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Campo internazionale 2010, il documento conclusivo

Pubblichiamo il testo integrale in inglese e in italiano del Documento conclusivo del Campo internazionale 2010, promosso al Villaggio La Vela di Castiglion della Pescaia (8-18 agosto 2010), dall'Opera per la gioventù “Giorgio La Pira”, assieme ad altre realtà associative toscane (Fuci, Agesci, Ac, Gifra), alla Comunità ebraica di Firenze, ai Giovani musulmani d'Italia e ad alcuni partner internazionali, ormai “storici”, come l'università Mgimo e l'associazione russo-ortodossa “Common cause” di Mosca, la parrocchia cattolica di S. Caterina a San Pietroburgo, la comunità ortodossa di San Pietroburgo, gli israeliani Centro Peres per la pace e Interfaith e le parrocchie cattoliche di Gerusalemme e Betlemme.

Parole chiave: campi scuola (29), opera la pira (37), palestina (260), israele (265)

Pubblichiamo il testo integrale in inglese e in italiano del Documento conclusivo del Campo internazionale 2010, promosso al Villaggio La Vela di Castiglion della Pescaia (8-18 agosto 2010), dall'Opera per la gioventù “Giorgio La Pira”, assieme ad altre realtà associative toscane (Fuci, Agesci, Ac, Gifra), alla Comunità ebraica di Firenze, ai Giovani musulmani d'Italia e ad alcuni partner internazionali, ormai “storici”, come l'università Mgimo e l'associazione russo-ortodossa “Common cause” di Mosca, la parrocchia cattolica di S. Caterina a San Pietroburgo, la comunità ortodossa di San Pietroburgo, gli israeliani Centro Peres per la pace e Interfaith e le parrocchie cattoliche di Gerusalemme e Betlemme. Una trentina i giovani stranieri, provenienti da Albania, Camerun, Repubblica Democratica del Congo, Israele, Palestina e Russia.

La Vela, Campo Internazionale 2010: CONOSCENZA, DIALOGO, SPERANZA
Siamo giovani provenienti da Albania, Camerun, Repubblica Democratica del Congo, Israele, Italia, Palestina e Russia, che hanno appena concluso un altro passo nella lunga tradizione del Campo Internazionale nel villaggio “La Vela” a Castiglione della Pescaia (Gr). Il Campo ò stato ancora una volta occasione di impegno coerente con i valori dell'Opera per la Gioventù Giorgio La Pira, unito ad una spiccata attenzione alle problematiche e tematiche contemporanee. Abbiamo trascorso dieci giorni di confronto culturale, di convivenza, di accese discussioni, dibattiti e scambi d'opinione. È stato fatto un altro passo per la promozione di una migliore comprensione fra le culture, condividendo diversità e esperienze uniche.
Quest'anno ci siamo concentrati su una delle questioni più acute dell'attuale sviluppo mondiale: la comunicazione, concentrandoci sul ruolo dei nuovi media e della stampa, e sul loro impatto sulla formazione della nuova generazione di cittadini attivi. Il problema è ugualmente importante per ogni paese e regione rappresentati al Campo, specialmente tenendo conto delle conseguenze globali delle problematiche locali e del carattere ambivalente dei nuovi mass media.
Abbiamo avuto l'opportunità di creare una comunicazione personale fra noi, persone provenienti da diverse culture, società e religioni, in modo da costruire nuovi ponti fra noi. Questo è particolarmente importante nella realtà ostile dei conflitti in corso e delle incomprensioni. Questi ponti sono stati costruiti attraverso relazioni umane, che noi crediamo essere il primo passo per stabilire un vero dialogo ed una speranza per un future migliore e più pacifico.
Vivendo insieme in un luogo meraviglioso, con orari flessibili ed un programma tale da mettere ognuno a proprio agio, abbiamo direttamente sperimentato e imparato che la comunicazione comincia dall'incontro personale, che necessita la volontà ed il “coraggio” di cominciare una conversazione, e richiede la capacità di ascoltare in silenzio e riformulare continuamente le nostre parole per non ferire il nostro interlocutore ed essere capiti meglio e più facilmente. In questa prospettiva, le parole e la comunicazione possono essere ponti costruiti a partire da muri.
Durante le nostre riunioni, la comunicazione personale e la convivenza sono stati con successo uniti all'apprendimento, che si è presentato in forme diverse: conferenze, incontri ufficiali e discussioni nei sottogruppi. Le conferenze e gli incontri ci hanno dato la possibilità di ascoltare valenti rappresentanti della società civile e dei media, mentre i sottogruppi hanno dato modo a ciascuno ed ogni partecipante di esprimere e condividere la propria esperienza, le proprie opinioni ed i propri pensieri. Dai nostri sottogruppi sono emerse le seguenti idee chiave che noi consideriamo essere i risultati fondamentali del Campo.
Le nuove tecnologie sono importanti, ma non sono l'unico elemento che determina la qualità della nuova generazione. Questi sono piuttosto il fattore umano, i nostri valori e principi. Ogni generazione possiede le proprie tecnologie e in ogni generazione ci sono persone ricche o prive di valori. Siamo noi che determiniamo il volto della nostra generazione, non le sole tecnologie. Internet ed i nuovi media hanno un peso, tuttavia le nostre convinzioni e credenze hanno un peso maggiore. Le tecnologie cambiano il modo di vivere e lo stile di vita. Allo stesso tempo, il loro uso morale od immorale dipende dalle persone che li utilizzano. Questa è la ragione per cui c'è un bisogno di educare anche ad un uso responsabile di questi strumenti.
Le nuove come le vecchie fonti di informazione hanno in realtà una natura ambivalente. Da una parte, esse rappresentano una minaccia: l'informazione può essere distorta, c'è un rischio di monopolizzazione e concentrazione e il pericolo di un cattivo uso in termini di indottrinamento. D'altra parte, esse sono uno strumento fondamentale di partecipazione ed impegno civile, la fonte di conoscenza dei fatti, un'opportunità di costruire comunicazione ed interazione fra le persone, di sconfiggere la sfiducia e la reciproca ostilità.
Perciò i media moderni sono allo stesso tempo una trappola ed una possibilità. Una trappola per coloro che sono passivi e seguono la massa, una possibilità per chi è attivo e critico, per chi ha valori e principi e rispetto per quelli degli altri. I media possono essere usati per aggravare i conflitti e gli stereotipi. E, viceversa, possono essere usati per promuovere il dialogo, aumentare la fiducia reciproca e la cooperazione fra cittadini e le rispettive comunità. Siamo noi che determiniamo il modo di utilizzarli.
Ci sono molti modi di fare questo. Possiamo usare fonti di informazione alternative per avere una visione più ampia dello stato delle cose intorno a noi. È possibile intrattenere relazioni personali estese per avere un'informazione alternativa. Anche i social network possono giocare un ruolo significativo. La generazione moderna ha una occasione unica di usare risorse estremamente ricche attraverso internet senza spostarsi. È difficile limitare la nostra libertà nell'uso della rete. Ecco perché dipende da noi usarla in modo critico ed efficace.
Allo stesso tempo, siamo convinti che i media non possono né debbono sostituire la comunicazione reale. I legami personali possono fare più dei media e delle fonti di informazione più moderni. L'esperienza del nostro Campo l'ha confermato. Abbiamo capito che le nostre diversità non sono un ostacolo o un difetto. Sono la nostra forza e la possibilità di condividere le nostre differenze religiose e culturali, di arricchirsi l'un l'altro e di ampliare la comprensione del nostro stile di vita. Abbiamo vissuto un'esperienza unica di preghiera, lavoro, apprendimento, cucina, tempo libero comuni.
La nostra intenzione è quella di continuare la nostra comunicazione e di rafforzare i legami che abbiamo creato al Campo. Vogliamo creare un network in rete, una sorta di “Lavelabook”, fra i partecipanti del Campo, per mantenere i contatti e scambiarci le nostre esperienze personali, ma anche per comunicare con organizzazioni della società civile e governative del nostro paese, per condividere la nostra esperienza con le nostre comunità.
Il villaggio La Vela è un posto unico, che ci offre una rara opportunità di superare barriere e confini. Più di cinquant'anni fa l'area su cui sorge il villaggio era una ‘terra abbandonata', che è stata trasformata da Pino Arpioni, il fondatore dell'Opera La Pira, in una terra di dialogo e pace. Per quelli fra noi che vengono dalla Palestina e da Israele, il Campo è stato la prima occasione di vivere insieme, una cosa impossibile a casa. Stando insieme, tutti abbiamo imparato che siamo vicini e simili, una cosa impensabile a casa.
Noi vivremo con questa esperienza. Un seme è stato piantato, un seme di speranza, di dialogo e di pace. Alimentiamolo!

La Vela, International Camp 2010: KNOWLEDGE, DIALOGUE AND HOPE
We are young people from Albania, Cameroon, Democratic Republic of Congo, Israel, Italy, Palestine and Russia, who have just finished another circle of the long lasting tradition of the International Camp in “La Vela” (Castiglione della Pescaia – Grosset). The camp has once again demonstrated its commitment to the values of the Opera per la Gioventù Giorgio La Pira combined with the sensitivity to the current trends and tendencies. We have had ten days of intercultural interaction, cohabitation, intensive discussions, debates and opinion exchange. Another step has been done to promote better understanding of cultures, sharing differences and unique experiences.
This year we have addressed one of the most acute problems of the contemporary global development: communication, focusing on the role of new media and press, and their impact on the formation of the new generation of active citizens. The problem is equally important for all the countries and regions represented in the Camp, especially taking into account global consequences of the local problems and the ambivalent character of the new mass media.
We had an opportunity to build personal communication among us, people of various cultural, social and religious backgrounds, to build new bridges between us. This is particularly important in the hostile world of lasting conflicts and misunderstanding. These bridges have been built by means of human ties which we believe to be the first step to establish a true dialogue and a hope for a more peaceful and better future.
Living together in a wonderful place, organized in a flexible schedule, that made everybody at easy, we directly experienced and learnt that communication starts from personal meeting, needs the will and the “courage” to begin a conversation, and requires to be able to keep the silence while listening and to continuously reshape our words in order to avoid hurting our interlocutor and to be better and easily understood. In this perspective, words and communication can be bridges out of walls.
During the sessions, personal communication and cohabitation have been effectively combined with the learning, which had different forms: lectures, master classes and subgroups' discussions. The lectures and master classes gave a possibility to listen to the prominent representatives of the civil society and media, while subgroups provided every and each participant with the chance to express and share their experience, opinions and thoughts. Our subgroups generated the following key ideas which we consider to be pivotal results of the Camp.
New technologies are important, but not the only factor which determines the quality of the new generation. These are rather the human core, values and principles. Each generation has its own technologies, but there are always people who have the human core and those who do not. It is ourselves that determine the face of our generation, not technologies alone. Internet and new media matter, however, our convictions and believes do matter more. Technologies change the way of living and the life style. At the same time, their moral or immoral use depends on the people who use them. This is the reason why there's a need for education also for a responsible use of these new tools.
Both new and old sources of information have actually an ambivalent nature. On the one hand they represent a threat: the information may be distorted, there is a risk of media monopolization or concentration, and the danger of misuse in terms of indoctrination. On the other hand they are a fundamental tool of participation and civil engagement, the source for knowledge of the facts, an opportunity to build communication and interaction between people, to overcome distrust and mutual hostility.
Thus the modern media are a trap and a possibility at the same time. A trap for the ones who are passive and follow the crowd, a possibility for those who are active and critical, who have values and principles and respect the others'. Media may be used to aggravate conflicts and stereotypes. And vice versa they could be used to promote dialogue, increase mutual trust and cooperation between citizens and their communities. We are the ones who determine the way of their use.
There are various ways to do that. We can use alternative sources of information to have wider vision of the state of affairs around us. It is possible to run extensive personal connections to get alternative information. Social networks can also play a significant role. Modern generation has a unique chance to use extremely rich sources via internet without moving. It is difficult to limit our freedom in using the net. That's why it's mainly up to us to be critically and effective in its use.
At the same time we are convinced that the media should not and must not substitute real communication. Personal ties can do sometimes more than the most technological media and sources of information. The experience of our camp have confirmed this. We understood that our diversity is not an obstacle or a shortcoming. This is our strength and possibility to exchange our cultural and religious differences, to enrich each other and widen the understanding of our way of lives. We went through a unique experience of common praying, working, learning, cooking, having time of leisure.
Our intention is to continue our communication and strengthen the links we created in the Camp. We want to create a web network, a sort of ‘Lavelabook', among the participants of the camp, to keep contacts and exchange our personal experiences, and also to address civil society and governmental organizations in our countries, to share our experience with our own communities.
La Vela camp is a unique place, which provides a rare opportunity to overcome barriers and borders. More than fifty years ago the area of the camp was a ‘waste land' and has been transformed by Pino Arpioni, the founder of the association called today “Opera La Pira” in a land of dialogue and peace. For who among us are coming from Palestine and Israel the Camp has been the first occasion to live together, something impossible at home. Being together we all learnt to feel that we are close each other, something unthinkable at home.
We will live with this experience. A seed has been planted, a seed of hope, dialogue and peace. Let us feed it!

Campo internazionale 2010, il documento conclusivo
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