Vescovi toscani
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Dal n. 14 del 9 aprile 2006

Comunicato sui lavori della Cet (27-28 marzo 2006)

Il comunicato finale sui lavori della Conferenza episcopale toscana, riunitasi per la sessione primaverile lunedì 27 e martedì 28 marzo all'Eremo di Lecceto. La Cet risponde alle polemiche sui contributi concessi dallo Stato e dai Comuni. Nell'ultima sessione si è parlato anche di vita dei preti e del Tribunale ecclesiastico. Verso la Pasqua, e un richiamo alla speranza e un invito a destinare le offerte alla Terra Santa

Pubblichiamo il comunicato finale sui lavori della Conferenza episcopale toscana, riunitasi per la sessione primaverile lunedì 27 e martedì 28 marzo all'Eremo di Lecceto.

I vescovi toscani si sono riuniti lunedì 27 e martedì 28 marzo all'Eremo di Lecceto (Firenze) per la sessione primaverile della Conferenza Episcopale Toscana.

Vita dei presbiteri
Il presidente della Cet mons. Alessandro Plotti, dopo aver riferito sui lavori del recente Consiglio Permanente della Cei, ha introdotto il confronto sulla vita e il ministero dei presbiteri in una pastorale missionaria, in preparazione alla prossima Assemblea Generale dei Vescovi italiani che si terrà a maggio e che affronterà questo stesso tema. I Vescovi toscani hanno confermato la loro stima e il loro affetto per i presbiteri, che condividono con zelo e generosità il grave e difficile compito dell'evangelizzazione e si sono domandati con sincerità e umiltà come poterli aiutare a non perdere la speranza, a intensificare e approfondire la loro preparazione culturale, per un dialogo efficace con il mondo secolarizzato. Hanno insistito sulla necessità di crescere insieme, vescovi e presbiteri, nella vita spirituale, per diventare sempre più un presbiterio unito che testimonia il primato di Dio e della sua Parola nella fatica quotidiana per la realizzazione del Regno.

La carenza di clero, i problemi della qualità della vita, la solitudine, l'eccesso di lavoro pastorale, esigono una attenzione particolare, che i Vescovi sentono come dovere ineludibile per l'esercizio della loro paternità spirituale.

Tribunale ecclesiastico
Il Vicario Giudiziale mons. Gino Biagini ha presentato ai Vescovi una relazione precisa, ampia ed equilibrata riguardo all'attività del Tribunale Ecclesiastico Regionale Etrusco nell'anno 2005. Il tribunale ha competenza di prima istanza per le diocesi della Toscana e di seconda istanza per le diocesi dell'Umbria e delle Marche. Elevatissimo è il numero delle cause di nullità del matrimonio che grava sul tribunale.

Per quanto riguarda la prima istanza le cause sono state 582, in parte residue dell'anno precedente e in parte introdotte nel 2005. Ne sono state portate a conclusione 126, di cui 97 con sentenza affermativa. Per quanto riguarda la seconda istanza le cause sono state 355: ne sono state portate a termine 179, di cui 166 in modo affermativo. I capi di nullità più ricorrenti riguardano l'esclusione dell'indissolubilità, l'esclusione della prole, il difetto di discrezione di giudizio, l'incapacità di assumere gli oneri matrimoniali. Il Vicario Giudiziale ha presentato anche il rendiconto economico, che chiude con un modesto deficit.

I Vescovi hanno apprezzato la relazione e anche l'attività del tribunale. Tuttavia hanno manifestato preoccupazione per l'alto numero delle cause ancora pendenti a fine anno, 456 di prima istanza e 176 di seconda istanza, e hanno preso in considerazione proposte finalizzate ad accorciare i tempi. Soprattutto hanno preso atto della grave crisi della famiglia e dell'urgenza di una pastorale più incisiva di preparazione al matrimonio e di accompagnamento delle coppie di sposi.

Sostegno alla Chiesa
Desta sorpresa nei Vescovi una certa polemica sul contributo per il sostegno economico alla Chiesa Cattolica da parte dello Stato (otto per mille) e da parte dei Comuni (nove per cento). Il sostegno dello Stato non è un'invenzione dei nostri giorni: parte dalla seconda metà del 1800, quando furono incamerati gli Enti ecclesiastici ed è stato mantenuto anche da governi anticlericali. Questa normativa entrò nel Concordato del 1929 e fu recepita nella revisione del 1984, che ne aggiornò le norme tenendo conto della Costituzione della Repubblica Italiana e del Concilio Vaticano II.

Le motivazioni di questo sostegno (oltre che nel fatto storico) hanno il loro attuale fondamento nella constatazione che il grande patrimonio artistico, bibliotecario e archivistico della Chiesa, è un bene di inestimabile valore per tutta la società civile. Infatti la fruizione di questo patrimonio che la Chiesa mantiene con tanti sacrifici è a disposizione di tutti con un ritorno culturale ed economico di gran lunga superiore a quanto la Chiesa riceve. Basti pensare che gran parte del flusso turistico del nostro Paese si deve a questi beni di cui tutti possono godere.

Inoltre è davanti agli occhi di tutti la carità esercitata sia nelle nostre realtà diocesane con una multiforme varietà di istituzioni e interventi, sia nei confronti delle Nazioni povere del mondo cui sono destinati ingenti e costanti aiuti. In particolare è da ricordare che i contributi provenienti dai Comuni rappresentano solo una parte dei fondi necessari per il restauro e l'adeguamento di edifici artistici, di culto e di ambienti formativi che sono a vantaggio dell'intera comunità.

La Chiesa, non chiedendo nessun «privilegio», auspica che si continui in quella collaborazione che è necessaria per rendere un prezioso servizio a tutta la collettività.

Appello al voto
Nell'approssimarsi delle elezioni politiche, i Vescovi hanno anche rivolto un appello al voto, nonostante il diffuso malessere nei confronti del sistema elettorale vigente che tra l'altro impedisce la scelta effettiva tra i candidati: per quanto possa essere grande la delusione nei confronti della politica, disertare le urne è negativo. I Vescovi, pur ribadendo di non schierarsi da una parte o dall'altra, ricordano anche alcune attenzioni che debbono sicuramente orientare le scelte di un cattolico e non solo, richiamandosi alla Nota dottrinale della Congregazione per la Dottrina della Fede del 24 novembre 2002: la difesa della vita e della famiglia fondata sul matrimonio, la libertà di educazione, il diritto alla libertà religiosa, la pace, un'economia che sia al servizio della persona e del bene comune nel rispetto della giustizia sociale, la lotta alle moderne forme di schiavitù come droga e prostituzione. I Vescovi esortano anche le comunità cristiane a pregare per coloro che saranno eletti affinché, liberi da interessi individualistici, siano sempre pronti a cercare con generosa dedizione solo ed esclusivamente il bene comune.

Verso la Pasqua
A pochi giorni dalla Pasqua si fa più vivo il pensiero al Convegno ecclesiale di Verona, al quale tutte le nostre chiese si stanno preparando a partire dalla gioiosa proclamazione: Gesù, il Crocifisso, è risorto! Questo annuncio è la grazia che ci sostiene anche in questi nostri giorni. È il dono che sempre vogliamo proclamare alle nostre comunità e a tutta la nostra terra perché «a partire dalla risurrezione di Gesù la vita donata con lui e come lui è il fine della persona, il futuro della società e il motore della storia» (traccia 2).

Il pensiero va anche alla Terra Santa e a Gerusalemme, testimone della risurrezione e luogo-simbolo della speranza e insieme del dolore e della fatica degli uomini verso la pace e la fraternità. «Tutti là siamo nati!», là vivono i nostri fratelli di fede ai quali pensiamo in particolare nei giorni della Settimana Santa. Ricordiamo un antico gesto, da rinnovare ogni anno il Venerdì Santo, o in un altro giorno vicino; quello della raccolta di offerte (Colletta pro Terra Santa), per loro. È stato un gesto di fraterna solidarietà che sempre li ha sostenuti e che in questi ultimi difficili anni ha tenuto accesa la speranza.

La generosità di Dio e del suo Figlio crocifisso risorto sia ancora la forza che muove la nostra esistenza e fa nascere scelte e stili di vita capaci di generare la speranza, qui e ovunque.

Comunicato sui lavori della Cet (27-28 marzo 2006)
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