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Dal n. 28 del 21 luglio 2002

Aria di crisi per i porti toscani

Sono tre i porti principali della Toscana, Livorno, Carrara e Piombino, ai quali si aggiungono altri 26 porti e 18 approdi, mentre per la cantieristica i poli di attrazione sono due: Viareggio e Livorno. Ecco la situazione dei principali scali toscani.
• Livorno, un sogno durato poco
• Piombino, la parola d'ordine è diversificazione
• Porto S. Stefano: pesca in ribasso
• Viareggio, silenzio sul fronte del porto
• Il marmo è la forza di Carrara

Aria di crisi per i porti toscani

LA CANTIERISTICA
In Toscana la cantieristica da diporto – soprattutto yacht e imbarcazioni di lusso – ha la capitale in Viareggio. Per quanto riguarda la cantieristica commerciale – navi da crociera, da trasporto veloce, per le merci – l'altro polo di attrazione è invece Livorno. Il fatturato del settore si aggira intorno ai 2.500 milioni di euro (elaborazione Irpet su dati della Regione) e gli addetti del settore raggiungono le 11 mila unità.

IL SISTEMA PORTUALE
Il sistema portuale toscano si compone di tre porti principali: Livorno, Carrara e Piombino. Il primo un «multipurpose» mentre gli altri due sono specializzati rispettivamente in marmi e graniti e in prodotti per acciaierie. La costa toscana dispone di 26 porti (compresi quelli turistici) e 18 approdi. A questa cifra vanno aggiunti i porticcioli, gli approdi e le rade attrezzate, i corridoi nautici e le foci muniti di attracchi. Una stima approssimativa fa pensare a un totale di 16 mila posti barca. La stima complessiva del fatturato è di 1.200 milioni di euro, gli addetti del settore dovrebbero essere oltre 13 mila.

LA PESCA
Il settore della pesca ha dimensioni molto più limitate. Il fatturato di pesca e acquacoltura raggiunge i 90 milioni di euro per 1.700 addetti. La dispersione della flotta e il suo elevato stato di invecchiamento – oltre il 50% delle imbarcazioni ha più di 20 anni – condiziona negativamente il risultato delle attività economiche.

IL TURISMO COSTIERO
Il turismo costiero rappresenta uno dei settori più consistenti per addetti, valore aggiunto e capacità di creare una rete di produzione e di consumi nell'economia della costa. In linea di massima, l'Irpet stima che siano 45 mila gli addetti al settore, 2.300 milioni di euro il fatturato complessivo, 1.500 euro il valore aggiunto.

I servizi
• Livorno, un sogno durato poco
• Piombino, la parola d'ordine è diversificazione
• Porto S. Stefano: pesca in ribasso
• Viareggio, silenzio sul fronte del porto
• Il marmo è la forza di Carrara
• Le maglie nere delle spiagge toscane

Aria di crisi per i porti toscani
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