Dossier

Il Piano Regionale di Sviluppo: il futuro in Toscana

Come già specificato (v.Ogl News n.2), con il Piano Regionale di Sviluppo la Regione indica le strategie fondanti la propria azione di governo. Il Piano finora in vigore, PRS 2001-2005, è stato sottoposto ad una revisione intermedia, confluita in un nuovo piano relativo al periodo 2003-2005.Questo strumento, definito dalla legge che lo istituisce “l’atto fondamentale di indirizzo dell’attività di governo”(legge regionale n.491999, art.6), costituisce il motore dell’azione regionale nei vari settori di intervento. In sintesi, il sistema dell’azione programmatica e di governo della Regione può delinearsi secondo lo schema seguente: La strutturaLa struttura del piano prevede una prima parte relativa all’analisi del contesto di riferimento – corrispondente al tessuto sociale, economico, territoriale toscano- , sulla base della quale sono individuate le opzioni politiche della programmazione regionale e le priorità dell’azione di governo. Un’ultima parte del piano riguarda le risorse e gli strumenti attuativi , di monitoraggio e di valutazione della programmazione. il piano di sviluppo regionale 2001-2005individuava: • Quali obiettivi fondamentali:• Lo sviluppo sostenibile: gestione delle risorse, ripartizione delle responsabilità dei soggetti interessati alle politiche di sviluppo, innovazioni tecnologiche, promozione di stili di consumo responsabili• Le politiche del lavoro: stabilizzazione e aumento della base occupazionale attraverso interventi di contrasto alle disuguaglianze, implementazione dei sistemi di orientamento e formazione professionale, sostegno alle nuove forme di imprenditoria • Quali priorità di azione:• Interventi di promozione di iniziative a favore dei giovani• Politiche per la sicurezza• Riforma e modernizzazione della pubblica amministrazione• Attivazione di percorsi di implementazione degli strumenti informativi e di formazione• Interventi per lo sviluppo delle zone montane• Progetti di valorizzazione delle risorse marine lA REVISIONELa revisione del piano di sviluppo si è resa necessaria:

1. in considerazione della crescente e diretta influenza delle politiche europee ed internazionali sugli assetti regionali, con la parallela crescita della rilevanza del ruolo delle regioni a livello internazionale

2. per aggiornare l’atto di indirizzo della Giunta Regionale a seguito della definitiva entrata in vigore della riforma del Titolo V della Costituzione, implicante il radicale mutamento degli assetti istituzionali, il passaggio di molte competenze dallo Stato alle Regioni in materia di potestà legislativa esclusiva, la attribuzione ai Comuni della massima parte di funzioni amministrative dirette, in applicazione del principio di sussidiarietà

3. per definire l’azione di governo toscana rispetto al mutato indirizzo politico del governo nazionale, accentuando il profilo della coesione sociale e del senso collettivo del vivere i società

4. per recepire e adeguare l’azione programmatica alla congiuntura economica attuale, completamente modificata rispetto alle previsioni di crescita formulate nel 2000,alla base del PRS precedente

Il nuovo PRS, in piena assonanza a quanto formulato in sede europea, assume quale schema portante:

Il contesto in cui si sviluppa il piano è caratterizzato da un adeguato grado di benessere, inteso non solo in senso economico ma anche sociale, ambientale, culturale. Il mantenimento e l’implementazione qualitativa di questo benessere sono gli obiettivi di base dell’azione regionale, perseguita nei vari settori:

• libertà di scelta e organizzazione di tempi e spazi di vita: favorire modalità di conciliazione di tempi di vita e di lavoro tali da consentire scelte libere di vita familiare e genitoriale

• cultura: sviluppo di forme di fruizione e di produzione di beni culturali

• sicurezza: intesa sia quale rete di protezione sociale, sia quale elemento riconducibile all’ordine pubblico (in questa seconda accezione, si segnala la diminuzione generale dei reati, con un incremento di quelli collegati alla circolazione stradale e a forme di microcriminalità)

• qualità della vita su tutto il territorio regionale: la peculiarità dei fenomeni locali è posta quale risorsa da utilizzare per assicurare livelli omogenei di qualità della vita in termini di accesso ai servizi, di opportunità di sviluppo, di benessere delle varie fasce della popolazione

• l’innovazione: è considerato lo strumento principe per raggiungere gli obiettivi prefissati in tema di consolidamento del benessere, di incremento della natalità, di riforma del sistema dei servizi, di adeguamento dell’organizzazione produttiva ai mutamenti sociali in corso. I processi di innovazione sono quindi promossi dalla regione ed implicano necessariamente la partecipazione fattiva di tutti gli attori del sistema sociale toscano (aziende, privati, università, centri di formazione, terzo settore)

Gli strumenti di attivazione del processo di innovazione sono:I PROGRAMMI INTEGRATISi tratta di azioni concertate che mirano al raggiungimento di obiettivi definiti in sede di PRS con caratteristiche di omogeneità e coerenza attuativa, secondo modelli operativi di origine comunitaria. Prevedono la definizione di obiettivi e di azioni mirate al loro perseguimento, con il coinvolgimento di soggetti partner. La fase di definizione di obiettivi e di funzioni, e quella di attivazione locale degli interventi sono caratterizzate dalla partecipazione di istituzioni e soggetti anche privati purchè disposti in sede attuativa a cofinanziare le attività oggetto del piano. I PROGETTI PILOTA INTEGRATISi tratta di progetti operativi sperimentali che mirano al raggiungimento di obiettivi multisettoriali con tecniche particolarmente innovative. Anche in questo caso è prevista la partecipazione di istituzioni e enti privati con forme di cofinanziamento e cogestione degli interventi in un’ottica di trasversalità e di coordinamento. Gli ambiti di interventoGli ambiti di intervento dell’azione regionale sono individuati nei settori:

• Diritti di cittadinanza, coesione sociale e qualità della vita: si prevedono innovazioni in tema di organizzazione del sistema di offerta di servizi sanitari, incentrate sui progetti sperimentali di integrazione denominate “società della salute” e sull’implementazione del sistema di area vasta, relativo all’ottimizzazione di funzioni e risorse in materia di servizi sanitari; si conferma l’impianto universalistico del sistema toscano di welfare, finanziato dalla fiscalità generale, garantendone la piena accessibilità a coloro i quali versino in situazioni di bisogno. Le azioni del PRS si rivolgono in particolare alle famiglie e ai minori, ai disabili, agli immigrati, agli anziani e ai soggetti a rischio di esclusione sociale. nella tutela dei beni culturali, nella sicurezza in un’ottica di integrazione delle politiche di settore e di intervento coordinato, per garantire efficacia e razionalizzazione delle azioni e tutelare il cittadino utente.

• Competenze e occupabilità: si implementa l’innovazione del sistema istruzione-formazione-orientamento per garantire pari opportunità di ingresso nel mondo del lavoro e di mantenimento delle posizioni professionali, in un’ottica di formazione continua dei lavoratori, di mantenimento della rete di protezione sociale, di qualificazione della forza lavoro in ingresso e già collocata nelle realtà produttive del territorio

• Competitività di territori e imprese: si promuovono interventi a sostegno dello sviluppo e qualificazione delle imprese locali, rafforzando la presenza del terziario avanzato e delle nuove tecnologie, tutelando e implementando l’innovazione all’interno delle produzioni tradizionali toscane. Sono previsti anche interventi sul sistema della mobilità, ritenuto fattore fondamentale di sviluppo sostenibile e di cui è necessario aumentare la capillarità e il sistema generale di offerta,investendo in nuove infrastrutture viarie, portuali e aeroportuali in un’ottica di completamento e ammodernamento della rete esistente secondo criteri di alta compatibilità ambientale.

• Governo delle risorse naturali e tutela della sostenibilità del modello di sviluppo: attivazione del Procedimento unificato per la gestione del territorio come strumento di snellimento delle procedure e di effettivo utilizzo sostenibile delle risorse; presentazione del progetto di autonomia speciale in materia di protezione dei beni ambientali e culturali, aumento delle azioni di politica ambientale integrata con coinvolgimento di imprese, privati cittadini, enti locali.

• E-governement, innovazione istituzionale e amministrativa, modelli di governance: innovazione istituzionale e competitività del territorio, ottimizzazione delle risorse finanziarie, innovazione degli strumenti di governo e programmazione locale.

Il modello di governance fatto proprio dalla Regione è quello presentato nel Libro Bianco della Commissione della Comunità Europea incentrato su alcuni principi cardine:

• Apertura delle istituzioni pubbliche ai cittadini

• Partecipazione dei soggetti pubblici e privati in ogni fase di elaborazione e attuazione delle politiche per assicurarne la pubblicità, qualità e efficacia

• Responsabilità dei soggetti che partecipano a fasi legislative e attuative definite con chiarezza

• Efficacia delle politiche pubbliche, incentrate sull’analisi dei dati disponibili e dei feedback, sulla definizione di risultati attesi e sulla valutazione degli esiti

• Coerenza del sistema delle politiche, dal livello comunitario a quello locale

• Proporzionalità e sussidiarietà dell’intervento pubblico