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Il tributo del clero

Parole chiave: stragi naziste (47), resistenza (30), liberazione (36)

Molte istituzioni religiose, parrocchie, conventi, monasteri, asili di suore divennero sicuro rifugio per i ricercati, gli ex prigionieri di guerra, gli sbandati, nel periodo tra l'8 settembre '43 e la fine di aprile 1945. Quest'opera di assistenza fu pagata dal clero toscano con rilevante numero di martiri, vittime di vendette nazifasciste.

Furono circa 60 tra religiosi e sacerdoti uccisi in Toscana, una cifra notevole se si pensa che i religiosi caduti in azioni di guerra in tutta Italia furono 276.

Venti di questi erano parroci, ecco i loro nomi:
• chierico Silvestro Alberti di Forno (Apuania);
• don Ferrante Bagiardi di Castelnuovo dei Sabbioni (Fiesole);
• don Giuseppe Bertini di Molina di Quosa (Pisa);
• don Fiorino Bonomi di Fosdinovo (Apuania);
• don Antonio Costa di Lucca;
• don Giovanni Fondelli di Meleto (Fiesole);
• don Luigi Frizzotti di Marina di Massa (Apuania);
• don Italo Gambini di Rosignano (Livorno);
• don Renato Gori di Livorno; don Luigi Janni di Vinca (Apuania);
• don Alcide Lazzeri di Civitella della Chiana (Arezzo);
• don Innocenzo Lazzeri di Farnocchia (Pisa);
• don Aldo Mei di Monsagrati (Lucca);
• don Fiore Menguzzo di Molina di Stazzema (Pisa);
• don Angelo Orsini di Calcinaia (Pisa);
• don Libero Raglianti di Valdicastello (Pisa);
• don Raffaele Rossi di Castelnuovo Garfagnana (Apuania);
• don Giuseppe Simi di Pietrasanta (Pisa);
• don Mario Tucci di Garfigliano (Apuania);
• Canonico Arturo Vincentelli di San Francesco di Carrara (Apuania).

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