Vescovi toscani
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Accuse alla Chiesa, lettera dei vescovi toscani

Nei giorni scorsi una campagna di stampa ha investito con «ignominiose insinuazioni» e «infami calunnie» due vescovi toscani e le loro Chiese. I vescovi toscani, riuniti a Cortona il 24 e 25 settembre per la sessione ordinaria della Conferenza Episcopale Toscana, hanno approvato su questo tema un documento, che pubblichiamo integralmente.

Parole chiave: claudio maniago (12), lelio cantini (23)
Accuse alla Chiesa, lettera dei vescovi toscani

Nei giorni scorsi una campagna di stampa ha investito con «ignominiose insinuazioni» e «infami calunnie» due vescovi toscani e le loro Chiese. I vescovi toscani, riuniti a Cortona il 24 e 25 settembre per la sessione ordinaria della Conferenza Episcopale Toscana, hanno approvato su questo tema un documento, che pubblichiamo integralmente.

Noi vescovi della Toscana, riuniti a Cortona in assemblea ordinaria il 24 e il 25 settembre 2007, oltre agli argomenti all'ordine del giorno, abbiamo preso in considerazione le recenti vicende che, pur in maniera diversa ma ugualmente dolorosa, hanno colpito le Chiese di Firenze e di Siena-Colle Val d'Elsa-Montalcino. Mentre soffriamo, solidarizziamo e preghiamo con esse, è nostro desiderio offrire una parola di sostegno e di speranza a tutte le comunità cristiane della regione e a quanti guardano alla Chiesa con rispetto e fiducia.

Facciamo nostra la Lettera inviata ai fedeli della Chiesa fiorentina in data 23 settembre scorso dall'Arcivescovo Card. Antonelli all'indomani della scandalistica campagna di stampa scatenata contro il Vescovo Ausiliare Mons. Maniago. Tra l'altro, questo episodio ci fa pensare ancora una volta a come sia pesante la sofferenza provocata da ignominiose insinuazioni e tanto più da infami calunnie. Analogamente manifestiamo la nostra vicinanza all'intera Comunità cristiana di Siena e al suo Arcivescovo Mons. Buoncristiani.

Al tempo stesso auspichiamo e desideriamo per primi un pieno e sollecito raggiungimento della verità, di tutta la verità, inseparabile tuttavia dal rispetto dovuto ad ogni persona.

Ci vengono in mente in questa circostanza le parole del Vangelo: «Guai a chi scandalizza uno di questi piccoli... Guai al mondo per gli scandali. È inevitabile che avvengano scandali, ma guai all'uomo per colpa del quale avviene lo scandalo» (cfr. Matteo 18). Sono di scandalo e causano danni talvolta devastanti coloro – tanto più se uomini e donne di Chiesa – che offendono la dignità umana e in particolare quella dei piccoli e dei poveri, i quali devono trovare anzitutto in noi ascolto e concreta solidarietà. Ma danno scandalo grave e creano mali talvolta irreparabili a singole persone e a popolazioni intere anche coloro che costruiscono e diffondono veleno e calunnie o contribuiscono a far passare per vere, magari con rilievi mediatici sproporzionati, notizie prive di riscontri oggettivi.

Per questo confidiamo nel senso di responsabilità, di correttezza e di vigilanza di quanti operano ai diversi livelli delle Istituzioni e nel mondo dell'informazione. Di essi riconosciamo e rispettiamo i compiti e l'autonomia, non ignorando anzi la serietà e la rettitudine presenti nei loro ambiti. Ma come non vedere le disfunzioni e le storture, anche gravi, che talvolta ne corrompono il ruolo danneggiando così l'onore di uomini e donne innocenti e il bene comune?

Al riguardo, specialmente nei confronti dei mezzi di comunicazione, sarà bene non recepire passivamente ogni notizia e non farsi condizionare da interpretazioni e giudizi di parte. Gran cosa saper valutare e aiutarsi a valutare le fonti, i contenuti e le modalità delle informazioni. In ogni modo, per quel che riguarda la Chiesa e le tempeste che spesso la colpiscono, ricordiamoci sempre che non saranno né i peccati e le debolezza del suo «personale», né le menzogne e le trame di questi o di quelli, a privarla del sostegno e della grazia del Signore Gesù, il Quale in ogni tempo e in ogni luogo ha fatto e continua a far fiorire innumerevoli schiere di santi, primi benefattori dell'umanità, Nulla di quel che accade è così negativo che Dio non possa trasformarlo in una nuova occasione di purificazione e di bene per i suoi figli.

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Annalisa 30/09/2007 00:00
L'unico commento possibile è nei confronti di noi cristiani, e sopratutto laici, che non preghiamo abbastanza per la nostra chiesa.
Ogni uomo è peccatore, anche un consacrato, lo sappiamo, e per questo dovrà rendere conto a Dio, l'unico vero giudice. Il nostro dovere è pregare, per l'innocente come per il colpevole, per i nostri sacerdoti che soffrono tanto. Siamo chiesa o no? L'innocente ha bisogno della nostra preghiera per la grazia della solidarietà e consolazione, il colpevole per avere l'aiuto a redimersi. Pregare, pregare, pregare, infinitamente pregare per tutti, in comunione con tutti. Il Signore non mancherà di ascoltare le nostre preghiere e ci darà la forza di affrontare anche certe situazioni tanto dolorose. Gloria al Signore.

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