax nostra!"
Fratelli e Sorelle che mi ascoltate,
aprite il cuore a questo messaggio di pace,
apritelo a Cristo, Figlio della Vergine Maria,
a Colui che si è fatto "nostra pace"!
Apritelo a Colui che nulla ci toglie
se non il peccato,
e ci dona in cambio pienezza
di umanità e di gioia.
E Tu, adorato Bambino di Betlemme,
reca la pace in ogni famiglia e città,
in ogni nazione e continente.
Vieni, Dio fatto uomo!
Vieni ad essere il cuore del mondo rinnovato dall'amore!
Vieni dove maggiormente in pericolo
sono le sorti dell'umanità!
Vieni, e non tardare!
Tu sei "la nostra pace" (Ef 2,14)!

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