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Chi sono Simona Pari e Simona Torretta

Ecco una breve scheda biografica delle due operatrici italiane della ong «Un ponte per...», rapite a Baghad il 7 settembre 2004, assieme a due collaboratori iracheni (Raed Ali Abdul Aziz, ingegnere dello staff di «Un ponte per...», e Mahnaz Bassan, collaboratrice di «Intersos») e liberate il 28 settembre 2004.

Simona Torretta, è nata a Roma il 12 maggio 1975. È la maggiore di tre sorelle, orfane di padre. Diplomata all'Accademia di belle arti della Capitale, frequenta la facoltà di Antropologia all'università La Sapienza di Roma. È la capomissione di «Un ponte per», associazione per cui lavora dal 1996. Ha lavorato, come Simona Pari, anche per l'associazione «Save the children». È una «veterana» dell'Iraq. La sua prima volta a Baghdad risale infatti al 1994: è stato amore a prima vista con il martoriato Paese mediorientale, allora sotto il regime di Saddam Hussein. Da quel momento si è occupata di diversi progetti per il «Ponte» e da 5 anni era praticamente residente a Baghdad, città in cui ha vissuto anche i durissimi giorni della guerra lo scorso anno. Nella capitale irachena si è occupata, tra l'altro, di ricostruire una biblioteca ed ha seguito un progetto per ripristinare le strutture scolastiche durante il lungo periodo dell'embargo. Recentemente, anche grazie al suo interessamento, è stata mandata a Roma una bambina irachena malata di leucemia, perche' potesse essere curata al San Camillo. Gli amici ed i collaboratori la descrivono come «una donna sicura e positiva, dal grande carisma, che a Baghdad è molto rispettata e che ha con la popolazione locale un ottimo rapporto di fiducia».

Simona Pari, è nata a Bologna il 6 giugno del 1975. Laureata in Filosofia, giornalista pubblicista, ha collaborato con vari quotidiani e periodici. Per due anni ha lavorato con l'associazione «Save the children Italia», occupandosi dei programmi internazionali e di traffico di minori. Nel 2003 è stata in Afghanistan e nei Balcani (Kosovo, Albania e Montenegro), sempre per fare ricerche e monitoraggi. Ha frequentato un master in Cooperazione allo sviluppo all'università La Sapienza di Roma. Il master prevedeva uno stage sul campo. Per questo ha iniziato la collaborazione con «Un ponte per». Per conto dell'associazione è arrivata in Iraq nella primavera del 2003, subito dopo l'inizio della guerra. Lì, assieme a Simona Torretta, si è occupata di diversi progetti a favore dei bambini - l'ultimo è di inizio agosto, la «Summer School» per 200 piccoli di Baghdad - ma anche della distribuzione di acqua potabile per le popolazioni di Falluja e Najaf durante gli assedi degli americani.

Donatella e Alfonso, i genitori divorziati di Simona, ricordano che «da due anni era sempre in giro per il mondo per aiutare i bambini». Cresciuta a Rimini, la vita di provincia le è stata sempre stretta. Ha così frequentato l'università a Bologna, studiando all'estero con il progetto Erasmus. Gli amici ed i compagni di lavoro la descrivono come «una persona esuberante, coraggiosa, molto motivata e convinta di quello che stava facendo».

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