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La Torre di Pisa ambasciatrice dell'Italia all'estero. Dal 22 luglio al 29 agosto, il celebre campanile del Duomo di Pisa disporrà di un'area espositiva di 300 metri quadri nel Quartier generale delle Nazioni Unite all'interno di un percorso sui siti archeologici mondiali voluto dall'Unesco. L'esposizione pisana è curata dall'architetto Alessandro Sonetti, consulente d'eccezione il professor Michele Jamiolkowski, coordinatore del Comitato scientifico internazionale per la salvaguardia della torre.
DI ANDREA BERNARDINI

È stato un incontro di grandissimo interesse quello organizzato da «Supplemento d'Anima» domenica 6 luglio a Vallombrosa. Padre Zelinskyi, intervistato prima da Gianni Santamaria (giornalista di Avvenire) e poi da molti degl'intervenuti, ha cercato di tracciare un quadro che rendesse una ragione culturalmente motivata e sperimentalmente convalidata del fondamento storico che porta Oriente e Occidente a convergere per concludere una vicenda più volte millenaria senza nulla dimenticare delle differenze e delle fatiche che hanno segnato questo cammino. Un itinerario che è stato e continua ad essere essenzialmente religioso: votato a compiersi in un'unità che sia perfetta per grazia di Dio ma che non smentisca le (preziose) differenze che in un millennio si sono accumulate e hanno portato frutto dall'una parte e dall'altra.
DI UMBERTO SANTARELLI

Nel 1966, fece scalpore dedicando la copertina a una domanda piuttosto insolita per un settimanale d'attualità: «Dio è morto?». Trentasette anni dopo il «Time», prestigiosa ed autorevole rivista europea, torna ad occuparsi di tematiche religiose per dire che no, Dio non è morto, ma che per trovarlo bisogna cercare in direzioni diverse da quelle a cui siamo abituati. La domanda quindi stavolta è un'altra: «Dov'è andato Dio?». Quali sono i luoghi, gli ambienti in cui oggi si manifesta la fede? Franco Garelli, sociologo torinese e grande esperto del fenomeno religioso, ci aiuta a cercare la risposta.
DI RICCARDO BIGI

Il presidium della Convenzione europea ha varato una seconda bozza della prima parte del Trattato che dovrà diventare la Carta costituzionale della nuova Europa, ma nel preambolo non compaiono ancora riferimenti alle «radici cristiane» del continente, tema che fa discutere e divide. Entro la fine del marzo scorso tutte le Regioni dovevano dedicare all'Europa una seduta del proprio Consiglio per dare un contributo alla nascente Costituzione. Così non è stato in gran parte d'Italia e così non è stato in Toscana, che recupererà la seduta assembleare il prossimo mercoledì, 18 giugno, a cose ormai quasi fatte. Lo ammetterà lo stesso presidente della Giunta regionale, Claudio Martini, nella sua comunicazione alla quale seguirà il dibattito tra i consiglieri regionali e la votazione delle mozioni (alcune già annunciate).

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A seguito delle riforme istituzionali degli ultimi anni anche il sistema dell'istruzione vede ampliato il ruolo della Regione e degli Enti locali nella definizione della rete di offerta formativa e educativa. Ecco una “fotografia” della situazione toscana, caratterizzata da un sistema pubblico in fase di riorganizzazione (vedi rassegna Burt a fianco) e da una presenza di istituti privati in cui rileva il ruolo della componente cattolica, operante in ogni ordine e tipo di scuola.

L'uccisione di Aldo Moro segna lo spartiacque nella vita politica italiana. Due anni prima, il 21 giugno 1976, in un clima di forte tensione sociale, si erano svolte le elezioni politiche con una chiamata a raccolta dell'elettorato moderato per impedire il sorpasso comunista: la Dc si confermò primo partito con un 38,7 per cento, ma a spese dei partiti di centro; il Pci ottenne il 35 per cento dei voti, mentre il Psi, sotto la guida di Bettino Craxi, arretrò di nuovo sotto il 10 per cento.
DI ENNIO CICALI

La scheda: I misteri del caso Moro

Il film «Piazza delle Cinque Lune»

Rumi, il suo? Un progetto audace

L'11 settembre 2001, alle ore 15,30 mi trovavo a Cortona. New York era lontanissima, nonostante i numerosi turisti statunitensi che si incontravano lungo le suggestive vie dell'antica città etrusca. New York era lontana ma ho potuto assistere, quasi in diretta e mio malgrado, al crollo delle torri gemelle. Ho provato la stessa angoscia e lo stesso sgomento di quanti, in quel momento, si trovavano sul luogo dell'orrendo attentato terroristico e dei milioni di spettatori che seguivano in diretta le scene strazianti dell'evento dai quattro angoli del mondo.
DI LUIGI SPALLACCI