40° Alluvione di Firenze
stampa

La visita di Paolo VI alla città ferita: il ricordo di mons. Ristori

Parole chiave: 40 alluvione (17), paolo vi (16)

«Papa Paolo VI partecipò in maniera profondamente commossa al dramma dell'alluvione di Firenze, soffrì insieme alla città ferita. E nella sua visita del Natale del '66 scosse emotivamente i fiorentini dando loro un nuovo stimolo per reagire alla tragedia». Monsignor Paolo Ristori, preposto della cattedrale di Santa Maria del Fiore, ricorda come 40 anni fa, quando era segretario dell'allora arcivescovo cardinale Ermenegildo Florit, accolse Papa Paolo VI in visita a Firenze a un mese e mezzo dall'alluvione che sommerse la città.

"All'inizio di dicembre - racconta - ricevetti la telefonata della segreteria del Vaticano. Mi dissero che il pontefice voleva celebrare la santa messa della notte di Natale a Firenze, per essere vicino ai fiorentini. Ma senza grandi cerimonie, sottolinearono: il Santo Padre non voleva gravare su una situazione già difficile". Per la Chiesa fiorentina fu una grande emozione: era più di un secolo che un pontefice non arrivava in città e "la notizia scaldò subito gli animi di tutti i fiorentini".

Quel 24 dicembre faceva molto freddo, ricorda monsignor Ristori. "Intorno alle 21 il cardinale Florit, il prefetto e il sindaco Piero Bargellini andarono a prendere la macchina del pontefice a Firenze sud. Da lì entrarono in città. A Gavinana, una delle zone più colpite, la folla di gente accorsa per strada fermò il pontefice che salutò e benedisse tutti". Poi fu la volta di Santa Croce, dove l'acqua un mese e mezzo prima aveva raggiunto i sei metri di altezza. "La folla era immensa. A rappresentare ufficialmente la città c'erano gli anziani e i poveri di Montedomini, abbracciati dal Papa".

All'altezza di piazza Santa Maria Nuova, di fronte all'omonimo ospedale, Paolo VI venne nuovamente fermato dalla gente e mandò una benedizione tramite microfono a tutti i malati. "Arrivato nell'arcivescovato in piazza Duomo - racconta ancora Ristori - il Papa si fermò a mangiare un'umile minestra e dell'insalata fredda. Poi, dopo essersi cambiato, aver salutato i seminaristi e le alte cariche della chiesa e delle istituzioni locali, andò in Duomo per la celebrazione della messa di mezzanotte. La piazza e la cattedrale erano gremite di persone. Non fu solo una cerimonia sacra, ma una festa di popolo: la città sembrava come scossa, colpita nell'intimo dalla figura del pontefice, scossa nelle sue radici cristiane, risollevata nel cuore".

L'omelia di Paolo IV fu un inno alla speranza. "Siamo qua venuti - disse il Papa dall'altare del Duomo decorato in maniera semplice - nel giorno della tenerezza e della fortezza dell'amore per piangere con voi. Fiorentini, ai cento titoli che voi potete avanzare per la nostra affezione, si è aggiunto un altro titolo che ci ha messi in cammino: il vostro dolore, così grande, così singolare, così fiero e degno".

Dopo la messa, a tarda notte, Paolo VI non volle lasciare Firenze prima di recarsi in un altro luogo simbolo: il giardino di Boboli, dove si trovavano le tante opere d'arte distrutte dall'alluvione. "Di fronte al Cristo del Cimabue che per ore era rimasto a galleggiare nell'acqua e nella nafta a Santa Croce - ricorda il monsignor - il Santo Padre si fermò a pregare. Il suo viaggio a Firenze significò per la città una nuova rinascita: l'attenzione che riportò sulla città permise di raccogliere un miliardo e mezzo delle lire di allora provenienti da tutto il mondo e distribuite attraverso i parroci alle famiglie più colpite dall'alluvione". Dopo il viaggio a Firenze il Papa fece in modo che il Vaticano aiutasse la costruzione della casa di riposo per coppie di anziani realizzata poi in via Cimabue. (ANSA).

La visita di Paolo VI alla città ferita: il ricordo di mons. Ristori
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento