Giovanni Paolo II
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Dal n. 13 (edizione speciale) del 5 aprile 2005

Le nove volte (più una) in Toscana

Giovanni Paolo II, in un arco di tempo che va dal 1980 al 1996, è stato nove volte in Toscana. Curiosamente, le visite vanno pastorali vanno da Siena a Siena in quanto la diocesi senese è stata la prima e l'ultima ad accoglierlo.

Il primo incontro con i toscani avvenne appunto a Siena il 14 settembre 1980 . Il Papa, che fu accolto dal vescovo Mario Ismaele Castellano, ricordò una sua precedente visita da giovane prete alla città di Santa Caterina nel 1947: «Non avrei mai immaginato di tornare 33 anni dopo...».

Il 19 marzo 1982, nella festa di San Giuseppe patrono dei lavoratori, Giovanni Paolo II si recò a Livorno , accolto da monsignor Alberto Ablondi. Dopo un incontro con i lavoratori a Rosignano Solvay (in cui ricordò il suo lavoro di cavatore, proprio per la Solvay, durante la guerra), il Papa salì a Montenero per rendere omaggio alla Madonna.

Nel 1986, sempre per la festa di San Giuseppe (il 19 marzo), fu in visita a Prato . «Santo Padre – lo salutò il vescovo Pietro Fiordelli – avete davanti agli occhi e davanti al cuore la Prato che lavora, la Prato che fatica». Parlando nella zona industriale del Macrolotto, il Papa sottolineò il bisogno di «salvaguardare il diritto dell'uomo al lavoro».
Ancora nell'86, il 18 e 19 ottobre Giovanni Paolo II si recò in visita alle diocesi di Fiesole e di Firenze , accolto da monsignor Luciano Giovannetti e dal cardinale Silvano Piovanelli. Il Papa, che pochi giorni dopo avrebbe incontrato i capi di tutte le religioni riuniti ad Assisi, sottolineò il valore del dialogo, che presuppone «la ricetta di ciò che è vero, buono e giusto per ogni uomo» e mise in guardia i giovani dai «modelli di vita propagandistici della società dei consumi».

Il 21 maggio 1989 fu la volta di Grosseto, primo Papa a recarsi in Maremma dopo 856 anni. «Impegnatevi nel lavoro di una nuova evangelizzazione» fu il richiamo che il Pontefice consegnò alla diocesi allora retta da monsignor Adelmo Tacconi, scomparso di recente. Nell'occasione Giovanni Paolo II si recò anche a Nomadelfia, la cittadella fondata da don Zeno Saltini.

Il Papa, a breve, tornò in Toscana il 22, 23 e 24 settembre 1989 per un'intensa «tre giorni» in cui visitò Pisa, Cecina, Volterra e Lucca. A Pisa, accolto da monsignor Alessandro Plotti, Giovanni Paolo II ricordò la figura di Galileo Galilei «la cui opera scientifica, improvvidamente ostacolata agli inizi, è ora da tutti riconosciuta come una tappa essenziale nel cammino della conoscenza della natura».

Dopo una visita ai malati della casa «Cardinale Maffi» di Cecina il Papa si fermò a Volterra dove fu accolto da monsignor Vasco Giuseppe Bertelli e visitò, presentandosi come «fratello tra i fratelli», i detenuti del carcere volterrano e gli ex tossicodipendenti del Centro di solidarietà.

Infine a Lucca, dove era arcivescovo monsignor Giuliano Agresti, si fermò ad ammirare con particolare devozione il «Volto Santo» venerato in città.
Il 23 maggio 1993 fu a Cortona, dove si soffermò a riflettere sulla «drammatica vicenda umana di Santa Margherita», e ad Arezzo, accolto dal vescovo Giovanni D'Ascenzi. Parlando ai giovani, il Papa lasciò da parte i fogli che leggeva dicendo che «quando si vedono questi occhi, questi volti, questi grandi progetti viene da essere più spontanei. Il discorso ufficiale lo leggerete sull'Osservatore Romano...».

Pochi mesi dopo, il 17 settembre 1993, Giovanni Paolo II salì alla Verna («Veniamo a te, o Francesco, in questo luogo che ti fu caro per confermarci ancora una volta nella convinzione che l'Amore è più grande di ogni forza negativa») e a Camaldoli, dove ringraziò la comunità monastica «che coltiva umilmente e pazientemente – accettando i tempi di Dio – il dialogo ecumenico e il dialogo interreligioso».

Il 30 marzo 1996 il Papa fu di nuovo a Siena, accolto dal vescovo Gaetano Bonicelli. «Rimediò» così al fatto di non essere potuto tornare nella città del Palio in occasione del Congresso eucaristico a causa di un incidente domestico. In questa seconda visita alla diocesi senese, Giovanni Paolo II incontrò i lavoratori a Colle Val d'Elsa: «È l'ora – sottolineò – di una nuova politica di solidarietà sociale». Disse no al «liberismo sfrenato» e all'«assistenzialismo di comodo», proponendo la via del «principio di sussidiarietà». Nel pomeriggio il Papa celebrò la Messa in Piazza del Campo a Siena, salutato dalle Contrade e dagli sbandieratori Palio.
Alle nove visite ufficiali di deve aggiungerne una decima privata e imprevista al Monastero del Monte Argentario nel dicembre del 2000.

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