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«Da dove comincio? Mi sento spesso chiedere. Ricomincio da tre, rispondo, ovvero dai tre punti fermi da cui dovremo necessariamente muovere per costruire il nostro Presepio: le tre sole certezze di cui disponiamo in partenza: lo spazio a disposizione, le statue in nostro possesso, lo stile del Presepio». Alberto Finizio è membro dell'Associazione italiana Amici del Presepio e della rivista «Il Presepio». A lui abbiamo chiesto di svelarci i segreti per allestire sia in casa che in parrocchia un presepio «a regola d'arte». Ecco i suoi consigli...

Di tutte le «rivoluzioni» che il Concilio Vaticano II ha portato dentro la Chiesa, è quella di cui si parla meno, eppure è stata la prima e quella che ha portato i cambiamenti più vistosi. Parliamo della riforma liturgica, che fra poco compirà quarant'anni: il 4 dicembre del 1963 infatti veniva promulgata la Sacrosanctum Concilium, la costituzione conciliare che poneva le basi per la nuova liturgia. Intervista a don Pietro Pratolongo, docente di liturgia allo Studio Teologico Interdiocesano di Camaiore.
DI RICCARDO BIGI

Ha ancora senso la parrocchia? Come deve cambiare per poter essere presenza incisiva e significativa sul territorio? Sono domande che la Chiesa italiana si pone da tempo e che a settembre, nei giorni in cui le comunità riprendono le loro attività, diventano particolarmente attuali. Toscanaoggi mette a confronto idee, esperienze, testimonianze per capire come cambia il volto delle parrocchie e come le singole comunità cercano di rispondere alle esigenze della nuova evangelizzazione.

Parrocchie: rinnovarsi o morire. Intervista a mons. Gaetano Bonicelli

Unità pastorale: tre parroci per una sola comunità

Il modello salesiano: un secolo a fianco dei giovani

L'«equipe di animazione pastorale»

A Castiglion Fiorentino si sperimenta la famiglia

Nonostante i nuovi mezzi tecnici oggi a disposizione, le condizioni del tempo rimangono un problema e vengono fatte e comunicate con accanimento da giornali, dalla televisione e la tecnologia più sofisticata ingaggia una quotidiana, impari lotta con i fenomeni più irriducibili a norme e modelli di cartesiana limpidezza. L'uomo della strada viene messo al corrente della situazione del globo terracqueo: vede monsoni in Cina, uragani in Australia, perturbazioni avanzare sull'Atlantico, aria fredda dalla Siberia, vento caldo dal Sahara, ma non sa cosa gli pioverà in testa il pomeriggio, e l'antico problema umano del «devo o non devo prendere l'ombrello» resta insoluto. Il più delle volte dopo la conferenza meteorologica della sera, al mattino si esce senza ombrello e ci si ritrova come l'uomo primitivo a ripararsi sotto la frasca, prendendo quella che piove e quella che casca.
DI CARLO LAPUCCI

Da Levante a Ponente: il perché dei venti

Ci saranno le celebrazioni: saranno senza dubbio solenni e ci procureranno ancora commozione. Quel giorno, del resto, non lo dimenticheremo mai: anche se resta il dubbio che, a farcelo ricordare con particolare intensità, abbia contribuito un bombardamento d'immagini che in qualche tv è stato quasi giornaliero, da due anni a questa parte. Perché l'11 settembre del 2001 fu orribile, e le vittime di esso non dovranno mai esser dimenticate. Eppure – chiediamocelo – quante altre vittime, che muoiono silenziosamente e senza colpa ogni giorno, meriterebbero di condividere il destino di quelle dell'11 settembre e invece le seppelliamo con la nostra indifferenza?
DI FRANCO CARDINI

Con il numero 30 del 3 agosto Toscana Oggi sospende come di consueto le pubblicazioni per tutto il mese di agosto. Tornerà nelle edicole a partire da sabato 6 settembre. Agosto è un mese denso di avvenimenti, specie nelle località turistiche della nostra regione: ecco una piccola guida ai tanti avvenimenti in cartellone, dalla Lirica alla musica classica e d'autore, dai Festival alle sagre e alle mostre fino a tanti altri appuntamenti. E per chi vuole unire riposo e preghiera, segnaliamo anche una serie di appuntamenti sui monti della fede.

Leonardo Romanelli, enogastronomo, responsabile regionale della comunicazione per Slow Food toscano e fiduciario della condotta di Firenze, non ha dubbi. «Sulla tipicità – afferma – si rischiano molti malintesi. Invece è bene precisare che per tipico s'intende un prodotto che in una determinata zona riceve, dalle condizioni ambientali e attraverso una lavorazione studiata negli anni tali, una sorta di “unicità” nel risultato finale». In Toscana sono ormai quasi 400 i prodotti tipici censiti dall'Arsia, l'Azienda regionale per lo sviluppo e l'innovazione nel settore agricolo.
DI MARCO LAPI

Le sagre d'agosto