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Prima di tutto l'emergenza, con i rifugi temporanei per le famiglie sfollate e la ricostruzione. Dedicando un'attenzione privilegiata alle vittime del maremoto che si trovano in una situazione di particolare vulnerabilità, come ad esempio i bambini. Poi il sostegno alla ripresa economica, accompagnando i nuclei familiari colpiti verso la normalità anche dal punto di vista materiale. Reportage dallo Sri Lanka sconvolto dal maremoto del 26 dicembre 2004 e per la cui ricostruzione sta lavorando la Caritas italiana.
DI FRANCESCO PALETTI

Applausi. Così genitori, parenti ed amici accolgono i giovani di ritorno dalla Polonia sul Treno della Memoria 2005. È il riconoscimento per la «missione» degli studenti nei luoghi dello sterminio nazista a sessant'anni dalla liberazione di Auschwitz: stimolare la memoria affinché ciò che è accaduto non si ripeta mai più. Tappa decisiva di questo viaggio – dal 25 al 30 gennaio – è stata la visita a Birkenau. Tre chilometri di distanza dal campo principale di Auschwitz già visitato dagli studenti. Birkenau viene chiamato «Auschwitz II» perché nato dopo il «fratello maggiore». Ma, di fatto, questo è il vero e proprio luogo concepito dai nazisti per lo sterminio della razza ebraica. Fino a 4500 persone potevano essere uccise in un giorno.
dall'inviato SIMONE PITOSSI

Le immagini del Treno della memoria

Si chiude il 9 gennaio l'anno centenario della nascita di Giorgio La Pira ed è tempo di bilanci su questo anno dedicato al sindaco santo. Slitta però di alcuni giorni la chiusura della fase diocesana del processo di beatificazione. Ecco un ricordo del professore da parte di mons. Gastone Simoni, vescovo di Prato, una delle poche persone che erano al capezzale di Lapira il giorno della sua morte.

Il forte terremoto (9 gradi scala Richter) e il conseguente maremoto che hanno colpito il Sud-est asiatico il 26 dicembre 2004, hanno causato almeno 150 mila morti e 500 mila feriti. Tra questi molti stranieri che affollavano le località turistiche. Molte delle vittime sono state sepolte in fosse comuni. La catastrofe si è abbattuta su paesi poveri, anche se non poverissimi, che vivono però quasi tutti situazioni difficili. Ecco alcune testimonianze dai luoghi sconvolti dalla tragedia e tutte le indicazioni utili per continuare la gara di solidarietà.

Feste di capodanno in tono minore (con rinuncia ai fuochi d'artificio in molti comuni) e tanta solidarietà. La Toscana si è subito mobilitata per le vittime del terremoto nel Sud-est asiatico. Accanto alle Ong, alle Caritas diocesane, agli istituti religiosi, anche molte istituzioni, dalla Regione, ai Comuni, alle Comunità montane, hanno lanciato sottoscrizioni e iniziative concrete. Ecco qualche esempio di solidarietà.

Emergenza Asia, ecco come contribuire

Dov'era Dio nella tragedia? Sempre lì, accanto a chi soffre

Il grafico dei paesi colpiti